{"id":423,"date":"2001-07-14T18:14:29","date_gmt":"2001-07-14T16:14:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=423"},"modified":"2001-07-14T18:14:29","modified_gmt":"2001-07-14T16:14:29","slug":"dance","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/dance\/","title":{"rendered":"Dance"},"content":{"rendered":"<p>M&#8217;ero ripromesso di evitare di scrivere di musica, in questa pagina. Fattost\u00e0 che la musica fa delle cose eccezionali, e mi pare utile parlarne. In realt\u00e0 non \u00e8 tanto la musica a fare delle cose curiose bens\u00ec il mondo, che stupito e spiazzato dalle strategie adottate dalla musica per evolversi, reagisce rifugiandosi in categorie gi\u00e0 note, che magari danno l&#8217;illusione di ordinare la realt\u00e0, ma certamente non aiutano a capire che succede (in generale, e in particolare) alla musica.<br \/>\nIl caso pi\u00f9 strepitoso riguarda la Dance, un genere di cui molti parlano e di cui pochi per\u00f2 sembrano capire la vera natura. Quale Dance, direte voi? Stiamo parlando degli Eiffel 65 o di Goldie? Dici la Nu Batucada o la Trance? E&#8217; Maranza o Deep? Gigi d&#8217;Agostino featuring Albertino o Saint Germain?<\/p>\n<p>La primissima cosa da capire sulla Dance (dal Valzer alla Gabber) \u00e8 che c&#8217;\u00e8 una differenza fondamentale col resto della musica. La Dance \u00e8 una &#8220;musica d&#8217;uso&#8221;. La musica d&#8217;uso si chiama cos\u00ec perch\u00e9 serve a fare una cosa: ballare. Eccone alcuni altri esempi, tra i molti: i canti di lavoro (che danno ritmo ai movimenti), la musica religiosa (che serve a pregare), i jingles pubblicitari (che servono a vendere pi\u00f9 automobili). Viceversa una sinfonia di Beethoven o una canzone di Badly Drown Boy non servono a qualcosa, non hanno una funzione, se non il puro atto creativo di scriverle e l&#8217;esperienza emotiva di ascoltarle.<br \/>\nPer valutare la musica d&#8217;uso bisogna innanzitutto verificarne l&#8217;efficacia nella sua funzione: come faccio a giudicare una messa cantata se non conosco la messa? Posso dire che \u00e8 una bella musica, ma funzioner\u00e0 come messa? Posso scrivere il pi\u00f9 bel canto dei battipali (quelli che a Venezia costruivano le fondamenta delle case: piantavano dei pali sul fondo della laguna, ritmando i colpi con dei canti), ma se non funziona per battere i pali \u00e8 un fallimento. Idem con la Dance: per capirla devi ascoltarla nel contesto adatto e magari sperimentarne l&#8217;uso su te stesso. Se ascolti una cerimonia buddista ma non colleghi quello che senti a quello che succede, \u00e8 escluso che tu possa valutare cosa stai ascoltando. Lo stesso discorso vale per la Dance (dal Foxtrot al Garage): ascoltarla nella penombra della tua stanza aspettandosi la stessa esperienza emotiva di una canzone di PJ Harvey \u00e8 assurdo, tanto quanto ascoltare Bocelli calati, in un rave illegale da 8000 persone &#8211; o andare al cinema a vedere le previsioni del tempo.<\/p>\n<p>Non c&#8217;e&#8217; spazio qui per raccontare gli ultimi 25 anni di Dance (ma potreste leggere l&#8217;ottimo &#8220;Disco Inferno&#8221; di Antonelli e De Luca), fattost\u00e0 che fino a qualche anno fa c&#8217;era una forte avversione al suono della Dance da parte degli amanti della Musica, spesso giustificata. La musica per ballare (quella di derivazione &#8220;Disco&#8221;, per capirci) s&#8217;era chiusa in un angolino: poche soluzioni nuove, zero inventiva e maranza abbestia. Fattost\u00e0 che, alla faccia dei generi, negli ultimi dieci anni la Dance (nel senso pi\u00f9 ampio del termine) ha fatto una mossa a sorpresa che ha spiazzato un mucchio di gente. Grazie alla tecnologia (che \u00e8 stata applicata alla musica proprio dopo l&#8217;avvento della Disco, nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70) s&#8217;\u00e8 definitivamente disfatta della grande industria, trasformandosi in micro-imprenditoria diffusa e liberando la creativit\u00e0. Grazie alla rinnovata cultura del corpo s&#8217;\u00e8 riconquistata spazi fisici e mentali (per esempio la cultura Rave) e grazie a questi due fattori ha fatto la capriola finale: la chiusura del gap tra uso ed emozione, la fine della Dance (quasi solo) come musica dei battipali. Ecco com&#8217;\u00e8 che oggi sulla stessa cassa in quattro viaggiano Gigi d&#8217;Agostino, la vera messa cantata, ma pure Aphex Twin, Photek o i Sigma Tibet, che invece regalano emozioni diverse ad ogni ascolto, e la cui musica si rivolge insieme alle gambe e alla testa. Ed ecco come mai qualcuno di voi \u00e8 comprensibilmente un po&#8217; spaesato. Se ci pensate per\u00f2, \u00e8 giusto: questa \u00e8 la Musica, uno dei pochi mondi dove ancora tutto \u00e8 possibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>M&#8217;ero ripromesso di evitare di scrivere di musica, in questa pagina. Fattost\u00e0 che la musica fa delle cose eccezionali, e mi pare utile parlarne. 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