{"id":393,"date":"2000-04-14T18:00:18","date_gmt":"2000-04-14T16:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=393"},"modified":"2000-04-14T18:00:18","modified_gmt":"2000-04-14T16:00:18","slug":"che-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/che-fare\/","title":{"rendered":"Che Fare?*"},"content":{"rendered":"<p>Nello scorso numero di Rumore ho sostenuto di essere contrario alla riduzione dell&#8217;iva sui prezzi dei cd, cos\u00ec come proposto &#8211; pare &#8211; dalla nuova legge sulla musica (per molte ragioni; se vi interessano <a href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/2000\/04\/4percento\/\">andatevele a leggere<\/a>). Stavolta invece vorrei ribaltare la questione in positivo: in che modo si potrebbe aiutare la musica in Italia attraverso una legge?<\/p>\n<p>Pur essendo un cavallo di battaglia di AN (che qui, in perfetta continuit\u00e0 col fascismo, difende l&#8217;italianit\u00e0),devo dire che l&#8217;idea di aiutare la nostra musica lasciando gli stranieri a vedersela col mercato non mi dispiace; perch\u00e9 poi gli stranieri magari vengono da paesi che difendono la propria scena musicale anche &#8211; per esempio &#8211; con un meccanismo chiamato di &#8220;quote&#8221;. Il sistema \u00e8 semplice: le radio hanno delle quote di musica locale che devono trasmettere per ottenere certi finanziamenti; ogni gruppo straniero in tour deve avere, per legge, un gruppo spalla locale.<\/p>\n<p>L&#8217;idea delle quote non mi piace per niente, anzi. Per\u00f2 poi penso che se negli ultimi anni molti artisti europei hanno potuto mettere fuori la testa \u00e8 stato anche grazie a meccanismi di questo tipo, che pur avendo dei difetti hanno il pregio di funzionare soprattutto per i gruppi esordienti ed i generi marginali.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 ampiamente spiegato perch\u00e9 non credo che Nek, pur essendo italiano, dovrebbe beneficiare di uno sconto. Ma per fortuna non c&#8217;\u00e8 solo Nek che fa i cd; c&#8217;\u00e8 anche, per esempio, Stefano Bassanese (eccellente compositore veneziano di musica contemporanea) o gli Unbelievable Cazzons, gruppo di grind folk-core umbro; in comune hanno il fatto di vendere poco. Un altro sistema potrebbe quindi essere quello di stabilire un tetto (10.000 copie? 15.000?) sotto il quale scattano le agevolazioni. I benefici di un provvedimento del genere ricadrebbero &#8220;a pioggia&#8221; su molti generi musicali diversi, e premierebbero tutte le etichette che si occupano di prodotti marginali (e spesso davvero culturali, mica come Nek) oltre ad incentivare le major discografiche (attualmente impegnatissime nella ricerca del nuovo Nek) a produrre anche cose pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra possibilit\u00e0 potrebbe essere la defiscalizzazione totale per il primo album di un artista; l&#8217;idea \u00e8 sempre quella di indurre le majors (che controllano il 95% del mercato italiano) a fare pi\u00f9 &#8220;primi dischi&#8221; e meno &#8220;dischi di artisti che ne devono fare per contratto&#8221;.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi tutta una zona che trovo molto interessante sulla quale si pu\u00f2 operare, e cio\u00e8 quelle micro-imprese che gravitano intorno alla musica italiana e spesso la rendono possibile: le etichette indipendenti, i locali che la programmano, gli studi, le riviste, etc. Finanziare queste realt\u00e0, vincolandole per\u00f2 a certe regole, \u00e8 una politica che certamente pagherebbe, e basta parlare con chiunque faccia musica a Bologna (dove queste politiche sono la prassi) per capirlo. Senza contare che chiunque abbia prodotto per anni musica italiana marginale ma interessante, rimettendoci o quasi, secondo me ha tutto il diritto di essere agevolato economicamente dallo stato (coi nostri soldi); questa categoria include molte delle etichette indipendenti, le quali spesso svolgono il vero lavoro di talent-scout per le majors, che si limitano poi a prendersi l&#8217;artista, se il primo album \u00e8 andato bene, offrendogli pi\u00f9 soldi.<\/p>\n<p>Infine il negozio di dischi: come sappiamo \u00e8 un luogo che sta per sparire e presto compreremo la musica via rete. Sarebbe per\u00f2 interessante, in questo suo crepuscolo, provare a fargli degli sconti fiscali se lui si prende in carico certo materiale (i primi dischi, quelli che vendono meno, etc.) insieme all&#8217;immondizia che espone di solito per attirare clientela rintronata di r\u00e9clame. Robaccia che non si merita l&#8217;iva al 4%; musica odiosa, brutta e filosoficamente ripugnante: in che senso &#8220;everybody should be happy&#8221;? Anche col doping, o magari a spese di qualcun altro?<\/p>\n<p>* Questo mini minor \u00e8 diviso in due parti, di cui questa \u00e8 la seconda. Qui trovate la prima, intitolata &#8220;<a href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/2000\/04\/4percento\/\" target=\"_self\">4%<\/a>&#8220;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nello scorso numero di Rumore ho sostenuto di essere contrario alla riduzione dell&#8217;iva sui prezzi dei cd, cos\u00ec come proposto &#8211; pare &#8211; dalla nuova legge sulla musica (per molte ragioni; se vi interessano andatevele a leggere). 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