{"id":391,"date":"2000-03-14T17:59:01","date_gmt":"2000-03-14T15:59:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=391"},"modified":"2000-03-14T17:59:01","modified_gmt":"2000-03-14T15:59:01","slug":"4percento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/4percento\/","title":{"rendered":"4%*"},"content":{"rendered":"<p>La invocano i Jovanotti d&#8217;Italia; la propugnano certi politici che l&#8217;ultimo disco che hanno comperato \u00e8 &#8220;The K\u00f6ln Concert&#8221; di Keith Jarret o &#8220;Abba Pater&#8221; (chiss\u00e0 come mai il Papa ha scelto gli Abba per il suo album? Forse il prossimo sar\u00e0 &#8220;Fat Boy Pater&#8221; e poi &#8220;Flat Pater&#8221;?). La implorano le case discografiche (per esempio la Sony, che ha disinvoltamente chiamato una sua iniziativa promozionale &#8220;+ musica &#8211; iva&#8221;); sono tutti d&#8217;accordo: per salvare la musica ci vuole l&#8217;iva al 4% sui cd. Vorrei qui spiegare come mai sono contrario.<\/p>\n<p>L&#8217;iva al 4% (contro il 20 che si applica alle altre merci) \u00e8 stata concessa qualche anno fa agli editori di libri; anche altre categorie godono di questo regime di favore, come le associazioni senza fini di lucro. Adesso, al grido di &#8220;la musica \u00e8 cultura&#8221; (che \u00e8 un po&#8217; come dire &#8220;la parola \u00e8 cultura&#8221; oppure &#8220;internet \u00e8 pornografia&#8221;) si chiede questa agevolazione anche per la musica.<\/p>\n<p>Il mercato della musica in Italia \u00e8 sostanzialmente in mano a quattro soggetti (Warner, Universal, Bmg e Sony) che si spartiscono pi\u00f9 del 95% del mercato (fonte &#8220;Musica e Dischi&#8221;, bibbia della discografia italiana). Nessuna di queste multinazionali \u00e8 italiana, nessuna \u00e8 specializzata in musica locale e a nessuna interessano, per ragioni diverse dal profitto, le sorti della nuova musica italiana. Non bisogna stupirsi: le societ\u00e0 nascono, legittimamente, al puro e semplice scopo di fare denari. Quasi tutte.<\/p>\n<p>Ho appena finito di leggere &#8220;Senior Service&#8221;, il libro di Carlo Feltrinelli su suo padre Giangiacomo, il pi\u00f9 straordinario e controverso editore di libri italiano (e non solo). Quest&#8217;uomo, che ha pubblicato &#8220;Il dottor Zivago&#8221; in tutto il mondo, che ha rivoluzionato il modo di vendere libri in Italia, che ha contribuito in modo determinante alla crescita culturale italiana, (e che ha tra l&#8217;altro definito il ruolo dell&#8217;editore come quello di &#8220;una carretta&#8221; che trasporta idee) ha certamente meritato l&#8217;iva al 4%. Possiamo dire lo stesso delle case discografiche?<\/p>\n<p>La loro politica culturale consiste nel chiedere un passaggio radio e, se negato, cambiare il singolo in uscita. Programmare tutte le loro pubblicazioni solo ed esclusivamente in base alle potenziali vendite (escludendo qualsiasi altra qualit\u00e0 che non sia quella commerciale dalle loro priorit\u00e0), come la Dixan, la Mercedes e la Marlboro. Persuadere i loro artisti non a produrre musica culturalmente rilevante o innovativa, bens\u00ec copie di copie di copie, nel disperato tentativo di bissare il successo di &#8220;Happy &#8211; everybody should be happy&#8221;. Buttare soldi in gadgets inutili per reclamizzare musica altrettanto inutile (ho ancora in casa il binocoletto di Michael Jackson a perenne monito). Tutto bene, o quasi, finch\u00e9 non credi di essere benemerito e mi chiedi lo status di ente culturale (e l&#8217;iva al 4% come Amnesty).<\/p>\n<p>Senza contare che in Italia arrivare alla discografia \u00e8 molto difficile; per un artista pubblicare un cd \u00e8 pi\u00f9 un punto di arrivo che di partenza. Quindi l&#8217;iva al 4% non favorirebbe affatto i gruppi davvero emergenti. Non servirebbe a favorire una pratica pi\u00f9 diffusa della musica, ne&#8217; a far crescere la scena esistente. Non favorirebbe neppure la nascita di uno stile musicale italiano moderno (una domanda che spesso mi fanno \u00e8 come mai non esista). Servirebbe solo a far scendere i prezzi del 16% (che su 40.000 lire sono 6.400 lire), e a far aumentare il numero globale di cd venduti. Quali cd?<\/p>\n<p>Lista dei campioni di vendite in Italia nel &#8217;99 (fonte Musica &amp; Dischi): Celentano, Litfiba, Jovanotti, Battisti, Vasco, Ligabue, Baglioni, Zero, Bocelli, Antonacci.<\/p>\n<p>Non ce n&#8217;\u00e8: l&#8217;iva al 4%, cos\u00ec da sola, \u00e8 un bel regalo a quattro multinazionali e un contentino per i consumatori. Il mese prossimo invece vedremo cosa si potrebbe fare se vivessimo in un paese governato da persone davvero sensibili.<br \/>\n(si ringrazia Marco Conforti)<\/p>\n<p>PS: Dicono che c&#8217;\u00e8 in discussione una legge sulla musica: come mai a nessuno dei musicisti anche famosi che conosco \u00e8 stata mai mostrata?<\/p>\n<p>* Questo mini minor \u00e8 diviso in due parti, di cui questa \u00e8 la prima. Qui c&#8217;\u00e8 la seconda, intitolata &#8220;<a href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/2000\/04\/che-fare\/\">Che fare?<\/a>&#8220;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La invocano i Jovanotti d&#8217;Italia; la propugnano certi politici che l&#8217;ultimo disco che hanno comperato \u00e8 &#8220;The K\u00f6ln Concert&#8221; di Keith Jarret o &#8220;Abba Pater&#8221; (chiss\u00e0 come mai il Papa ha scelto gli Abba per il suo album? Forse il prossimo sar\u00e0 &#8220;Fat Boy Pater&#8221; e poi &#8220;Flat Pater&#8221;?). 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