{"id":37,"date":"2008-10-08T00:32:42","date_gmt":"2008-10-07T22:32:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2008\/10\/08\/larte-della-radio\/"},"modified":"2008-10-08T00:32:42","modified_gmt":"2008-10-07T22:32:42","slug":"larte-della-radio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/larte-della-radio\/","title":{"rendered":"L&#8217;arte della Radio"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; una delle forme artistiche pi\u00f9 elusive, ma anche assai ricercata nell&#8217;epoca della laptop music e della nuova electronica. A spiegarla \u00e8 perfino ovvia, ma poi fare degli esempi \u00e8 assai complicato. Oggi, che in teoria se ne potrebbe produrre a bizzeffe, in realt\u00e0 quasi non si fa pi\u00f9. Non ce n&#8217;\u00e8: la radioarte resta un oggetto misterioso.<\/p>\n<p>La spiegazione pi\u00f9 semplice di radioarte, o arte radiofonica, richiede un paragone: &#8220;Hai presente la videoarte, o la net art? Ecco: la radioarte \u00e8 arte che va per radio.&#8221; Naturalmente le cose sono immensamente pi\u00f9 complesse, e sulla definizione di radioarte si sono organizzati convegni e scritti libri (tra cui il recente &#8220;Re-inventing Radio: Aspects of radio as art&#8221;, Ed. Revolver, in inglese, che contiene anche un intervento del sottoscritto). La radioarte nasce con le avanguardie storiche, tra le quali spicca il Futurismo che considerava la radio, elettrica e simultanea, il vero medium della modernit\u00e0. Nel corso degli anni ci sono stati molti approcci diversi alla radioarte, secondo me tutti interessanti. Innanzitutto quello di derivazione teatrale, assai popolare in Germania con la tradizione dell&#8217;H\u00f6rspiel, il radiodramma, che attraverso la manipolazione e il montaggio poteva diventare una vera e propria opera di suoni e voci. Poi naturalmente quella legata ai nuovi strumenti elettronici, negli anni &#8217;50 e &#8217;60: gran parte di quella musica \u00e8 stata composta in studi radiofonici, da Stockhausen alla WDR di Colonia fino a Bruno Maderna nello studio di fonologia della RAI di Milano.<\/p>\n<p>Negli anni successivi la radioarte \u00e8 rimasta in contatto con le avanguardie, diventando luogo di sperimentazione e creazione per teatranti, musicisti, fonici, ma anche artisti visuali, informatici, ecc. Grande fucina di idee, resa possibile dal fatto che molti di questi lavori venivano trasmessi (e pagati) dalle radio nazionali &#8211; inclusa la RAI, che fino al &#8217;98 (tra mille difficolt\u00e0) con AudioBox ha continuato a produrre ottima radiofonia. Con la progressiva commercializzazione dei canali pubblici, un fenomeno purtroppo globale, questi spazi si sono ridotti. Poi \u00e8 arrivata la rete, la moltiplicazione infinita delle antenne e quindi delle possibilit\u00e0: oggi, con un qualsiasi PC, non solo si pu\u00f2 produrre e diffondere musica, ma anche dell&#8217;ottima radioarte.<\/p>\n<p>Per\u00f2, a differenza della musica, la radioarte \u00e8 elusiva, difficile da definire. Ci ha provato Robert Adrian X, artista austro-canadese e complice di Kunstradio, uno degli spazi radiofonici pi\u00f9 interessanti del pianeta (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.kunstradio.at\/\">kunstradio.at<\/a>).\u00a0 Ecco il suo testo <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.kunstradio.at\/TEXTS\/manifesto.html\">Verso una definizione di radioarte<\/a>, in 12 semplici punti:<\/p>\n<p>1. La radioarte \u00e8 l&#8217;uso della radio come medium per l&#8217;arte.<\/p>\n<p>2. La radio accade nel posto in cui si ascolta e non nello studio dove si produce.<\/p>\n<p>3. La qualit\u00e0 del suono \u00e8 seconda all&#8217;originalit\u00e0 concettuale.<\/p>\n<p>4. La radio \u00e8 quasi sempre ascoltata in combinazione con altri suoni &#8211; domestici, il traffico, la tv, il telefono, bambini che giocano, ecc.<\/p>\n<p>5. La radioarte non \u00e8 sound art &#8211; e neanche musica. La radioarte \u00e8 radio.<\/p>\n<p>6. La sound art e la musica non sono radioarte solo perch\u00e9 vengono trasmesse per radio.<\/p>\n<p>7. Lo spazio radiofonico \u00e8 tutti i luoghi dove si ascolta la radio.<\/p>\n<p>8. La radioarte \u00e8 composta di oggetti sonori che si esprimono nello spazio radiofonico.<\/p>\n<p>9. La radio di ogni ascoltatore determina la qualit\u00e0 sonora di un&#8217;opera radiofonica.<\/p>\n<p>10. Ogni ascoltatore sente la propria versione finale di un&#8217;opera radiofonica, combinata coi suoni ambientali del suo spazio.<\/p>\n<p>11. L&#8217;artista radiofonico sa che non ha modo di controllare l&#8217;esperienza di un&#8217;opera radiofonica<\/p>\n<p>12. La radioarte non \u00e8 una combinazione e di radio e arte. La radioarte \u00e8 radio fatta da artisti.<\/p>\n<p>Tentar non nuoce: in fondo basta solo un PC.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; una delle forme artistiche pi\u00f9 elusive, ma anche assai ricercata nell&#8217;epoca della laptop music e della nuova electronica. A spiegarla \u00e8 perfino ovvia, ma poi fare degli esempi \u00e8 assai complicato. Oggi, che in teoria se ne potrebbe produrre a bizzeffe, in realt\u00e0 quasi non si fa pi\u00f9. 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