{"id":353,"date":"1998-09-14T17:19:59","date_gmt":"1998-09-14T15:19:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=353"},"modified":"1998-09-14T17:19:59","modified_gmt":"1998-09-14T15:19:59","slug":"inserzionisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/inserzionisti\/","title":{"rendered":"Inserzionisti"},"content":{"rendered":"<p>Si definisce inserzionista chi acquista spazi pubblicitari sui giornali; anche Rumore ha degli inserzionisti: sono marche di abbigliamento, di accessori e di scarpe; case discografiche, piccole etichette o addirittura singoli artisti che comprano una pagina (o mezza o un quarto o un ottavo) che poi possono utilizzare a loro piacimento. Lo fanno per sostenere il giornale? No; sono forse spinti dal desiderio di mostrarci delle belle immagini grafiche? Macch\u00e9. La loro forse \u00e8 informazione sulle qualit\u00e0 salienti dei loro prodotti? Non sembrerebbe. La risposta esatta \u00e8 una: vogliono che VOI compriate la loro mercanzia; pensano che, con tutte le vostre diverse singolarit\u00e0 e gusti, siate comunque un gruppo di consumatori piuttosto omogeneo, probabile consumatore di un certo prodotto. La scelta della testata diventa quindi capitale: pubblicizzare l&#8217;ultimo disco dei Peggio Punk su Famiglia Cristiana avrebbe poco senso (esattamente come andrebbe a vuoto la r\u00e9clame di Nek su Rumore).<\/p>\n<p>Voglio immediatamente precisare che non ho nulla contro questa pratica; ho comperato spazi per pubblicizzare i miei prodotti, lo rifarei anche domani e non mi verrebbe mai in mente di criticare chi lo fa. Perfino la pubblicit\u00e0 scorretta non mi sembra cos\u00ec scorretta, e mi diverte trovare sui giornali americani la pubblicit\u00e0 comparativa, proibita in Italia: il tale motorino costa di pi\u00f9, consuma ed \u00e8 bruttino. Se invece ti compri il mio, vedrai che figata&#8230; No, il tipo di inserzionismo di cui voglio parlarvi oggi \u00e8 pi\u00f9 subdolo, stronzo e malato di qualsiasi pubblicit\u00e0 scorretta. Riguarda quegli inserzionisti (grossi, da una pagina o pi\u00f9) che, quando trovano qualcosa che non gli piace sul giornale, ritirano la pubblicit\u00e0. Ci trovano la pedofilia? No. L&#8217;istigazione alla violenza? Nemmeno. Basta un niente: mettiamo che a Fabio de Luca l&#8217;ultimo album degli Unbelievable Cazzons (gran gruppo di propriet\u00e0 di una potente discografica multinazionale) gli abbia fatto pena. Se lo scrive nella recensione, \u00e8 possibile che la suddetta major ritiri la sua pubblicit\u00e0 (anche di altri gruppi a lei appartenenti) dalla rivista: \u00e8 gi\u00e0 successo, solo pochi mesi fa, e se glielo chiedete per piacere, Sorge vi far\u00e0 nomi e cognomi di queste merdine. Questo \u00e8 un atteggiamento gravissimo, perch\u00e9 mira ad interferire con l&#8217;autonomia della stampa (sancita perfino dalla costituzione), stupido perch\u00e9 le recensioni hanno un peso relativo, e stronzo nei confronti vostri, del giornale e anche degli Unbelievable Cazzons, che magari potrebbero leggere e meditare, oppure pensare che de Luca sia una testa di cazzo: siamo in un paese libero, no? (evidentemente per alcuni inserzionisti no).<\/p>\n<p>L&#8217;apoteosi della stupidit\u00e0 \u00e8 stata per\u00f2 raggiunta col numero 75 di Rumore, uscito lo scorso aprile: quello coll&#8217;articolo sulla pornografia. Un noto inserzionista (di quelli buoni sia per Rumore che per Famiglia Cristiana, o anche Pedofilia Oggi) si \u00e8 sentito offeso nel suo comune senso del pudore (e io che pensavo che da questo punto di vista gli svizzeri fossero pi\u00f9 svegli) ed ha ritirato la pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo gesto, oltre che essere esecrabile per i suddetti motivi, ha un margine di idiozia in pi\u00f9: Sono anni che la pubblicit\u00e0 usa il sesso per vendere prodotti: fighe spaziali che spacciano automobili, tette bioniche al soldo di caramelle e gomme, culi antigravitazionali messi li per vendere rasoi usa e getta. Si e&#8217; sempre fatto, ci ha sempre fatto cacare (non la tetta in se, ma l&#8217;abbinamento), ogni tanto qualcuno protesta ma si continua a fare. La maggior parte dei grandi settimanali mostra nudi in copertina per vendere di pi\u00f9, e a nessun inserzionista ha mai dato fastidio: anzi. E allora, cosa c&#8217;era di diverso su Rumore? I cazzi. L&#8217;inserzionista evidentemente ne ha paura, e quindi teme l&#8217;abbinamento del suo prodotto col membro maschile. Gli va bene la violenza, il razzismo, l&#8217;intolleranza; accetta di buon grado la volgarit\u00e0 televisiva pur di vendere la sua mercanzia, ma di fronte ad un pene eretto perde la testa. Ma come: lui pensa che voi siate suoi potenziali clienti, nessuno di voi si scandalizza per quelle foto ma lui ritira la pubblicit\u00e0 lo stesso? In che senso? Cos&#8217;ha in mente? E tra le gambe? Io non li voglio i prodotti di questo bacchettone. Se li cacci su per il culo (tic toc tic toc) e vada da uno psichiatra a farsi riordinare il senso del pudore, e gi\u00e0 che c&#8217;\u00e8 anche quello degli affari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si definisce inserzionista chi acquista spazi pubblicitari sui giornali; anche Rumore ha degli inserzionisti: sono marche di abbigliamento, di accessori e di scarpe; case discografiche, piccole etichette o addirittura singoli artisti che comprano una pagina (o mezza o un quarto o un ottavo) che poi possono utilizzare a loro piacimento. 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