{"id":340,"date":"1998-02-14T17:13:02","date_gmt":"1998-02-14T15:13:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=340"},"modified":"1998-02-14T17:13:02","modified_gmt":"1998-02-14T15:13:02","slug":"campo-contro-zappa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/campo-contro-zappa\/","title":{"rendered":"Campo contro Zappa"},"content":{"rendered":"<p>No, non si tratta di un Mini di argomento agricolo; \u00e8 invece, ahinoi, un articolo che parla di questo giornale. Vi prego di notare che 1) io e Albero Campo ci conosciamo e ci vogliamo bene, che 2) non ho alcun sospeso con lui ma che 3) credo non mi saluter\u00e0 pi\u00f9 dopo quest&#8217;articolo. E non sar\u00e0 il solo; che volete farci? Ho sempre avuto la lingua lunga e un sacco di opinioni&#8230;<\/p>\n<p>Compro Rumore di gennaio e leggo in copertina che in questo numero si demoliscono miti (&#8220;la corazzata Potiomkin: 13 mostri dissacrati&#8221;). &#8220;Ma vai!&#8221;, penso; &#8220;Finalmente un po&#8217; di sana cattiveria&#8221;. E l&#8217;articolo non delude affatto: si maltrattano con coraggio Brian Eno, Henry Rollins, i CSI, Nick Cave, i Doors, etc. Tutti musicisti amatissimi dai lettori di Rumore. E questo ha molto senso: cosa significherebbe dissacrare, che ne so, Albano o Fiorello? Era opportuno prendersela coi gruppi da voi preferiti. Purtroppo non tutti l&#8217;hanno pensata cos\u00ec.<\/p>\n<p>Scrive Campo: &#8220;Mi dicono: &#8216;Prendi un mostro sacro, intoccabile e demoliscilo.&#8217; &#8220;. Eccolo che pensa: dissacrer\u00f2 Bill Laswell? I Rage Against The Machine? I N.I.N.? Macch\u00e9: &#8220;Non ci metto molto a scegliere la vittima. Nessun ripensamento: Frank Zappa&#8221;.<\/p>\n<p>E&#8217; forse la prima volta che leggo il nome di Zappa su Rumore. Non pretendo che se ne parli e non mi sognerei di entrare nelle scelte editoriali del giornale; ma se l&#8217;unica volta che succede avviene in maniera cos\u00ec sciatta, allora non posso non intervenire.<\/p>\n<p>Campo detesta Zappa (purtroppo non potremo mai sapere se \u00e8 vero anche il contrario, perch\u00e8 Frank Zappa \u00e8 morto), e nel suo articolo ci spiega perch\u00e8: &#8220;Offriva&#8230; la sensazione di stare dentro il rock, ed essere perci\u00f2 &#8216;giovani&#8217;, &#8216;aggiornati&#8217; e &#8216;fighi&#8217;, senza tuttavia sporcarsi le mani&#8221;. Probabilmente a Campo sfugge il fatto che la musica di Zappa \u00e8 rimasta pressocch\u00e9 inalterata in quasi quarant&#8217;anni di carriera, che Zappa &#8211; come Charles Ives e Spike Jones &#8211; usava i generi musicali (il doo wop, il rhythm&#8217;n&#8217;blues, il barocco ed anche il rock) sovrapponendoli e mescolandoli senza riguardo per nessuno (ne&#8217; per Stravinski ne&#8217; per Chuck Berry) e che la sua musica sfugge a qualsiasi catalogazione (figuarsi una categoria cos\u00ec ampia come &#8220;rock&#8221;). Prosegue Campo: &#8220;Il trucco stava nell&#8217;ironia, si dice. Che per\u00f2 a me pareva pi\u00f9 che altro sarcasmo a buon mercato&#8230; per\u00f2 il rock non si pu\u00f2 prendere alla leggera&#8230; Pessimo affare l&#8217;ironia in casi simili.&#8221;<\/p>\n<p>Ora, da uno che ha scritto un libro sui CSI non mi aspetto che abbia il senso dell&#8217;umorismo: avr\u00e0 una sensibilit\u00e0 tardo-adolescenziale e una pazienza infinita. Ma che l&#8217;ironia nella musica sia per lui un pessimo affare getta una luce sinistra sulla sua visione del mondo, oltre a proporci un immagine di Campo che al confronto Marylin Manson \u00e8 Mr. Bean.<\/p>\n<p>&#8220;Anarchico?&#8221; Prosegue Campo, &#8220;Buon affarista ed efficiente amministratore di se stesso, caso mai.&#8221; E allora? E&#8217; bene che i lettori sappiano che Zappa ha fatto causa a Cbs e Warner bros (vincendole entrambe) vent&#8217;anni prima che qualcuno inventasse la parola &#8220;autoproduzione&#8221;; che rappresenta un esempio insuperato di gestione intelligente del proprio talento; che \u00e8 l&#8217;unico artista di cui io sappia che possiede interamente il proprio repertorio, sia editoriale che discografico, e che rappresenta un esempio per tutti quelli come me che cercano di difendersi dalle majors e fare la musica che amano.<\/p>\n<p>Uno che ha messo sullo stesso disco una cover di &#8220;Stairway to heaven&#8221; dei Led Zeppelin e una del &#8220;Bolero&#8221; di Ravel (assolutamente geniale, perfettamente reggae e buffissima) si merita pi\u00f9 di uno stizzito Campo che sibila : &#8220;&#8230;la musica parla da sola: tra stupid songs e progetti ciclopici&#8230; nulla che mi piaccia o che mi senta di dover consigliare propedeuticamente ai neofiti&#8221;. Ecco il punto: non gli piace e questo gli basta: cazzo, Alberto, perch\u00e8 mi obblighi a scrivere questo?<\/p>\n<p>Ma basta con Campo. Voglio invece suggerirvi l&#8217;ascolto di &#8220;Freak Out!&#8221; (1965), &#8220;Hot Rats&#8221; (1970), &#8220;Does humour belong to music?&#8221; (1988; compito per Alberto: scrivere 1000 volte questa frase seguita dalla parola Yes) e il primo volume dell&#8217;antologia live &#8220;You can&#8217;t do that on stage anymore&#8221; (anche grazie ad una stampa cos\u00ec). Musica eccellente, ben eseguita e stimolante, (ma inadatta per ascolti in stanzetta a luci basse e occhi chiusi, che evidentemente qualcuno cerca ancora) che propedeuticamente consiglio a quanti volessero verificare quanto poco sia affidabile, a volte, la stampa musicale italiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>No, non si tratta di un Mini di argomento agricolo; \u00e8 invece, ahinoi, un articolo che parla di questo giornale. 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