{"id":309,"date":"1996-07-14T16:52:58","date_gmt":"1996-07-14T14:52:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/wm\/?p=309"},"modified":"1996-07-14T16:52:58","modified_gmt":"1996-07-14T14:52:58","slug":"no-alpitour","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/no-alpitour\/","title":{"rendered":"No Alpitour"},"content":{"rendered":"<p>Non se la prenda, signor Alpitour, non ce l&#8217;ho con lei ma coi suoi spot, che purtroppo tornano ogni estate nella memoria collettiva. Vorrei innanzitutto dirle: turista sar\u00e0 lei. Io tuttalpi\u00f9 sar\u00f2 un viaggiatore, un viandante, un nomade, un girovago, un &#8220;coatto al moto&#8221;, ma un turista sar\u00e0 lei. E poi: purtroppo sono assai poco influente, ma l&#8217;unica contromisura ai suoi spot che riesco ad immaginare sarebbe una campagna nazionale di rieducazione sui pregi del viaggiare indipendente, realizzata a sue spese. perch\u00e9:<\/p>\n<p>gli unici viaggiatori che io abbia mai visto veramente a disagio in terra straniera sono coloro che viaggiano organizzati da un&#8217;agenzia (che da qui in poi, per comodit\u00e0, chiameremo turisti). Sono sempre loro i pi\u00f9 addolorati, quelli che si lamentano di pi\u00f9. &#8220;Io ho pagato!&#8221;, tuona un salumiere di Vimercate nella sala d&#8217;aspetto della stazione di Delhi; &#8220;Ho pagato e pretendo tutto quello che c&#8217;\u00e8 scritto sul d\u00e8pliant. Mara, ce l&#8217;hai il d\u00e8pliant? Eccolo. Vede,&#8221; dice lui ad un povero indiano addetto dell&#8217;agenzia, &#8220;qua dice &#8216;Stazione: reception di prima classe, con beveraggi e catering&#8217;. Questa topaia non \u00e8 una reception di prima classe, non c&#8217;\u00e8 il catering, da bere c&#8217;\u00e8 solo succo di mango e la mia signora non lo digerisce!&#8221;. Gli hanno promesso cose assurde, evidentemente irreali, che adesso il turista si aspetta davvero: spaghetti al dente in Uganda, albergo cinquestelle in un villaggio Andino, pomeriggi liberi per lo shopping in Siberia, fresco nel Sahara, comode escursioni in Tibet, treni in orario in Italia e porchetta in Iran. Un poveraccio che non ha mai viaggiato, spaventato dalla perfida ed ingannevole r\u00e9clame, si va a comprare un &#8220;pacchetto vacanze&#8221; (straordinario eufemismo); l&#8217;agenzia glielo rifila infiocchettato per bene e corredato di dettagliatissimo opuscolo informativo, affinch\u00e9 il cliente possa pregustare con mesi di anticipo tutti i lussi che lo aspettano. E&#8217; logico che poi si illude che tutto vada come negli ingannevoli pieghevoli.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo a tradito nelle aspettative, il turista: soffre come una bestia. Soffre di stomaco, perch\u00e9 il Brasato con Patate che gli hanno servito a cena (a Lagos, per esempio) faceva schifo (ma va?). Ha il raffreddore ai tropici perch\u00e9 l&#8217;aria condizionata del suo hotel funziona male. E&#8217; sfinito dal programma di viaggio, serratissimo e inumano. Ha paura di tutto: paura di uscire dalle aree di stazionamento per turisti (lager di botteghe con prodotti tipici e bigiotteria a prezzi da Mon\u00f2poli), paura dell&#8217;acqua (anche disinfettata), delle malattie (ma cosa scrivono sui loro d\u00e9pliant le agenzie?), dei furti, delle truffe. Il turista, soprattutto alla fine del viaggio, \u00e8 sempre incazzato; si incontra nei centri storici di tutto il mondo: pu\u00f2 essere tedesco, giapponese, italiano, americano o comunque. Col suo bel borsello dell&#8217;agenzia di turno, \u00e8 incazzato come una iena: chiama &#8220;loro&#8221; la popolazione locale, conta il resto tre volte, annusa il cibo con sospetto. Ogni acquisto \u00e8 oggetto di trattative imbarazzanti (tipo 50 lire), anche in paesi poverissimi. Ogni piccola contrariet\u00e0 viene immediatamente ingigantita e diventa spunto di lunghe filippiche contro gli abitanti, i loro usi e costumi, la loro proverbiale pigrizia, immoralit\u00e0, etc. Dovremmo saperlo bene noi, che viviamo in un paese turistico.<\/p>\n<p>L&#8217;impressione \u00e8 che questa gente non avrebbe mai dovuto muoversi di casa. Ma \u00e8 un&#8217;impressione falsa e fuorviante. Perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 niente che non vada in questi signori: sono soltanto caduti in un tranello. Hanno creduto a chi li ha persuasi, in modo subdolo e accattivante, che il &#8220;turista faidat\u00e9&#8221; \u00e8 un perdente e che il solo modo per visitare terre lontane sarebbe quello di rivolgersi all&#8217;agenzia. Il perdente \u00e8 chi si compra i pacchetti; il malvagio \u00e8 chi glieli rifila cos\u00ec. Buone vacanze (faidat\u00e9).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non se la prenda, signor Alpitour, non ce l&#8217;ho con lei ma coi suoi spot, che purtroppo tornano ogni estate nella memoria collettiva. Vorrei innanzitutto dirle: turista sar\u00e0 lei. Io tuttalpi\u00f9 sar\u00f2 un viaggiatore, un viandante, un nomade, un girovago, un &#8220;coatto al moto&#8221;, ma un turista sar\u00e0 lei. 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