{"id":286,"date":"2009-06-22T17:23:10","date_gmt":"2009-06-22T15:23:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2009\/06\/22\/volare-bassi\/"},"modified":"2009-06-22T17:23:10","modified_gmt":"2009-06-22T15:23:10","slug":"volare-bassi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/volare-bassi\/","title":{"rendered":"Volare bassi"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei grandi fenomeni di questo tempo che saranno ricordati nei secoli (sempre che l&#8217;umanit\u00e0 abbia ancora dei secoli davanti) \u00e8 certamente il fenomeno della migrazione umana. Da quando esistono i mezzi di trasporto globali (per primo il transatlantico, e poi l&#8217;aereo, low cost o meno), l&#8217;umanit\u00e0 ha sentito il bisogno di andare altrove, spesso insieme all&#8217;intera famiglia, per non tornare indietro &#8211; se non occasionalmente. Naturalmente la prima considerazione che si fa su questo fenomeno riguarda la necessit\u00e0: si emigra per bisogno, per trovare nuove opportunit\u00e0, per salire nella scala sociale, per non morire di fame&#8230; C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un tratto comune, studiato anche dai sociologi, che riguarda la personalit\u00e0 dei migranti: per ognuno che se n&#8217;\u00e8 andato c&#8217;\u00e8 qualcun altro che, pur nella stessa situazione, \u00e8 rimasto a casa. La ragione \u00e8 che chi si sposta, perfino nelle situazioni pi\u00f9 estreme (salvo a essere profughi di guerra, di pulizia etnica, ecc.), lo fa anche perch\u00e9 ha la mentalit\u00e0 giusta per farlo. Non \u00e8 un passo facile (come qualcuno sa lo sto facendo personalmente) ma ha i suoi vantaggi.<\/p>\n<p>Il mondo \u00e8 pieno di italiani. Qui in America sono milioni, hanno nomi eccezionalmente italiani che indossano con orgoglio. Sono i figli delle varie ondate di emigranti, molto italici a vedersi (e a volte a vestirsi) ma perfettamente integrati nella societ\u00e0 americana. C&#8217;\u00e8 poi un altro genere di migrante, pi\u00f9 simile a me. Sono gli intellettuali, gli artisti, gli scienziati che a un certo punto si sono stufati e sono venuti via. Questi emigranti sono profondamente diversi dagli Italo-americani, pur essendo anche loro degli avventurieri. Non hanno alcuna nostalgia dell&#8217;Italia, anzi: leggono i giornali italiani (e a volte guardano i Tg Rai, una tortura alla quale non mi sono sottoposto) e, mentre s&#8217;incazzano per l&#8217;ennesima carnevalata Berlusconiana, si felicitano con se stessi per essersene andati. E se da un lato coltivano la passione per le molte cose buone che l&#8217;Italia offre al mondo (come il pesto genovese, i pomodori cuore di bue e la costiera amalfitana) dall&#8217;altro si guardano bene dal rimpiangere queste meraviglie: si ricordano ancora troppo bene le ragioni per le quali sono scappati via.<\/p>\n<p>Che non sono solo Borghezio e Rotondi (oddio, Rotondi me l&#8217;ero scordato). In Italia abbiamo un problema col successo e la creativit\u00e0; appena uno ha un minimo di rilevanza tendiamo a buttarlo gi\u00f9, a minimizzare. In Italia piace la mediocrit\u00e0, e chiunque voglia distaccarsene viene visto con sospetto, se non direttamente con disprezzo. E&#8217; uno dei motivi per cui sono scappato via da Roma (che \u00e8 una palude di sufficienza senza fondo, tra i posti con la peggiore mentalit\u00e0 del mondo, secondo la mia esperienza), ma \u00e8 un problema intensamente italiano. Chiunque si sia messo in evidenza in uno qualsiasi dei campi della creativit\u00e0 prima o poi se n&#8217;\u00e8 andato: l&#8217;altro giorno alla scuola dove insegno c&#8217;\u00e8 stata la consegna dei Master, e il discorso ufficiale \u00e8 stato affidato a Renzo Piano (che ha anche ricevuto una laurea ad honorem). Non amo particolarmente Piano, non sono un fan della sua architettura (anche se ne riconosco il valore e la rilevanza) o del suo stile (decisamente Piano). Mentre parlava per\u00f2 mi chiedevo quante fossero le sue recenti realizzazioni in Italia (paese nel quale non vive pi\u00f9 da anni): basta andare su Wikipedia per scoprire che sono poche (un&#8217;eccezione \u00e8 ovviamente l&#8217;Auditorium a Roma).<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 solo Piano: la lista \u00e8 infinita, in moltissimi settori diversi, ma con una simile motivazione sottostante. Gente che si \u00e8 stufata di sentirsi dire (come \u00e8 capitato mille volte a me): &#8220;Ah, fai il musicista, una cosa fantastica&#8230; Si, per\u00f2 che lavoro fai?&#8221; E questo non riguarda chi ci governa, ma una mentalit\u00e0 diffusissima della quale siamo prigionieri &#8211; e che se non stiamo attenti potrebbe spegnere anche quel piccolo lumicino che ancora illumina la buia Italia: \u00e8 vero che la situazione socio-politica italiana suggerisce mediocrit\u00e0, pecoronismo e scarsa intelligenza come qualit\u00e0 essenziali per il successo, ma insomma non esageriamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei grandi fenomeni di questo tempo che saranno ricordati nei secoli (sempre che l&#8217;umanit\u00e0 abbia ancora dei secoli davanti) \u00e8 certamente il fenomeno della migrazione umana. 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