{"id":284,"date":"2009-04-22T17:20:45","date_gmt":"2009-04-22T15:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/?p=97"},"modified":"2009-04-22T17:20:45","modified_gmt":"2009-04-22T15:20:45","slug":"moderato-assai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/moderato-assai\/","title":{"rendered":"Moderato assai?"},"content":{"rendered":"<p>Una delle funzioni pi\u00f9 belle dei vari generi musicali \u00e8 quella di definirci e differenziarci dagli altri. Ovviamente vado fiero di avere gusti musicali diversi da quelli di Borghezio o Berlusconi. Ma la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa e sottile, e persone della stessa generazione possono divergere anche ferocemente sulla musica preferita. Ricordo ancora con affetto le crudeli espressioni che noi amanti del Funk rivolgevamo ai ciuffettoni tristacchioni dediti alla New Wave nei rutilanti anni &#8217;80 (per i quali all&#8217;epoca inventai l&#8217;espressione &#8220;Smiths is murder&#8221;). La passione per un genere musicale, specie quando si \u00e8 guaglioni, spesso diventa uno stile di vita, un&#8217;estetica che permea molte delle scelte anche importanti.<\/p>\n<p>Poi per fortuna si cresce e, se si continua a coltivare la passione per la musica, uno amplia, diversifica, magari si aggiorna (e non come certi babbioni della mia generazione che &#8220;Ah, pero&#8217;, vuoi mettere i Pink Floyd?&#8221;), scopre nuovi generi e si ricrede su altri che aveva scartato (un po&#8217; come \u00e8 successo a me coi primi Joy Division, anni dopo). Io, per esempio, da qualche anno coltivo una terribile perversione musicale per un brano famosissimo, popolarissimo e molto amato dal grande pubblico &#8211; una cosa difficile per un tipo ricercato come me (e, suppongo, molti di voi). Non solo, ma scasso il cazzo al mondo intero (inclusi voi, proprio adesso), lo suono ai miei studenti, e recentemente l&#8217;ho sottoposto a un curioso trattamento. Il brano \u00e8 il Bolero di Maurice Ravel. Se lo detesti (fatto molto comune) occhio, il resto di questo articolo potrebbe irritarti. Questo \u00e8 un brano che non conosce mezze misure, in tutti i sensi.<\/p>\n<p>Scritto da Ravel nel &#8217;28 su richiesta della danzatrice Ida Rubinstein, il Bolero \u00e8 un assurdo musicale in molti sensi: ha due sole melodie, una pi\u00f9 soave, l&#8217;altra diabolica, che si ripetono incessantemente, due volte ciascuno, per un quarto d&#8217;ora circa senza cambiare mai. Quello che cambia \u00e8 il volume (che cresce dall&#8217;inizio alla fine) e gli strumenti che suonano. Il tempo (&#8220;Tempo di Bolero moderato assai&#8221;) dovrebbe essere inesorabilmente lo stesso dall&#8217;inizio alla fine; su questo punto Ravel scazz\u00f2 duramente con Toscanini, direttore star dell&#8217;epoca, che lo suon\u00f2 pi\u00f9 veloce &#8211; sostenendo di aver salvato il brano. La questione della velocit\u00e0 \u00e8 essenziale, ed \u00e8 perfettamente sintetizzata da questa citazione di Sergiu Celibidache, direttore d&#8217;orchestra rumeno: &#8220;Il Bolero, se lo suoni veloce \u00e8 troppo lungo. Se lo suoni lento invece, \u00e8 troppo corto.&#8221; Perch\u00e9 quando \u00e8 lento si viene ipnotizzati dalle melodie, e si vorrebbe che non finisse mai. Bella frase, detta da uno la cui versione del Bolero dura circa il 20% in pi\u00f9 del solito (e fa davvero paura). E attenzione: quella frase vale per una gran quantit\u00e0 di musica insospettabile, come ad esempio &#8220;No woman no cry&#8221;. Infine una nota tecnica: il Bolero \u00e8 piuttosto semplice da suonare ma se si sbaglia si sente subito, e per gli orchestrali di solito \u00e8 un incubo.<\/p>\n<p>Recentemente ho deciso di metterci le mani, e ho realizzato <a href=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/music\/boleros.html\">Boleros<\/a>, una specie di remix realizzato usandone quattro esecuzioni diverse, semplicemente sovrapposte. Il pezzo \u00e8 diviso in tre parti uguali, che durano quanto la versione pi\u00f9 lunga che ho usato (quella di Karajan, circa 16 minuti). Nella prima parte i Boleri partono insieme (e, date le diverse durate, arrivano al gran finale separati), nella seconda si incontrano al centro, e nell&#8217;ultima si inseguono per tutto il tempo, per poi incontrarsi sull&#8217;ultima nota. Questo genere di operazioni di solito suona bene a leggersi, ma meno a sentirle. In questo caso invece sono orgoglioso di annunciarvi che l&#8217;ascolto \u00e8 un&#8217;esperienzona, un Bolero frattale che in certi momenti pare Stravinski, in altri Philip Glass, e che il finale della terza parte \u00e8 davvero un Bolero alla quarta. E&#8217; il mio primo pezzo americano, lo allestisco in una galleria d&#8217;arte qua a Chicago il mese prossimo, con quattro casse e il volume a palla &#8211; che certe buone abitudini per fortuna non si perdono mai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle funzioni pi\u00f9 belle dei vari generi musicali \u00e8 quella di definirci e differenziarci dagli altri. Ovviamente vado fiero di avere gusti musicali diversi da quelli di Borghezio o Berlusconi. Ma la questione \u00e8 pi\u00f9 complessa e sottile, e persone della stessa generazione possono divergere anche ferocemente sulla musica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-284","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-avvisi"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-4A","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/284\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}