{"id":262,"date":"2007-05-20T16:44:22","date_gmt":"2007-05-20T14:44:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2007\/05\/20\/il-cinema-e-il-suo-doppio\/"},"modified":"2007-05-20T16:44:22","modified_gmt":"2007-05-20T14:44:22","slug":"il-cinema-e-il-suo-doppio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/il-cinema-e-il-suo-doppio\/","title":{"rendered":"Il cinema e il suo doppio"},"content":{"rendered":"<p>Come sappiamo bene noi che ci viviamo, l&#8217;Italia ha i suoi guai. Alcuni sono comuni anche a altre nazioni (e mal comune, si sa, \u00e8 sempre mezzo gaudio), mentre altri sono tutti italiani. Ma i guai del mio paese che mi fanno pi\u00f9 sorridere (e incazzare) sono quelli che ci rivendichiamo come pregi. La storia della volpe e l&#8217;uva insomma: non gliela facciamo e ce ne vantiamo. L&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante di questo genere di guaio \u00e8 uno dei cancri nazionali, che mantiene l&#8217;Italia in uno stato di grave indigenza culturale, creando un divario ormai praticamente incolmabile tra il nostro e molti altri paesi del mondo: il doppiaggio cinematografico e televisivo. Una pratica nemica della cultura, stupratrice della nuance, tritacarne del doppiosenso e assassina della recitazione. Il doppiaggio inoltre \u00e8 la causa principale del disagio non solo culturale ma ormai proprio sociale che i nostri giovani provano ogni volta che vanno all&#8217;estero. E quando gli stranieri mi chiedono come mai in Italia nessuno conosca l&#8217;inglese, l&#8217;unica cosa che posso fare \u00e8 raccontargli di questa infamia che ci tocca subire.<\/p>\n<p>Infamia che per\u00f2 in Italia \u00e8 oggetto di vanto, al punto che quando ne parlo male mi sento inevitabilmente dire: &#8220;Per\u00f2 abbiamo i migliori doppiatori del mondo&#8221;. Lasciate allora che vi racconti la storia di un&#8217;altra forma di artigianato raffinatissima, che nel tempo ha raggiunto vette di sublime eccellenza: la Tortura. Da sempre ogni Re (o Papa) degno di questo titolo aveva il proprio torturatore di fiducia, un abilissimo artigiano del dolore in grado di estorcere ottime confessioni. Mica una cosa semplice: infatti il torturatore poteva avvalersi di straordinari strumenti di lavoro, come lo Stivaletto Malese o la Vergine di Norimberga, creati nel corso dei secoli da generazioni di torturatori, perfezionate con tecniche tramandate di padre in figlio in una linea ininterrotta, dalla notte dei tempi fino a pochissimi anni fa. Poi, a un certo punto, il mondo si \u00e8 evoluto \u00e8 la tortura \u00e8 stata abolita quasi ovunque, bollata come infame. Vi immaginate cosa possono aver pensato i torturatori? Non dev&#8217;essere stato bello per loro veder scomparire una sapienza antica e evoluta, nonch\u00e9 una forma d&#8217;artigianato &#8211; e un posto di lavoro. Sono sicuro che anche allora qualcuno ha detto: &#8220;Ma come, abbiamo i migliori torturatori del mondo, e aboliamo la tortura?&#8221;<\/p>\n<p>Il doppiaggio dei film \u00e8 innanzitutto inaccettabile nei confronti dell&#8217;arte della recitazione: la voce di un attore \u00e8 almeno il 50% del suo lavoro, e non si arriva a capire come mai nessun attore abbia mai protestato per il doppiaggio, se non per il fatto che quasi tutti gli attori italiani sono anche doppiatori. Poi \u00e8 spesso offensivo nei confronti del regista e dello sceneggiatore, non tanto nel doppiaggio quanto nell&#8217;adattamento, che nella migliore delle ipotesi si limita a adattare la lunghezza delle frasi tradotte ai labiali originali (e le sottigliezze possono pure andare a farsi fottere). Nelle peggiori invece, pu\u00f2 far sparire interi concetti (ritenuti inadatti per il pubblico italiano), attenuare situazioni troppo torbide &#8211; o semplicemente decidere che a Brooklyn si parla con un grottesco accento semi-meridionale, mandando a puttane un intero film. E infine \u00e8 perfido nei confronti degli italiani, privati del metodo principale con cui si apprendono le lingue nel resto del mondo. Certo che in Olanda l&#8217;inglese si insegna nelle scuole, ma quando ti tocca guardare i cartoni animati in originale vedi che lo impari subito. Invece qui da noi ci godiamo i doppiatori: non ho visto Borat in italiano, ma immagino lo strazio, e l&#8217;insensatezza.<\/p>\n<p>Pensierino finale: chiss\u00e0 come mai nessuno ha mai pensato di doppiare anche i cantanti? In fondo la voce di Avril Lavigne \u00e8 molto meno rilevante di quella di Kevin Spacey o di Fanny Ardant e, se non sbaglio, abbiamo anche alle spalle una tradizione vocale secolare. Si creerebbero subito centinaia di posti di lavoro, e in molti casi si renderebbe un servizio migliore al prodotto originale &#8211; consentendo finalmente all&#8217;interprete straniero di concentrarsi sulle faccine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sappiamo bene noi che ci viviamo, l&#8217;Italia ha i suoi guai. Alcuni sono comuni anche a altre nazioni (e mal comune, si sa, \u00e8 sempre mezzo gaudio), mentre altri sono tutti italiani. Ma i guai del mio paese che mi fanno pi\u00f9 sorridere (e incazzare) sono quelli che ci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-262","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-avvisi"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-4e","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=262"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=262"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=262"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=262"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}