{"id":261,"date":"2007-04-20T16:43:59","date_gmt":"2007-04-20T14:43:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2007\/04\/20\/and-the-loser-is\/"},"modified":"2007-04-20T16:43:59","modified_gmt":"2007-04-20T14:43:59","slug":"and-the-loser-is","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/and-the-loser-is\/","title":{"rendered":"And the loser is"},"content":{"rendered":"<p>Il mio indirizzo email campeggia in cima a questa pagina ormai da dieci anni; questo semplice fatto ha dato luogo a un dialogo tra me e quelli di voi che hanno deciso di scrivermi. La gran parte della posta che mi arriva \u00e8 in qualche modo legata agli argomenti che tratto, e si divide equamente in quella concorde (meno divertente da leggere ma assai gratificante) e quella critica, quasi sempre circostanziata e mai completamente inutile (a parte quando ho scritto un pezzo in cui sfotticchiavo amabilmente i vegetariani, alcuni dei quali se la sono presa moltissimo; da cui ho dedotto che non mangiare carne forse danneggia il senso dell&#8217;ironia). Ce n&#8217;\u00e8 poi un terzo tipo, pi\u00f9 raro ma sempre sorprendente: sono i messaggi di quelli a cui sono simpatico, o che in qualche modo mi vedono come un fratello maggiore, che mi scrivono dei loro problemi, delle loro perplessit\u00e0 e sogni, a volte addirittura chiedendomi consigli. Nell&#8217;ultimo mese mi sono arrivate ben tre email che chiedevano la mia opinione su un argomento da sempre assai dibattuto dagli esordienti: i concorsi per giovani musicisti.<\/p>\n<p>Esistono due generi di concorso musicale per esordienti, pubblici e privati. Quelli pubblici di solito sono le classiche manifestazioni paravento, che le amministrazioni pubbliche pi\u00f9 pigre organizzano per poi poter dire di avere a cuore i giovani e la musica. A un Comune o una Regione infatti, organizzare una cosa del genere costa pochissimo: si stampa una brochure, arrivano i demo, si mette insieme una &#8220;giuria di esperti&#8221; (che pu\u00f2 contenere di tutto, dal figlio del Sindaco al direttore della banda del paese, passando da &#8220;noti DJ della regione&#8221; o a ministar della critica musicale locale), si selezionano i migliori dieci (o si elencano i dieci pi\u00f9 raccomandati) che si esibiranno nella seratona finale. La quale ha un&#8217;economia fissa e a suo modo perfetta: il teatro (solitamente pubblico, e quindi gratuito) si riempie di parenti e amici paganti delle band &#8211; che naturalmente suoneranno gratis. Investimento zero, ritorno d&#8217;immagine discreto per il politico che organizza.<\/p>\n<p>Quelli organizzati da privati funzionano in modo simile ma, se possibile, ancora pi\u00f9 sfigato. Abitualmente sono indetti da piccoli editori musicali, da mobilieri d&#8217;assalto che, esaurita l&#8217;offerta &#8220;tutto al 50%&#8221; sperano cos\u00ec di allargare il proprio giro, o da oscure associazioni culturali con nomi da parrocchia tipo &#8220;un canto per il sole 2000&#8221;. Abitualmente c&#8217;\u00e8 di mezzo una radio, la pi\u00f9 improbabile della zona e comunque una che non trasmetterebbe mai non dico i gruppi in concorso, ma nemmeno le band a cui si ispirano. Il privato di solito ha una giuria lievemente pi\u00f9 di profilo, ma del profilo sbagliato: ex star sul viale del tramonto o vippame tv di quinta categoria &#8211; gente a cui della musica non interessa, che \u00e8 li per tutte altre ragioni. La seratona finale, sempre a pagamento, \u00e8 totalmente incartata dallo sponsor e le band sono evidentemente l&#8217;ultima preoccupazione degli organizzatori. Ho visto coi miei occhi un premio consegnato alla band direttamente dal proprietario dell&#8217;azienda che, dopo avergli fatto brevemente ringraziare gli organizzatori (cio\u00e8 lui stesso), li ha lungamente intrattenuti sulle qualit\u00e0 del suo prodotto.<\/p>\n<p>Una cosa hanno in comune tutti i concorsi per giovani musicisti, una che chiarisce esattamente quanto valga parteciparci: il premio. E invariabilmente, quando vai a leggere, scopri che non si vince mai una mazza. Il miglior premio resta &#8220;la registrazione e pubblicazione di un CD&#8221;, anche se poi sappiamo che non verr\u00e0 distribuito n\u00e9 pubblicizzato e che quindi non contribuir\u00e0 al percorso professionale del gruppo. Tra i premi pi\u00f9 esilaranti di cui ho sentito ultimamente c&#8217;\u00e8 il sempreverde &#8220;La possibilit\u00e0 di esibirsi di fronte a un audience di addetti ai lavori, manager e discografici&#8221; (che non solo non serve a nulla, ma che costituisce certamente il peggior pubblico immaginabile) e l&#8217;incredibile &#8220;Il vincitore vedr\u00e0 pubblicate quattro sue canzoni su internet, con fotografia e bio-storia dell&#8217;artista&#8221;. Cio\u00e8 praticamente vinci un myspace, che \u00e8 gratis, ma senza il networking. Insomma, a me i concorsi musicali mi sembrano un pacco, ma nel dubbio guardate cosa si vince e, se non sono soldi liquidi o partite di prosciutto, pensateci due volte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio indirizzo email campeggia in cima a questa pagina ormai da dieci anni; questo semplice fatto ha dato luogo a un dialogo tra me e quelli di voi che hanno deciso di scrivermi. 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