{"id":260,"date":"2007-03-20T16:43:29","date_gmt":"2007-03-20T14:43:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2007\/03\/20\/realwebtv\/"},"modified":"2007-03-20T16:43:29","modified_gmt":"2007-03-20T14:43:29","slug":"realwebtv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/realwebtv\/","title":{"rendered":"Real(web)Tv"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa ci avevano detto che un giorno internet sarebbe stata anche Radio e Televisione. I pi\u00f9 veloci, ma meno lungimiranti, si sono subito attrezzati per trasportare, pari pari, questi media sulla rete. Il risultato, come sappiamo, \u00e8 stato deludente: qualcuno ascolta la radio su Internet, ma di sicuro non ci si mette al computer alle 21 per guardare Gerry Scotti. Gli utenti (e le tecnologie, che spesso ne realizzano i desideri), col tempo hanno creato dei format autonomi per la rete, questi invece popolarissimi: il Podcasting per la radio e il Clip virale per la Tv. Dei Podcast si sa quasi tutto: programmi radio di varia natura, ascoltabili in treno o in macchina; valide alternative al piattume radiofonico nazionale. Sui clip video il discorso \u00e8 pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio questi video circolavano perlopi\u00f9 su pagine personali di prankster (di cui un buon esempio italiano \u00e8 marok.org), ed erano di generi diversissimi: dallo spot esotico a schegge di tv, passando per i grandi classici del genere come l&#8217;autopsia dell&#8217;alieno. La risoluzione era bassa, i formati assai diversi. Con l&#8217;aumento di velocit\u00e0 delle connessioni, scaricare questi video \u00e8 diventato velocissimo e alcuni di questi sono diventati &#8220;virali&#8221;. Cio\u00e8 popolari, talmente tanto da diventare oggetto di conversazione, proprio come la Tv generalista. Non solo, ma alcuni dei protagonisti sono diventati vere e proprie star mondiali: la nonna che calcia il nipotino, o i due cinesi che fanno il playback degli N&#8217;sync. Ovviamente i pubblicitari (che sono sempre gli ultimi della classe) si sono buttati a pesce su questo fenomeno, e sono almeno un paio d&#8217;anni che, periodicamente, mi chiedono consigli per la realizzazione di video &#8220;virali&#8221;, con l&#8217;idea che questi si possano realizzare a tavolino. Un&#8217;idea sciocca: quello che era virale ieri gi\u00e0 oggi \u00e8 antico. Non solo: ora ci sono due strumenti potentissimi per favorire una viralit\u00e0 rapida e globale: i servizi come Youtube e le videocamere digitali. Grazie ai siti di distribuzione video, oggi \u00e8 possibile davvero guardare una specie di Tv in rete, ma rigorosamente on demand e fatta di brevi clip che consentono una interattivit\u00e0 da internet, da computer. Ci si pu\u00f2 spedire l&#8217;indirizzo tra amici e guardarlo tutti quasi istantaneamente. Si pu\u00f2 perfino presentare nel proprio blog, integrandolo all&#8217;interno di un post. Basta cliccarci sopra e parte il video.<\/p>\n<p>Le videocamere digitali ormai sono onnipresenti, e filmare un&#8217;azione \u00e8 diventato un gesto comune. Inoltre, grazie alle webcam, si \u00e8 diffusa una certa dimestichezza con lo starci davanti. Quindi, a fianco del genere &#8220;stranezza televisiva&#8221; se n&#8217;\u00e8 diffuso un altro: il videodiario. Su Youtube ce ne sono molti: alcuni buffi, altri drammatici, tutti molto virali perch\u00e9 autentici. Assai di pi\u00f9 di qualsiasi prodotto ci propini la televisione. Dove finisce Real Tv (un programma orribile ma che, capitandoci, mi cattura sempre completamente) inizia Google Video, che se proibisce la nudit\u00e0 non censura niente altro. E dovendo scegliere tra Gad Lerner che intervista un filosofo e le auto-confessioni di un venditore di crack e armi, personalmente non ho dubbi.<\/p>\n<p>Ovviamente su questo si innestano le ormai molte vicende che vedono protagonisti studenti, videofonini, sesso e violenza. Molte di queste storie mostrano una realt\u00e0 di disagio profondo, come il mobbing al ragazzo down filmato e messo in rete. Spesso per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un&#8217;inventiva (e un gusto per l&#8217;estremo) che non pu\u00f2 non far riflettere quelli che fanno la televisione (che per\u00f2 in classe vengono perfino dopo i pubblicitari). Dice: &#8220;Ma quelli sono ragazzi irresponsabili col videofonino, mentre noi siamo una rete nazionale.&#8221; Fattost\u00e0 che sempre meno gente guarda le reti nazionali e ogni giorno l&#8217;audience dei ragazzi aumenta. Non solo, ma i loro video poi diventano veramente virali, mentre quelli fatti dalle agenzie sono solo soldi buttati &#8211; da clienti sedotti dall&#8217;ultima parolina magica del marketing.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa ci avevano detto che un giorno internet sarebbe stata anche Radio e Televisione. I pi\u00f9 veloci, ma meno lungimiranti, si sono subito attrezzati per trasportare, pari pari, questi media sulla rete. 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