{"id":251,"date":"2006-09-04T16:56:53","date_gmt":"2006-09-04T14:56:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2006\/09\/04\/sfregio-decorativo\/"},"modified":"2006-09-04T16:56:53","modified_gmt":"2006-09-04T14:56:53","slug":"sfregio-decorativo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/sfregio-decorativo\/","title":{"rendered":"(S)fregio decorativo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2006\/09\/04\/sfregio-decorativo\/#respond\"><img decoding=\"async\" align=\"right\" src=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/immagini\/cmmnt2.gif\" \/><\/a>Circa 10 anni fa, in questa pagina, ho scritto un pezzo intitolato <a href=\"http:\/\/www.radiogladio.it\/mini\/minitatu.htm\">Tatuaggi<\/a> nel quale parlavo dell&#8217;abitudine di farsi disegnare permanentemente addosso &#8211; che in quel momento stava diventando una moda.  Scrivevo della bellezza di farlo, e di farselo fare da una persona competente e attenta in un contesto tranquillo e pulito. Di come fosse assurdo farsi sfregiare a vita, magari sulla spiaggia o in una discoteca, e di quanto invece avesse senso magari spendere un po&#8217; di pi\u00f9 per avere qualcosa di bello e duraturo. Perch\u00e9 un diamante puoi rivenderlo, perderlo a carte o fartelo rubare. Mentre un tatuaggio \u00e8 davvero per sempre.<\/p>\n<p>Arriva l&#8217;estate 2006 e chiunque frequenti le spiagge conosce il problema dei tatuaggi sbagliati: schienone immense e palestrate con un piccolo unicorno su un lato (che a furia di fare pesi, e per via della cattiva fattura, s&#8217;\u00e8 sfranto fino a sembrare un bassotto superdotato); teorie di ghirigori &#8220;tribali&#8221; (solo di nome, per fortuna: una trib\u00f9 con quelle porcherie addosso si sarebbe velocemente estinta) tutti sbagliati, in disarmonia col corpo che li ospita, mal pensati e realizzati peggio (che tanto sono tribali, e quindi vale tutto). E poi gli onnipresenti, come lo svolazzo che una ragazza su tre esibisce alla base della schiena; apparentemente sempre identico, insignificante, e in certi casi quasi derisorio: se hai un po&#8217; di sederotto (cosa accettabile e in certi casi anche apprezzata), \u00e8 ovvio che risalta maggiormente se uno sopra ci appone un fregio malfatto, piazzato strategicamente tra l&#8217;ultimo rotolo di panza e il culone. O il bracciale tribale: capisco che nell&#8217;88 sembrasse una novit\u00e0, e in certi casi magari lo era anche, ma nel 2006 farsi fare il braccialotto corno-fregiato mi pare davvero folle. Ma come: perfino nella scelta del colore di un&#8217;auto si cerca l&#8217;originalit\u00e0, e poi ci tatuiamo in serie?<\/p>\n<p>Una delle ragioni della serializzazione dei tatuaggi \u00e8 la diffusione di questa pratica tra i VIP, specie quelli italiani. Eros si fa lo scrittone gotico sull&#8217;avambraccio; il tamarrone fan potrebbe essere da meno? Totti c&#8217;ha il gladiatore e il Colosseo, due disegni che ormai sono entrati nel repertorio di molti tatuatori romani: f\u00e0mose er tatuaggio de Totti. Quindi uno vede il VIP tatuato e pensa: &#8220;Anch&#8217;io&#8221;. Per\u00f2 non \u00e8 che pure lui, o lei, vuole un proprio disegno; macch\u00e9, vuole proprio quello. Che non rappresenta la sua individualit\u00e0, bens\u00ec quella di un altro (o quella del tatuatore, o magari di nessuno). Tanto pi\u00f9 che non \u00e8 detto che i VIP azzecchino i tatuaggi giusti: Materazzi, forse il tatuato pi\u00f9 famoso d&#8217;Italia, ha una grossa scritta sul braccio, illegibile dalla TV se non per la scritta LION. Pensavo fosse un appellativo, un club di tifosi, un soprannome. Invece ho scoperto che la scritta \u00e8 la sua data di nascita, e che LION sarebbe il suo segno zodiacale. Peccato che il segno del Leone in inglese non si dica Lion, bens\u00ec Leo, in latino. Ma magari Materazzi ha pensato che se si scriveva Leo qualcuno poi avrebbe potuto credere che si trattasse del suo fidanzato&#8230;<\/p>\n<p>E pensare che invece tatuarsi \u00e8 una cosa meravigliosa; significa portare addosso per sempre qualcosa di significativo, magari bello e che ci rappresenta. E&#8217; un&#8217;esperienza unica nel nostro mondo: infatti anche dal dentista devi stare fermo e qualcuno ti fa del male, ma poi non esci con qualcosa addosso, qualcosa che ti resta, invecchia e diventa parte di te. Tatuarsi poi \u00e8 un modo per entrarci in relazione col proprio corpo, specie per chi non ha un rapporto disinvolto e risolto con la sua fisicit\u00e0. Tra le mille ragioni per tatuarsi, le pi\u00f9 valide riguardano proprio se stessi. Siamo noi che ci conviviamo tutti i giorni, che siamo i principali spettatori del lavoro del tatuatore: che, se bravo, \u00e8 anche psicologo, sciamano e consigliere. Ci mette cura e dedizione, e non ti vede come un quarto di bue da marchiare ma come una tela permanente e viva da decorare con attenzione, cura e mutua soddisfazione. Quindi occhio a chi vi scrive addosso, anche se \u00e8 il tatuatore delle dive: magari vi vuole male, o quel giorno ha fretta, e vi scrive sbagliati &#8211; a vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa 10 anni fa, in questa pagina, ho scritto un pezzo intitolato Tatuaggi nel quale parlavo dell&#8217;abitudine di farsi disegnare permanentemente addosso &#8211; che in quel momento stava diventando una moda. 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