{"id":246,"date":"2006-01-25T19:30:18","date_gmt":"2006-01-25T18:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/?p=3"},"modified":"2006-01-25T19:30:18","modified_gmt":"2006-01-25T18:30:18","slug":"noti-ma-vuoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/noti-ma-vuoti\/","title":{"rendered":"Noti ma vuoti"},"content":{"rendered":"<p>Una delle ragioni per cui mi piace scrivere su Rumore \u00e8 che qui si parla di musica vera, di artisti effettivamente esistenti nel mondo reale, con cui si confrontano e nel quale compiono il loro percorso umano, artistico e professionale. Dice: &#8220;Ma non \u00e8 sempre cos\u00ec? Che esistono degli artisti che vivono in un mondo irreale?&#8221; Esistono eccome. Anzi, c&#8217;\u00e8 una scuola di pensiero che sostiene che il futuro dello show business sia esattamente questo: artisti remoti in un mondo sottovuoto, fruibili come &#8220;esperienza&#8221; anche magari complessa e articolata, ma inesistenti nel mondo fisico. Questa strategia, che mi sembra pessima ma \u00e8 molto in voga, nasce proprio nel campo della musica. Succede da anni, basta guardare Sanremo: ci sono cantanti che compaiono soltanto l\u00ec, che pare che li surgelino subito dopo. Artisti (insomma) che pensano (a volte malconsigliati, altre volte autonomamente) di &#8220;raggiungere un grande pubblico con un singolo passaggio&#8221;. Questo \u00e8 certamente vero se sei gi\u00e0 Mino Reitano e il tuo problema \u00e8 solo quello di far conoscere il tuo nuovo singolo (che di nuovo avr\u00e0 soltanto la tonalit\u00e0 mogano dei capelli di Mino in copertina); lo \u00e8 assai meno se invece sei Valentina Giovagnini (seconda tra i giovani nel 2002) e in quei tre minuti devi iniziare da zero. Statistiche alla mano \u00e8 assai difficile che funzioni, eppure la discografia italiana continua a fornire carne da cannone a questa mattanza (con rare eccezioni, come Subsonica e Tiromancino).<\/p>\n<p>Questo discorso ovviamente si amplifica esponenzialmente nel meraviglioso mondo dei reality show. Per esempio: qual&#8217;\u00e8 la differenza tra Piero Pel\u00f9 e Dolcenera (a parte le basette)? Che il primo si \u00e8 effettivamente visto circolare nel mondo, ha fatto un sacco di strada (anche proprio nel senso di attraversare caselli autostradali) prima di diventare famoso, mentre Dolcenera nasce in un vacuum, la Tv, e pensa (lei o chi pensa per lei) di poter saltare a pi\u00e8 pari la fase Autogrill, sound check, ecc. semplicemente mostrando le poccette, e un qualche potenziale ma incoltivato talento, a Music Farm. Se poi si esce dall&#8217;ambito musicale quasi tutto lo show business del terzo millennio funziona cos\u00ec. Avevo appena finito di chiedermi chi cazzo fosse Katia Noventa (che non riconosco per via dei continui ritocchi chirurgici che ne rendono instabile la fisionomia) quando ho dovuto farmi la stessa domanda su Ascanio Pacelli, trovando per\u00f2 immediatamente la risposta: nessuno. Ascanio per\u00f2 \u00e8 circondato da persone che non sono niente altro che famose, come appunto la Noventa o Daniele Interrante; e lui giustamente si chiede: &#8220;Perch\u00e9 loro s\u00ec e io no?&#8221; E su questo permettetemi una digressione. Avete presente l&#8217;Isola dei famosi? Che ogni anno ci chiediamo &#8220;ma chi cazzo \u00e8 questo? Ma che \u00e8 famoso?&#8221; E&#8217; un ulteriore intorcinamento dello stesso concetto: hai vinto Miss Italia, prototipo delle manifestazioni che incoronano gente che non sa fare una mazza (infatti \u00e8 un concorso di bellezza), e dopo aver scoperto che quella fama gonfiabile dura poco, cerchi di appiccicarcene dell&#8217;altra, sempre falsa e parruccata come quella dei reality. E d&#8217;altronde non mi aspetto certamente che Arianna David parta in tourn\u00e9e con dei monologhi di Beckett: lei non sa fare niente, una qualifica perfetta per un posto in Tv. Perch\u00e9 mai dovrebbe cercare altrove?<\/p>\n<p>Quindi in fondo esistono due tipi di famosi: quelli che lo sono, e poi ogni tanto vanno in Tv, e quelli che lo sono perch\u00e9 sono l\u00ec. E&#8217; brutto che ci vada di mezzo la musica, che qualsiasi bonazza si senta autorizzata a straziare un microfono, e che tanto basta sculettare un po&#8217; per catturare l&#8217;attenzione. E&#8217; brutto ma lo fanno tutti, inclusi i famosi pi\u00f9 consolidati. E se Simona Ventura o Alba Parietti possono permettersi di infangare (forse irrimediabilmente) i concetti stessi di canto e ballo, perch\u00e9 prendersela con Zequila (sfottuto in questi giorni dai programmi pulp con l&#8217;accusa di essere gay, una cosa indegna a vedersi) se, a parit\u00e0 di talento, chiede la sua parte?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle ragioni per cui mi piace scrivere su Rumore \u00e8 che qui si parla di musica vera, di artisti effettivamente esistenti nel mondo reale, con cui si confrontano e nel quale compiono il loro percorso umano, artistico e professionale. Dice: &#8220;Ma non \u00e8 sempre cos\u00ec? 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