{"id":237,"date":"2005-03-26T14:22:20","date_gmt":"2005-03-26T13:22:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2005\/03\/26\/80s-not-again-please\/"},"modified":"2005-03-26T14:22:20","modified_gmt":"2005-03-26T13:22:20","slug":"80s-not-again-please","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/80s-not-again-please\/","title":{"rendered":"80s: not again, please"},"content":{"rendered":"<p>Tra le notizie pessime di questo inizio 2005, dopo Bush Reloaded e il PM10, c&#8217;\u00e8 lo strombazzato ritorno degli anni &#8217;80. Un fatto orribile, che non vi fa saltare sulla sedia solo perch\u00e9 molti di voi erano troppo piccoli per ricordarsene. Ma io me li ricordo benissimo e saprei bene come accoglierli se ritornassero: a sputi in faccia.<\/p>\n<p>Anni di merda: nasce il plastic pop, la new wave, Mtv, i rampanti; vanno di moda i soldi, le spalline nelle giacche e i capelli dritti in testa. Anni in cui non si lavora (per esempio alla Rai) se non si piace al dirigente socialista di turno, in cui la corruzione arriva anche ai livelli bassi della societ\u00e0 (&#8220;A Se&#8217;, se te serve &#8216;na casa popolare fammelo sap\u00e9&#8221;, mi disse una sera uno che conoscevo anni prima, e che nel frattempo era diventato una mezza tacca del PSI, lasciandomi letteralmente di sasso), in cui gli stronzi (che negli anni &#8217;70 avevano dovuto volare molto bassi) rialzano la testa &#8211; quella testaccia di cazzo vacua su cui nel frattempo era comparso il gel.<\/p>\n<p>Gli anni &#8217;70 avevano lasciato l&#8217;Italia stremata: gli anni di piombo, l&#8217;eroina, la fuga in oriente, la crisi delle ideologie, la DC, insomma un disastro. Il periodo successivo, appunto gli anni &#8217;80, si \u00e8 chiamato &#8220;Riflusso&#8221; proprio per via della leggerezza e vacuit\u00e0 che l&#8217;ha contraddistinto. Dopo il Punk e la Disco (ambedue musiche nichiliste, per versi diversi) arriva la New Wave, inglese, stilosa e moscetta. Certo che in quegli anni ci sono MB, Will Powers, Furious Five e Throbbin Gristle, ma il New Wafer preferisce Bob Geldof, gli Style Council (un gruppo proprio schiumogeno) o perfino i Pet Shop Boys. Gente simpatica e innocua, ma cos\u00ec intenta a prendersi sul serio senza nessun motivo che faceva ridere gi\u00e0 all&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Gli anni &#8217;80 restano nella storia per essere stati i primi in cui tornavano altre decadi. Fino agli anni &#8217;70 si andava dritti e si guardava avanti. Poi sono iniziati i ritorni: gli anni &#8217;30\/&#8217;40 (con gli immondi Matt Bianco), gli anni &#8217;50 (Un&#8217;estate al mare, Tropicana e il finto Rockabilly) e i &#8217;60 (quelli di Red Ronnie, rip); dai &#8217;70 ci stiamo appena riprendendo. Ma se ha un senso rivisitare anni importanti come questi, mi chiedo se ne abbia farlo con una decade di riporto, socialmente, artisticamente e culturalmente rivolta all&#8217;indietro come gli anni &#8217;80.<\/p>\n<p>Era tutto brutto? Ovviamente no. New York ha avuto una scena incredibile (tra cui Talking Heads, Laurie Anderson e No New York) e perfino L&#8217;Inghilterra, a mollo nella New Wave, ha prodotto mondi come Rough Trade o la prima Virgin, e band come gli Heaven 17. Negli anni &#8217;80 inoltre si consolidano dei generi fondamentali, come l&#8217;Hip hop o il Metal, e nasce la cultura della musica fatta con le macchine; escono dischi bellissimi come &#8220;Slave to the Rhythm&#8221; di Grace Jones o &#8220;Echoes&#8221; di Wally Badarou (mai sentito? Ecco cos&#8217;erano gli anni &#8217;80. Usciva un album seminale, in anticipo di dieci anni &#8211; e poi ultracampionato dai Massive Attack &#8211; e nessuno se ne accorgeva, tutti distratti dai Soft Cell). In quegli anni si intensifica la frequentazione tra rock e funk, e si affacciano in Europa i nuovi musicisti africani, due fattori che negli anni successivi apriranno alcune belle strade.<\/p>\n<p>Quindi gli anni &#8217;80 non sono tutti da buttare, ma la gran parte s\u00ec. E quando sento dire che tornano m&#8217;immagino sempre quelli che all&#8217;epoca erano felici e contenti (alcuni dei quali sono tuttora in giro a sprecare ossigeno, sempre con quell&#8217;aria che hanno gi\u00e0 visto tutto) che riprendono a dire ovviet\u00e0; che tornano Drive In (nei miei ricordi un orrendo incubo di paillettes e trivia), Morissey (che \u00e8 gi\u00e0 puntualmente tornato, proprio ci\u00f2 di cui il mondo ha bisogno), Craxi e il Made in Italy. Che ci rimetteremo i pantaloni a palloncino e le spallone larghe, e che si ripresenter\u00e0 l&#8217;orrendo tengentista a propormi delle case popolari o il cazzone con gel e spolverino a spiegarmi lo stile&#8230; Speriamo di no, facciamo che dopo i 2000s vengono i 2010s e non i micidiali 1980s, grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le notizie pessime di questo inizio 2005, dopo Bush Reloaded e il PM10, c&#8217;\u00e8 lo strombazzato ritorno degli anni &#8217;80. Un fatto orribile, che non vi fa saltare sulla sedia solo perch\u00e9 molti di voi erano troppo piccoli per ricordarsene. 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