{"id":235,"date":"2005-01-26T14:23:44","date_gmt":"2005-01-26T13:23:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2005\/01\/26\/abbasso-il-progresso-e-sempre-viva-lanno-scorso\/"},"modified":"2005-01-26T14:23:44","modified_gmt":"2005-01-26T13:23:44","slug":"abbasso-il-progresso-e-sempre-viva-lanno-scorso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/abbasso-il-progresso-e-sempre-viva-lanno-scorso\/","title":{"rendered":"Abbasso il progresso (e sempre viva l&#8217;anno scorso)"},"content":{"rendered":"<p>Anche quest&#8217;anno si \u00e8 tenuto a Faenza il Meeting delle Etichette Indipendenti, principale appuntamento italiano del settore e occasione unica di incontro, di esposizione, di presentazione e dibattito . E&#8217; naturale quindi che ci siano aspettative forti, da un lato di qualit\u00e0 e variet\u00e0 delle proposte, dall&#8217;altro dell&#8217;affermazione di un orgoglio indipendente, mai giustificato come ora. Ci mancavo da un paio d&#8217;anni e purtroppo invece ho trovato una situazione curiosa. La variet\u00e0 delle proposte c&#8217;era di sicuro, peccato che la sovrapposizione fosse la regola &#8211; col risultato che spesso c&#8217;erano tre cose simultanee. E purtroppo, come e pi\u00f9 delle scorse edizioni, invece dell&#8217;independent pride c&#8217;\u00e8 stato questo struscio amorevole con l&#8217;industria, con gli sponsor e le istituzioni che se da un lato \u00e8 comprensibile (Audiocoop, che organizza il Mei, \u00e8 un&#8217;associazione di etichette che legittimamente aspira a diventare una controparte politica) dall&#8217;altro produce situazioni assurde. Come l&#8217;annunciata apparizione di Flavia Vento (non s&#8217;\u00e8 capito in quale veste) o l&#8217;altrettanto surreale presenza di Baglioni nel programma. La mattina in cui sarebbe dovuto arrivare, il Mei s&#8217;\u00e8 riempito di cartelli che dicevano: &#8220;C. Baglioni non sar\u00e0 presente&#8221; con varie aggiunte feroci a pennarello: &#8220;tanto \u00e8 uguale&#8221;, &#8220;sollievo a Faenza&#8221;, etc.<\/p>\n<p>Ma la cosa pi\u00f9 stonata, e secondo me piuttosto grave, \u00e8 stato il convegno &#8220;I nuovi modelli di distribuzione della musica&#8221;. Mi aspettavo molto da un incontro cos\u00ec, soprattutto al Mei: \u00e8 un tema centrale, e sarebbe stato utile sentire molte opinioni indipendenti. Invece i relatori, tranne qualche rara (e pregevole) eccezione, erano perlopi\u00f9 dipendenti di aziende, corporazioni e istituzioni: Microsoft, Tim, Wind, la Fimi, la Siae, il Direttore del festival di Sanremo, ecc. Queste persone hanno parlato senza alcun contraddittorio, libere di dire quello che volevano. Tra le perle ascoltate vorrei soffermarmi su due. La prima viene da uno dei massimi rappresentanti dell&#8217;industria musicale italiana; era in una frase pi\u00f9 lunga, sulle contromisure alla crisi in atto: &#8220;E&#8217; chiaro che non possiamo fermare il progresso tecnologico&#8221;. E&#8217; certamente vero, ma il processo mentale che c&#8217;\u00e8 dietro \u00e8 indicativo: questo progresso lo spaventa, e lui fa quello che pu\u00f2 &#8211; provando, immagino, almeno a rallentarlo. Spero che lo paghino bene, che fa proprio un lavoraccio. Sul fronte di un futuro pi\u00f9 cupo di Bladerunner si schierano invece le Telecom , che ci hanno ripetuto &#8211; con grande suadenza e buona tecnica &#8211; lo stesso slogan: il futuro della musica \u00e8 nelle suonerie dei cellulari (cio\u00e8 in una cosa che ci si affretta a interrompere &#8211; salvo a non voler rispondere). Quando si \u00e8 chiesto di replicare a queste assurdit\u00e0 (non a caso l&#8217; hanno fatto quattro musicisti), ci \u00e8 stato dato un minuto a testa: &#8220;Siamo in ritardo&#8221;. Che cosa vuoi dire in un minuto? Gli ho citato Lawrence Lessig: &#8220;Il passato cerca di impedire il futuro, e voi mi sembrate un eccellente esempio.&#8221;<\/p>\n<p>E&#8217; un peccato che il Mei privilegi la quantit\u00e0 alla qualit\u00e0 e dei messaggi promozionali a veri dibattiti; che dia spazio a cose interessanti (come la presentazione del coordinamento no-copy, e non solo) per poi annegarle in una furibonda raffica di premi: quest&#8217;anno almeno 100 (pochissimi gli esclusi, ma sar\u00e0 per l&#8217;anno prossimo). Soprattutto mi sembra politicamente, strategicamente e perfino economicamente miope cercare di abbracciare l&#8217;industria e il mainstream organizzando parate di questo genere, mentre oggi dovrebbe essere l&#8217;industria a inseguire e le etichette a mostrare la strada. Penso che Audiocoop debba decidere se voglia ancora tante piccole realt\u00e0 (com&#8217;\u00e8 stato dall&#8217;inizio e come \u00e8 ancora nei padiglioni espositivi, dove c&#8217;\u00e8 il vero bello del Mei) o preferisca concentrarsi sulla propria immagine, rassicurando assessori, vicepresidenti e pierre aziendali con starlette televisive, popstar in declino e convegni senza repliche. Magari si potrebbe dividere in due: un bel Mei Priv\u00e9 per i vip e un altro pi\u00f9 sensato per noi ancora indipendenti. Dispiace strapazzare il Mei: ma si sa, chi semina Vento&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche quest&#8217;anno si \u00e8 tenuto a Faenza il Meeting delle Etichette Indipendenti, principale appuntamento italiano del settore e occasione unica di incontro, di esposizione, di presentazione e dibattito . 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