{"id":23,"date":"2007-09-20T16:37:10","date_gmt":"2007-09-20T14:37:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2007\/09\/20\/fuori-tempo\/"},"modified":"2007-09-20T16:37:10","modified_gmt":"2007-09-20T14:37:10","slug":"fuori-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/fuori-tempo\/","title":{"rendered":"Fuori Tempo"},"content":{"rendered":"<p>Lo spazio della musica \u00e8 il tempo. Questa semplicissima affermazione, e cio\u00e8 che come la pittura o l&#8217;architettura si sviluppano su superfici spaziali il suono ha nel tempo &#8211; e nella sua suddivisione &#8211; la sua superficie di sviluppo, ne contiene diverse altre pi\u00f9 complesse. Per proseguire nell&#8217;analogia con le arti visive, si potrebbe dire che un brano di 30 secondi \u00e8 come una miniatura, mentre il Lohengrin di Wagner \u00e8 una specie di Cappella Sistina, un&#8217;opera monumentale. Per certi versi questo \u00e8 vero, anche se \u00e8 possibile cogliere una sensazione della Cappella Sistina con un singolo sguardo, magari lungo, mentre per ascoltare un&#8217;opera di quattr&#8217;ore e passa ci vuole sempre quel tempo. Il problema della durata nella musica \u00e8 sempre stato centrale, ed \u00e8 uno di quei fattori che rivelano molto, a guardarli bene.<\/p>\n<p>La 3 minutes song nasce col 78 e poi 45 giri. E&#8217; una forma che prima non esisteva, e che il Rock&#8217;n&#8217;roll ha affermato definitivamente. Una delle grandi liberazioni della musica Progressive negli anni &#8217;70 \u00e8 stata proprio quella di sperimentare durate diverse, finalmente libera dalla gabbia del 45 giri. E&#8217; infatti il Long Playing (venti e passa minuti per lato) a liberare la musica dalla tirannia della brevit\u00e0 &#8211; e non solo la Prog: da Coltrane a James Brown, da Shorter &#038; Zawinul a Grace Slick (tuttora stupefacente la sua Manhole, durata 15&#8217;24&#8221;), sono moltissimi i generi musicali che contribuiranno a creare la &#8220;Forma LP&#8221;, che resta il formato sfruttato in modo pi\u00f9 intenso dai musicisti nella storia della riproduzione sonora (che, \u00e8 bene ricordarlo, ha solo poco pi\u00f9 di cento anni, contro i milioni della musica).<\/p>\n<p>Da questo punto di vista infatti il CD non ce l&#8217;ha mai fatta. Introdotto nel 1983, \u00e8 semplicemente troppo capiente: \u00e8 davvero molto raro che un musicista abbia 80 minuti di buona musica da metterci dentro. Dato per\u00f2 che per ragioni commerciali pi\u00f9 musica c&#8217;\u00e8 meglio \u00e8, si \u00e8 diluita la qualit\u00e0 (i CD sono quasi sempre pieni di musica superflua) e sono nati fenomeni di densificazione artificiale dei contenuti, come le compilation, i best, le ristampe filologiche: CD che promettono pi\u00f9 del semplice ultimo CD di un artista. Curiosamente poi il Compact Disc, che in teoria consentirebbe una maggiore libert\u00e0 di uso del tempo anche rispetto all&#8217;LP, arriva in un periodo &#8211; gli anni &#8217;80 &#8211; in cui la musica si commercializza, la Pop Culture trionfa, le radio si omologano e la 3 minutes song diventa la regina incontrastata del soundscape contemporaneo, con contorno di suoneria.<\/p>\n<p>A salvare il mondo ci ha pensato la musica Dance: l&#8217;esigenza di un flusso sonoro ininterrotto, e l&#8217;incredibile sofisticazione degli strumenti dei DJ, hanno riportato in auge i tempi lunghi, lunghissimi &#8211; quasi Wagneriani. E con la progressiva raffinazione della musica elettronica, che tende sempre di pi\u00f9 a convergere in una zona stupefacente tra l&#8217;Elettronica accademica e quella stradale, inevitabilmente sono nati tutta una serie di esperimenti legati proprio alla durata: \u00e8 gi\u00e0 un paio d&#8217;anni che diversi DJ e produttori stanno pubblicando brani registrati di un&#8217;ora e anche oltre. Un fatto assai interessante, perch\u00e9 durate di questo tipo costringono l&#8217;autore a abbandonare tutta una serie di certezze, come il ritornello nella canzone o la chiusura della cassa nella dance, per avventurarsi in un mare di suono, un oceano di toni non poi cos\u00ec dissimile dagli incredibili azzurri della Cappella Sistina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spazio della musica \u00e8 il tempo. 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