{"id":227,"date":"2004-04-26T15:54:19","date_gmt":"2004-04-26T14:54:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2004\/04\/26\/jazz-not-dead\/"},"modified":"2004-04-26T15:54:19","modified_gmt":"2004-04-26T14:54:19","slug":"jazz-not-dead","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/jazz-not-dead\/","title":{"rendered":"Jazz not dead"},"content":{"rendered":"<p>Ecco un genere poco frequentato su Rumore, giustamente. Noi ci occupiamo di musiche nuove, o semmai di vecchie che tornano, ma comunque di suoni ancora viventi; il Jazz, quello sassofonato e spazzolato, \u00e8 tenuto in vita artificialmente come la musica barocca. L&#8217;ultima sua incarnazione \u00e8 stata la fusion degli anni &#8217;80, una musica cos\u00ec superflua che mi faccio impressione solo ad averne scritto il nome. Non ce n&#8217;\u00e8: il Jazz \u00e8 morto. La cosa buffa \u00e8 che questa affermazione \u00e8 stata fatta molte volte dai critici fin dagli anni &#8217;50, e forse avevano gi\u00e0 ragione. Detto questo, per un lungo periodo ho pensato che il Jazz fosse tra le cose pi\u00f9 belle al mondo e in qualche modo lo penso ancora. Vorrei spiegare perch\u00e9.<\/p>\n<p>Per convenzione si fa coincidere la nascita del Jazz con l&#8217;inizio del &#8216;900. Beh, si pu\u00f2 ragionevolmente sostenere che fino al 1950 il Jazz \u00e8 stato esattamente come la House. Ambedue le musiche nascono underground, in piccoli club, con una funzione esclusiva: far ballare la gente. In tutti e due i casi prima della musica viene il ritmo, che deve essere perfetto. Dice Duke Ellington: &#8220;It ain&#8217;t the melody, it ain&#8217;t the music, there&#8217;s something else that makes this tune complete. It don&#8217;t mean a thing if it ain&#8217;t got that swing&#8221;. Capito? Non \u00e8 la musica ma il beat (che lui chiama swing) che rende la musica bella; se chiedete a Coccoluto vi dice esattamente la stessa cosa. E c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9: ambedue le musiche sono portatrici di uno stile, di un dress code che nel caso del Jazz era fantastico: zoot suit, baggy pants, cappelli che levati. Anche il Jazz \u00e8 stato associato alle droghe, innanzitutto la marijuana; infatti sia Jazz e House sono musiche di frenesia ed estasi: se ascoltate le registrazioni dal vivo della big band di Count Basie (un genio totale, iperstiloso e straballabile) sentite le stesse identiche grida che punteggiano un buon dj set House. Negli anni &#8217;30 si tenevano battaglie di big band, e la gente decretava i vincitori strillando e ballando. I pi\u00f9 bravi ottenevano lunghi ingaggi nei club dove la gente tornava sera dopo sera, magneticamente attratta dalla perizia della band nel muovergli il culo. Somiglia a qualcosa?<\/p>\n<p>E ancora: come la House anche il Jazz \u00e8 nato in piccoli club per poca gente molto avanti. Poi piano piano ha cominciato a permeare tutta la musica pop dell&#8217;epoca, fino a diventare il sottofondo (spesso vuoto e meccanico) dei grandi cantanti come Sinatra, perlopi\u00f9 bianchi. Esattamente quello che \u00e8 successo prima coi beat Hip hop (ormai usati per qualsiasi spot di pannoloni) e poi con la cassa dritta. Il Jazz dell&#8217;inizio era una musica fatta da ignorantoni con stile a pacchi, che privilegiavano l&#8217;energia pura alla ricerca melodica e alla perfezione strumentale: era una musica immediata, che produceva il suo effetto nella collisione con le gambe del pubblico. Una musica frenetica e liberatoria, spesso considerata corruttrice da chi non la capiva. Che vi ricorda?<\/p>\n<p>Poi ad un certo punto il Jazz s&#8217;\u00e8 incartato, \u00e8 diventato intellettuale, complicato. Ha continuato a produrre geni (tra cui Miles Davis e John Coltrane, che sono nella Storia della Musica come Bach) ma \u00e8 diventato una musica d&#8217;arte per pochi e s&#8217;\u00e8 incarcato nel suo elitarismo, spegnendosi serenamente negli anni &#8217;80 (subito dopo aver partorito il mostriciattolo fusion).<\/p>\n<p>Eppure lo spirito del Jazz sopravvive. Ma non nella logorrea sassofonica incravattata proposta nei costosi club del centro, ne&#8217; nella dotta disamina di ogni scoreggetta del dott. Wynton Marsalis sulle riviste specializzate. No, il Jazz vive in molte delle musiche che piacciono a noi: nelle curiose avventure ritmiche di Kid Koala e nelle maestose strutture di Amon Tobin; nel killer instinct di Carl Craig e nelle inesorabili progressioni di Francois K. Nelle metriche del sublime Dj Gruff (un grande jazzista italiano contemporaneo) e negli incastri di Akufen. No, il Jazz non \u00e8 morto; si nasconde, per non farsi trovare da quei signori coi mocassini che lo cercano per strapazzarlo ancora: mi raccomando non glielo dite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco un genere poco frequentato su Rumore, giustamente. Noi ci occupiamo di musiche nuove, o semmai di vecchie che tornano, ma comunque di suoni ancora viventi; il Jazz, quello sassofonato e spazzolato, \u00e8 tenuto in vita artificialmente come la musica barocca. L&#8217;ultima sua incarnazione \u00e8 stata la fusion degli anni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-227","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-avvisi"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-3F","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=227"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/227\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}