{"id":226,"date":"2004-03-26T15:54:58","date_gmt":"2004-03-26T14:54:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2004\/03\/26\/il-bene-di-chi\/"},"modified":"2004-03-26T15:54:58","modified_gmt":"2004-03-26T14:54:58","slug":"il-bene-di-chi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/il-bene-di-chi\/","title":{"rendered":"Il bene di chi?"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;etica della beneficenza di mia nonna era chiarissima: si fa&#8217; ma non si dice, cio\u00e8 i signori non lo dicono. (I buzzurri invece s\u00ec: se andate a Graz, in Austria, non perdetevi una visita allo Stadio Arnold Schwarzenegger, che il divo si \u00e8 autointitolato dopo averlo donato alla citt\u00e0 nel corso di una toccante e, dicono, grottesca cerimonia.) Quasi che dirlo annullasse il senso stesso del gesto. I pi\u00f9 raffinati poi restavano anonimi anche per il beneficiato, che in fondo ha un senso: se regali dieci euro e lo dici in giro ne riguadagni otto in stima e due in caff\u00e8 pagati, oltre alla gratitudine del beneficiario. Se invece nessuno sa niente il bene si fa&#8217; lo stesso, e ne esci lindo come un pupo. Se poi sei religioso questo vale doppio: \u00e8 segno di modestia d&#8217;animo e purezza di intenti.<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;80 per\u00f2 \u00e8 scattato un meccanismo molto perverso. Si \u00e8 capito che le celebrit\u00e0 potevano muovere le masse non solo per fargli agitare accendini ai concerti, ma anche per sensibilizzarle sulle ingiustizie del mondo: l&#8217;ecologia, il razzismo, il sudafrica, la fame nel mondo, il debito, l&#8217;aids. Indubbiamente su molte di queste questioni l&#8217;intervento dei vip \u00e8 stato utile, a volte perfino decisivo. Ed ecco la perversione: se la celebrity fa da bandiera deve essere ben visibile, il che per\u00f2 solleva la questione della sua poca signorilit\u00e0: cos\u00ec pare che si faccia bello con le sorti del pianeta. E non solo bello; infatti si \u00e8 anche capito subito che le grandi cause facevano vendere un sacco di dischi, film, libri, etc. e se Live Aid pu\u00f2 essere considerato un evento speciale, gi\u00e0 quelli immediatamente successivi puzzavano di marcio. Ma non nel senso banale che si tenevano i soldi. Si guadagnavano l&#8217;immagine di rockers buoni ed impegnati (belli i tempi in cui era solo sesso, droga &#038; r&#8217;n&#8217;r) e i soldi di quelli che poi s&#8217;accattavano il loro cd.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni la situazione si \u00e8 deteriorata. Spettacolare fu l'&#8221;assalto&#8221; reclamizzato di Gianna Nannini all&#8217;Ambasciata francese di Roma in occasione degli esperimenti nucleari a Mururoa e in coincidenza con l&#8217;uscita del suo album, ma anche alle manifestazioni tipo Aids day c&#8217;\u00e8 quasi sempre solo chi deve promuovere qualcosa o cerca visibilit\u00e0. Idem alle partite del cuore: vale solo se c&#8217;\u00e8 la tv, e si dice che negli spogliatoi i manager discutano su quanti minuti di gioco (cio\u00e8 di esposizione) tocchi ad ognuno. Pavarotti &#038; Friends: fai due conti e scopri che ognuno degli amici guadagna in un mese l&#8217;intera cifra devoluta dal P&#038;F, e che se che ognuno di loro donasse il 10% dei suoi incassi (possibilmente senza dirlo) si potrebbero risolvere molti problemi del mondo. Ma invece niente: Ferrari, coca e puttanoni, e poi tutti da Big Luciano a fare del bene in mondovisione.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo caso \u00e8 un film sulla fame in Africa, in cui un bambino denutrito farebbe addirittura parte del cast (cos\u00ec pare dai trailer). Questo attirer\u00e0 molte persone al cinema le quali giustamente si commuoveranno: \u00e8 una situazione terribile. Ecco quello che avrei voluto sentir dire: &#8220;Tutti hanno lavorato gratis (tranne il bambino): il film \u00e8 stato prodotto per beneficenza. Anche i distributori, le sale e la Siae hanno deciso di aderire a questa bella iniziativa, e l&#8217;intero incasso lordo andr\u00e0 ai bambini africani affamati&#8221;. Gi\u00e0 mi pare un compromesso: fai beneficenza e lo dici, ma almeno la fai. Ecco invece cosa dice lo spot: &#8220;Per ogni biglietto staccato sar\u00e0 devoluto un euro ai bambini africani affamati&#8221;. Che nella pi\u00f9 elegante delle ipotesi vuol dire: &#8220;Eh, che bravo che sono? Lucro sulla fame, ma poi devolvo il 12,5% dei miei incassi in beneficenza.&#8221; Ma nella peggiore, cio\u00e8 nella mia, significa: &#8220;Venite a frotte, cos\u00ec fate del bene a bambini africani che poi potrete guardare mangiando due euro di popcorn senza sentirvi delle merde; e uscendo dal cinema sentirete di aver fatto la vostra parte. Sperando che il denutrito faccia aumentare almeno del 12,5% il numero dei miei clienti.&#8221; Aveva ragione mia nonna: si fa&#8217; ma non si dice, e se lo dici non vale pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;etica della beneficenza di mia nonna era chiarissima: si fa&#8217; ma non si dice, cio\u00e8 i signori non lo dicono. 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