{"id":223,"date":"2003-12-26T15:56:27","date_gmt":"2003-12-26T14:56:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2003\/12\/26\/lavorare-gratis\/"},"modified":"2003-12-26T15:56:27","modified_gmt":"2003-12-26T14:56:27","slug":"lavorare-gratis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/lavorare-gratis\/","title":{"rendered":"Lavorare Gratis"},"content":{"rendered":"<p>Mi scrive Dario da Torino: &#8220;Mi hanno proposto di lavorare gratis in una radio. Che mi consigli?&#8221;<\/p>\n<p>Lavorare gratis. Pare un controsenso, un po&#8217; come correre su un tapis roulant: fai fatica ma non vai da nessuna parte. Eppure, per quanto possa apparire assurda, questa proposta continua essere fatta, perlopi\u00f9 a giovani (che, si sa, hanno energie da spendere), dicendo che &#8220;fai un&#8217;esperienza importante&#8221;, che &#8220;da cosa nasce cosa&#8221;, &#8220;che &#8220;sei giovane e devi farti le ossa&#8221;.<\/p>\n<p>Personalmente ho lavorato gratis milioni di ore; ho scritto, intervistato, fatto programmi radiofonici e serate (usando i miei dischi), fatti siti web, concerti, musica arrangiata, mixata, prodotta: tutto gratis. RadioGladio ricco di famiglia? Proprio no; le ragioni sono un po&#8217; pi\u00f9 complesse. Intanto \u00e8 vero che i lavori creativi all&#8217;inizio sono difficili da farsi pagare: essendo considerati lavori &#8220;fichissimi&#8221; c&#8217;\u00e8 molta domanda, spesso da parte di gente davvero ricca che pu\u00f2 permettersi di lavorare gratis a vita. E poi sono mestieri in cui l\u2019apprendistato pu\u00f2 durare molto, un fattore abilmente sfruttato dai datori di lavoro. Col risultato che c&#8217;\u00e8 gente che a 40 anni si considera ancora in training, che l&#8217;adolescenza dura fino alla pensione e che si creano delle intere scene (per esempio quella delle radio locali) basate su questo genere di realt\u00e0: volontariato non per scelta o per convinzione ma per necessit\u00e0, fatto da persone di qualit\u00e0 che per\u00f2, per via di questo cazzo di paese asfittico e (in questo) scadente, restano fermi. Nessuno del grande giro li nota, loro non si fanno avanti (spesso \u00e8 difficile capire esattamente quanto si vale) e rimangono incagliati a Radio Ciliegia Tenerona.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 situazioni che non potrebbero sopravvivere senza lavoro gratuito: proprio le piccole radio, certi giornali specializzati, le associazioni locali, etc. E&#8217; l&#8217;entusiasmo di chi anima queste iniziative a farle succedere, un entusiasmo che non si potrebbe pagare nemmeno se il lavoro fosse retribuito. Per accertarsene basta fare un giro in un ufficio. Sono tutti pagati: c&#8217;\u00e8 dell&#8217;entusiasmo nell&#8217;aria? Macch\u00e9: non vedono l&#8217;ora di andarsene. Non ce n&#8217;\u00e8: soldi o meno in queste situazioni conta altro. Ho dei ricordi bellissimi di Radio Citt\u00e0 Futura di Roma negli anni &#8217;80; lavoravamo tutti gratis o quasi, ma ci mettevamo talmente tanta furia che RCF era diventata un punto di riferimento essenziale a Roma in quegli anni. Facevamo tutto: programmi, interviste, jingles, palinsesti, GR, dirette dai concerti, serate della radio nei locali&#8230; Un culo bestiale, gratis. E quando dico noi intendo un&#8217;intera generazione di guaglioni, alcuni dei quali stavano accumulando un&#8217;esperienza che poi gli avrebbe consentito di vivere di questo. E infatti ora alcuni di quelli fanno lavori simili, ma stavolta pagati: c&#8217;\u00e8 chi fa il giornalista, chi il dj, chi lavora a\u00a0 RadioRai, chi fa l&#8217;autore televisivo (micidiale, ma tant&#8217;\u00e8); insomma, lavorare gratis ci \u00e8 servito un po&#8217; a tutti.<\/p>\n<p>Intanto sento Dario che pensa: si, ma io che devo fare? Di sicuro se non sai fare qualcosa, farla gratis ti permette di imparare. Non solo, ma se c&#8217;\u00e8 quella febbre di cui parlavo prima si fanno esperienze fantastiche, spesso irriproducibili in situazioni lavorative canoniche. Quindi fallo se ti piace e ti da gioia (succede spesso anche a me). Sfortunatamente per\u00f2 l&#8217;Italia \u00e8 piena di gente che sfrutta il prossimo, soprattutto nel campo della creativit\u00e0 e in particolare nella musica. Quindi se ci godi nel farlo, e questa \u00e8 la tua retribuzione (che chi lavora per denaro spesso si sogna) allora va benissimo, ma se stringi i denti perch\u00e9 poi magari succede qualcosa, e nel frattempo ingrassi qualcuno che non appena te ne vai ti sostituisce col prossimo della fila, allora non mi pare che ne valga la pena. E se \u00e8 vero che da cosa nasce cosa, di rado da una cosa spiacevole pu\u00f2 nascerne una bella. Insomma vale la vecchia regola: i soldi non sono tutto nella vita. Se c&#8217;\u00e8 il resto, quello vale proprio molto. Ma se si lavora come cani senza speranza e senza gioia, almeno un barattolo di pappa ogni sera bisognerebbe portarselo a casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi scrive Dario da Torino: &#8220;Mi hanno proposto di lavorare gratis in una radio. 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