{"id":222,"date":"2003-11-26T15:57:03","date_gmt":"2003-11-26T14:57:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2003\/11\/26\/giovani-ma-brutti\/"},"modified":"2003-11-26T15:57:03","modified_gmt":"2003-11-26T14:57:03","slug":"giovani-ma-brutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/giovani-ma-brutti\/","title":{"rendered":"Giovani ma brutti"},"content":{"rendered":"<p>Qualche anno fa ho parlato in questa pagina dell&#8217;essere giovani, sfottendo un po&#8217; quegli attempati signori che invece di godersi i previlegi dell&#8217;et\u00e0 si sbattono come bestie nel tentativo di apparire giovani, o quantomeno pi\u00f9 giovani. Ho anche parlato della difficolt\u00e0 di esserlo davvero, e degli indubbi vantaggi (gli svantaggi essendo ovvi) non dico della vecchiaia ma della maturit\u00e0 (l&#8217;articolo intero lo trovate su www.radiogladio.it).<\/p>\n<p>Stavolta invece ho in mente un&#8217;altra faccia della stessa faccenda: la giovent\u00f9 come scusante. Il codice penale parla chiaro: i minori di quattordici anni non possono essere perseguiti penalmente, e mi pare pure giusto. Se ammazzi qualcuno a nove anni non puoi essere ritenuto veramente responsabile (infatti di solito c&#8217;entra la famiglia o l&#8217;ambiente circostante); allo scoccare del quattordicesimo anno si diventa punibili, anche se sar\u00e0 un tribunale speciale &#8211; quello dei minori &#8211; a giudicare, e se si viene condannati si sconter\u00e0 la pena in un carcere minorile fino al compimento dei diciott&#8217;anni. Da quel momento in poi essere diciottenni o sessantottenni per la legge \u00e8 lo stesso, e si ricomincia a distinguere credo dopo i settantacinque anni, et\u00e0 raggiunta la quale non si va pi\u00f9 in carcere.<\/p>\n<p>Un sistema brutale, come tutti quelli basati solamente su una data, prima della quale sei qualcosa e dopo la quale qualcos&#8217;altro. Ma tant&#8217;\u00e8: mica si pu\u00f2 fare a tutti un esame di idoneit\u00e0 prima di dargli il diritto di voto. Bisogna stabilire un giorno, raggiunto il quale si diventa responsabili, indipendenti, punibili, gestori di capitali, etc. Dopotutto \u00e8 un buon sistema &#8211; e il compimento del diciottesimo anno \u00e8 per tutti un appuntamento speciale (e non solo perch\u00e9 si vota). Sfortunatamente nella societ\u00e0 dello spettacolo questa regola non si applica. Si comincia da piccoli: la televisione \u00e8 piena di mostriciattoli incolpevoli, pettinati da gente malvagia, che cantano, ballano e imitano Biscardi. Il successo strepitoso di questo circo Barnum non \u00e8 dovuto alla bravura con cui Jessico, di soli sette anni, imita Aldo Biscardi, ma al solo fatto che lo faccia, tenero e inconsapevole (e indotto da genitori e autori tutti maggiorenni e quindi punibili, ma purtroppo impuniti).<\/p>\n<p>Ecco, ho l&#8217;impressione che uno schema simile si applichi a tutte le forme di creativit\u00e0 alle quali qualcuno appiccica l&#8217;aggettivo giovane. La giuria del &#8220;Concorso internazionale per giovani autori Santa Genuflessa &#8211; o anche Arci, se preferite&#8221; (limitato agli under 30) non si aspetta di sentire qualcosa di straordinario, e non lo cerca nemmeno. Gli basta ascoltare cose decorose, sufficienti, possibilmente derivative per non dire banali: &#8220;sono giovani, si faranno&#8221;, &#8220;il talento va coltivato&#8221;, &#8220;ha delle grandi possibilit\u00e0&#8221;. Idem per l&#8217;arte figurativa: i quadri di &#8220;giovani artisti&#8221; non devono essere belli; basta che siano: sono &#8220;giovani&#8221;. E i film? Ho visto film sbagliati, mal scritti e mal girati ma di giovani autori (talvolta quasi cinquantenni), e in quanto tali definiti &#8220;interessanti&#8221;, &#8220;degni di nota&#8221;, &#8220;che lasciano intravedere un grande talento&#8221;, &#8220;acerbi ma espressivi&#8221;.<\/p>\n<p>Questa ipocrisia provoca molti effetti negativi: insospettisce alcuni &#8211; tra cui me, crea una falsa categoria che non \u00e8 mai esistita (per accertarsene basta leggere le biografie di artisti di ogni tempo: spesso le cose pi\u00f9 belle sono proprio &#8220;opere giovanili&#8221;) ma soprattutto spinge i giovani a fare cose brutte, sciatte e prevedibili proprio perch\u00e9 giovani e quindi non punibili. Ragazzi, fatevi due conti: Hendrix \u00e8 morto a ventisette anni, e anche Tim Buckley; Jim Morrison a ventotto e Caravaggio a trentasette. I Sex Pistols avevano vent&#8217;anni nel &#8217;77 e i Clash poco di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ecco: umilmente proporrei di limitare la dicitura &#8220;giovane&#8221; agli artisti minorenni, e una volta compiuti i diciotto si dica cantante, regista, pittore, attore: insomma scatti la punibilit\u00e0. Se poi sei fantastico non voglio nemmeno sapere quanti anni hai; se invece fai cacare fai cacare comunque &#8211; perfino se hai vent&#8217;anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche anno fa ho parlato in questa pagina dell&#8217;essere giovani, sfottendo un po&#8217; quegli attempati signori che invece di godersi i previlegi dell&#8217;et\u00e0 si sbattono come bestie nel tentativo di apparire giovani, o quantomeno pi\u00f9 giovani. 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