{"id":220,"date":"2003-09-26T15:59:25","date_gmt":"2003-09-26T14:59:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2003\/09\/26\/minimo-tre-chili\/"},"modified":"2003-09-26T15:59:25","modified_gmt":"2003-09-26T14:59:25","slug":"minimo-tre-chili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/minimo-tre-chili\/","title":{"rendered":"Minimo tre chili"},"content":{"rendered":"<p>All\u2019inizio la musica era nell&#8217;aria e basta: non si scriveva, n\u00e9 si registrava ma si suonava e cantava. Sentivi una canzone, ti piaceva e la facevi tua. Il concetto stesso di autore era infatti molto diverso: si poteva sostenere di aver \u201cinventato\u201d una melodia, ma questa veniva naturalmente modificata dalla memoria degli altri interpreti, che diventavano a loro volta autori cambiandola a loro gusto (o a loro poca memoria). La musica passava di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, e per sentire una canzone non si poteva chiamare Radio Souffl\u00e9 e chiederla ma bisognava ricordarla e cantarsela &#8211; o conoscere qualcuno che la sapesse.<\/p>\n<p>La nascita della riproduzione cambia tutto; non solo diventa possibile possedere e ascoltare all\u2019infinito musica registrata, ma anche scegliersi l\u2019esecuzione  pi\u00f9 attraente. Il tenore Enrico Caruso divent\u00f2 una grandissima star proprio grazie al fatto che registrava i dischi (che allora erano a 78 giri e duravano poco pi\u00f9 di tre minuti per parte) consentendo a chiunque di avere Caruso che cantava in salotto. Il limite di tre minuti imposto da quel formato caus\u00f2 la nascita della canzone come la conosciamo noi oggi. Il 45 giri, nato negli anni \u201850, ha pi\u00f9 o meno la stessa durata e infatti il rock\u2019n\u2019roll ha come forma unica la \u201c3 minutes song\u201d: \u00e8 il primo genere che nasce gi\u00e0 adatto per la tecnologia che lo diffonder\u00e0.<\/p>\n<p>E\u2019 solo negli anni \u201860 che arriva il long playing, chiamato cos\u00ec proprio per contrapporlo alla brevit\u00e0 del 45 giri. All\u2019inizio si trattava di raccolte di singoli (un sistema interessante e attuale: si pubblicavano 10 singoli e quindi si raccoglievano su un album); poi, intorno al 1970, si inizia ad esplorare la possibilit\u00e0 di usare i 40 minuti concessi dall\u2019lp per creare musica diversa, sia per formato che per concezione. Di quel periodo (un tempo strano, di progressive rock e di sperimentazioni in molti generi, dal jazz al soul) restano alcune pietre miliari: The Dark side of the Moon, per esempio, che viene pensato come un\u2019opera unica di 40 minuti che infatti i Pink Floyd eseguono dal vivo integralmente. Oppure Hot Buttered Soul di Isaac Hayes, un album di soli tre pezzi tra cui l\u2019immortale \u201cBy the time I get to Memphis\u201d di 19 minuti.<\/p>\n<p>Nell\u201984 arriva il CD che contiene fino a 79 minuti di musica. Mentre l\u2019industria ammucchia soldi ristampando gli lp su cd e rivendendoci l\u2019inverosimile (ma senza costi industriali), gli artisti iniziano a misurarsi con questo nuovo formato &#8211; con esiti deludenti, e si pu\u00f2 capire. Infatti ai tempi dei singoli era facile: un pezzo buono, una B side (spesso bella quanto e pi\u00f9 della A) e via. Con l\u2019LP le cose si complicavano e di brani ce ne volevano 7\/8, ma niente in paragone al CD, che ne contiene 15\/20. Quand\u2019\u00e8 stata l\u2019ultima volta che tu (o mio lettore) hai comprato un CD con dentro 15 pezzi buoni? 10? 7? 5? Raro. Il CD \u00e8 sempre rimasto un grosso LP, col doppio della musica ma lo stesso numero di brani buoni (e in pi\u00f9 la beffa delle bonus tracks).<\/p>\n<p>Internet riporta il problema alla \u201c3 minutes song\u201d; pochi si scaricano un intero CD, ma solo i brani che funzionano. Una cosa impensabile ai tempi dei Pink Floyd, una regola durissima per artisti meno immediati (che per\u00f2 hanno altri enormi vantaggi dalla rete) ma purtroppo un dovere nell\u2019epoca dei CD pieni di fuffa inutile. Ecco perch\u00e9 sorprende il recente appello contro la vendita online di singoli brani, sulla base che il CD \u00e8 un\u2019opera unica e indivisibile e va comperata intera; un appello perdipi\u00f9 fatto da artisti (Linkin Park, Metallica, Green Day e Red Hot Chili Peppers). Ma come: in passato sui nuovi formati sono nati dei generi (e l\u2019LP fu salutato come strumento di libert\u00e0 da un\u2019intera generazione) e adesso col medium pi\u00f9 libero che esista tu mi resti incollato al CD e al tuo fuffame? Considerando per\u00f2 i bei nomi promotori e l\u2019indice ciccia\/fuffa dei loro cd, mi pare chiaro che siamo di fronte ad un tipico caso di creavidit\u00e0, disturbo tipico di certi artisti nel terzo millennio.<\/p>\n<p>La notizia \u00e8 qui: <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.antimusic.com\/news\/03\/july\/item3.shtml\">www.antimusic.com\/news\/03\/july\/item3.shtml<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All\u2019inizio la musica era nell&#8217;aria e basta: non si scriveva, n\u00e9 si registrava ma si suonava e cantava. Sentivi una canzone, ti piaceva e la facevi tua. 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