{"id":218,"date":"2003-06-26T16:02:08","date_gmt":"2003-06-26T15:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/avvisi\/2003\/06\/26\/le-porga-la-chioma\/"},"modified":"2003-06-26T16:02:08","modified_gmt":"2003-06-26T15:02:08","slug":"le-porga-la-chioma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/le-porga-la-chioma\/","title":{"rendered":"Le porga la chioma?"},"content":{"rendered":"<p>Mi pare evidente: pochi italiani sono patriottici &#8211; per fortuna. Io per esempio non lo sono affatto. L&#8217;Italia mi piace, mi diverte, sono perfino buffamente fiero di esserci nato e, soprattutto quando sono all&#8217;estero, ne apprezzo l&#8217;inventiva e l&#8217;estro; ma patriottico proprio no. L&#8217;Italia infatti mi delude, e mi fa anche incazzare molto; per molti versi \u00e8 un paese ridicolo, governato da una classe dirigente mediocre (di destra e di sinistra), e non credo che il mondo sarebbe un posto migliore se fosse pi\u00f9 simile all&#8217;Italia: penso esattamente il contrario. Diciamo che aderisco alla mia Patria in modo obliquo, critico e distaccato &#8211; come la maggior parte di noi italiani ed europei.<\/p>\n<p>Ho scoperto il patriottismo a 19 anni, durante un lungo periodo trascorso in Australia (grazie ad uno scambio culturale: la vita \u00e8 strana). All&#8217;epoca c&#8217;era una campagna pubblicitaria del governo locale proprio su questo: affissioni, spot radiotelevisivi, riferimenti nei programmi tv (simili nel tono alla attuale campagna antifumo in Italia) e tutto un tripudio di bandiere, adesivi, giocattoli che invitavano al patriottismo, all&#8217;Australian Pride &#8211; l&#8217;Orgoglio di essere Australiani. Io ero guaglione ma gi\u00e0 arzillo e, assai sorpreso, ho chiesto: &#8220;In che senso orgogliosi? Perch\u00e9? A che serve?&#8221; La risposta che ho ottenuto mi ha illuminato: &#8220;Questo \u00e8 un paese giovane, fatto di persone di nazionalit\u00e0 diverse (quelli di discendenza non anglo allora li chiamavano &#8220;etnici&#8221; e anch&#8217;io ero etnico, con mio grande divertimento) e queste campagne servono a cementare l&#8217;unit\u00e0 nazionale&#8221;. Solo qualche anno dopo ho capito che questa filosofia veniva da un altro paese, altrettanto giovane e sprovveduto: gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Gli Usa sono gli indiscussi campioni del mondo di Patriottismo, e con la guerra in Iraq si sono scatenati. Basta farsi un giro su Internet e si trovano milioni di immagini, sfondi scrivania, nastri, magliette e altro materiale che sostiene, oltre alla giustezza della guerra totale, l&#8217;orgoglio Americano: si va dalla camicia &#8220;American pride&#8221; con bandierone sul retro, alla fantastica toppa &#8220;Freedom is not free&#8221; (che vuol dire s\u00ec &#8220;la libert\u00e0 non \u00e8 gratis&#8221;, ma anche &#8220;la libert\u00e0 non \u00e8 libera&#8221;, che oggi mi pare almeno altrettanto vero) fino alla T Shirt che dice: &#8220;First Iraq, then France! then Germany (again), then Korea (again): will they never learn.&#8221; (prima l&#8217;Iraq, poi la Francia, poi la Germania (di nuovo), poi la Corea (di nuovo): non impareranno mai.)<\/p>\n<p>Ve le immaginate voi le stesse cose in Italia? Una tazza tricolore con\u00a0 sopra scritto &#8220;Orgoglio Patrio?&#8221; Le pernacchie si sprecherebbero. E a ragione; perch\u00e9 noi siamo un paese civile, evoluto, con una lunga storia alle spalle. Una storia &#8211; anche recente &#8211; che ci ha insegnato, mi pare per bene, una lezione: se tu pensi di essere il massimo, \u00e8 automatico che gli altri siano di meno (a volte quasi niente); se pensi che il tuo modello sia davvero il migliore (e questo lo pensano perfino i pacifisti americani pi\u00f9 militanti: dal mito dei Padri Fondatori non si scappa) non meraviglia che poi qualcuno lo esporti a suon di randellate dove gli pare e piace. Se sei convinto che il tuo sia il migliore dei luoghi possibili, \u00e8 ovvio che gli altri sono peggiori: per accertarsi di quest&#8217;idea basta fare due chiacchiere con un turista americano in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Sono molto orgoglioso dei miei compatrioti italici che, in larga maggioranza, hanno un atteggiamento prudente e distaccato rispetto alla Patria, non si riempiono la testa di retorica scema e dannosa e si rifiutano, malgrado i ripetuti inviti, di cantare l&#8217;orrendo &#8220;Elmo di Scipio&#8221;. Che se devono proprio essere fieri di qualcosa scelgono un piatto tipico, un vino, una squadra, o tutt&#8217;al pi\u00f9 una zona geografica (come per me la Sicilia). Che la bandiera italiana la tirano fuori quando gioca l&#8217;Italia ma poi la rimettono subito via. Che sono campioni di critica feroce verso se stessi e il loro paese, come se sapessero che i loro pregi sono proprio i loro difetti e viceversa. Bravi: sono fiero di voi, di noi, di me.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi pare evidente: pochi italiani sono patriottici &#8211; per fortuna. Io per esempio non lo sono affatto. L&#8217;Italia mi piace, mi diverte, sono perfino buffamente fiero di esserci nato e, soprattutto quando sono all&#8217;estero, ne apprezzo l&#8217;inventiva e l&#8217;estro; ma patriottico proprio no. 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