{"id":21,"date":"2007-06-20T16:34:48","date_gmt":"2007-06-20T14:34:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2007\/06\/20\/la-bella-melodia-di-una-volta\/"},"modified":"2007-06-20T16:34:48","modified_gmt":"2007-06-20T14:34:48","slug":"la-bella-melodia-di-una-volta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/la-bella-melodia-di-una-volta\/","title":{"rendered":"La bella melodia di una volta"},"content":{"rendered":"<p>Torno sull&#8217;argomento &#8220;La bella canzone di una volta&#8221; (titolo di una stupefacente canzone degli Elio e le Storie Tese) dopo aver assistito a una bella lezione di Walter Prati dedicata al suo modo di fare musica. Una delle osservazioni fatte da Walter mi sembra utile per tutti: &#8220;Una volta nei film c&#8217;era lo spazio per la melodia, mentre oggi lo stile di montaggio \u00e8 molto pi\u00f9 adatto al Sound Design, e spesso la musica \u00e8 composta di nuclei pi\u00f9 brevi, di immagini sonore piuttosto che di temi veri e propri.&#8221; Naturalmente si trattava di una considerazione tecnica, senza rimpianti: la musica elettronica, di qualunque matrice, \u00e8 da sempre pi\u00f9 sound design che melodia, quindi questa convergenza sembra molto naturale e tempestiva.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 noto la musica si compone di quattro elementi: melodia, armonia, ritmo e timbro &#8211; tradizionalmente in quest&#8217;ordine. Tant&#8217;\u00e8 che alla Siae gli bastano la melodia e un accenno di armonia per consentire l&#8217;attribuzione di un&#8217;opera. E&#8217; altrettanto noto che il secolo scorso \u00e8 stato anche definito il secolo del timbro; mai come nel ventesimo secolo questo elemento ha subito una vera rivoluzione in tutti i generi musicali, molti dei quali si differenziano tra loro anche per un diverso suono: penso ai sottogeneri del Metal &#8211; ma anche a Hendrix o Sun Ra. Non solo, ma il 99% della ricerca tecnologica in campo musicale riguarda il timbro; nuove forme di sintesi, filtri e modulatori sempre pi\u00f9 adatti all&#8217;uso in tempo reale, algoritmi di compressione in grado di alterare radicalmente la dinamica: &#8220;come suona&#8221; sta diventando tanto importante quanto &#8220;cosa suona&#8221;.<\/p>\n<p>Meno detto, ma altrettanto ovvio, \u00e8 che buona parte del secolo scorso potrebbe essere definito l&#8217;era del ritmo. Prima il Jazz, e la Classica (quella pi\u00f9 pop, come Bartok o Stravinskij), poi il Rock&#8217;n&#8217;roll, il Rhythm&#8217;n&#8217;blues, la Disco, il sequencing digitale &#8211; che per la prima volta piega il ritmo al volere del compositore, consentendo una raffinazione negli incastri impossibile prima (ha fatto in tempo a accorgersene anche Frank Zappa, che ha usato il Synclavier proprio per ottenere timbri e ritmi impossibili in natura). E l&#8217;Hip hop che, grazie alla quantizzazione variabile consentita da alcune batterie elettroniche, esplora nuove aree negli incastri del Funk. E poi la grande famiglia della House, della Techno: si potrebbe sostenere che la cassa in quattro sia il blues del terzo millennio, un terreno comune nel quale convivono Gigi D&#8217;Agostino e Aphex Twin, DJ Molella e Thomas Fehlmann &#8211; insomma dei maranza senza piet\u00e0 e quelli che vengono considerati raffinati compositori elettronici.<\/p>\n<p>Quindi che la musica da film, e il montaggio cinematografico, si siano evoluti non solo a me non dispiace, ma mi pare giusto e inevitabile. Il cinema \u00e8 un&#8217;arte pop molto sensibile agli stimoli della contemporaneit\u00e0. E&#8217; vero che al cinema non si sentono pi\u00f9 le lunghe melodie di una volta; ma nel mondo non ci sono pi\u00f9 quelle melodie. Al cinema invece, si sentono sempre pi\u00f9 spesso fantastici lavori di integrazione di effetti, colonne di dialogo e musica: composizioni moderne dove il timbro (che nel cinema forse potrebbe essere la fotografia) e il ritmo &#8211; che certamente \u00e8 il montaggio &#8211; diventano elementi sostanziali nella qualit\u00e0 di un film; non \u00e8 un caso che il direttore della fotografia e il montatore siano diventati coautori a pieno titolo. Un musicista di questo genere \u00e8 Angelo Badalamenti, genio assoluto nello scrivere immagini sonore moderne. Naturalmente, per chiunque la rimpiangesse, la colonna sonora anni &#8217;50 sopravvive in certa cinematografia passatista, sviolinante e piovana. Ma nessun autore ha i denti che avevano Morricone e Rota, col risultato che la bella melodia di una volta resta quella di una volta: peraltro ancora ben godibile nei film di una volta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torno sull&#8217;argomento &#8220;La bella canzone di una volta&#8221; (titolo di una stupefacente canzone degli Elio e le Storie Tese) dopo aver assistito a una bella lezione di Walter Prati dedicata al suo modo di fare musica. 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