{"id":1959,"date":"2025-05-30T18:51:08","date_gmt":"2025-05-30T16:51:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1959"},"modified":"2026-01-30T18:52:39","modified_gmt":"2026-01-30T16:52:39","slug":"indietro-veloce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/indietro-veloce\/","title":{"rendered":"Indietro veloce"},"content":{"rendered":"<p>Scusate, chi frequenta questa pagina sa che qui non si parla di politica, non direttamente. Cercher\u00f2 di non farlo neanche stavolta anche se temo che un pochino ce ne sar\u00e0, non vi arrabbiate. Comunque la pensiate vi sarete accorti che nel mondo si va affermando una tendenza fortemente neo-conservatrice, a qualcuno piace, a altri no ma mi pare un dato incontrovertibile. Parte delle nuove strategie di questi politici consiste nello smantellare leggi, provvedimenti e pratiche consolidate per &#8220;rinnovare, snellire, risparmiare&#8221; ma anche per eliminare cose che vengono considerate superflue o perfino dannose: enti, istituzioni, parti della burocrazia, centri di potere culturale e via dicendo. Lo fa Trump negli USA, lo fa il nostro governo. Non voglio discutere se queste politiche siano giuste o sbagliate, ognuno la pensa come crede &#8211; finch\u00e9 ci sar\u00e0 permesso. Il punto \u00e8 un altro: che c&#8217;entra tutto questo con Rumore?<\/p>\n<p>Una delle funzioni della cultura Pop dal dopoguerra in poi \u00e8 stata di trasportare delle idee, delle etiche, dei comportamenti. Un buon esempio \u00e8 il pacifismo, ma potrei farne moltissimi altri. Quando negli anni &#8217;60 sull&#8217;onda del conflitto in Vietnam scendono in piazza milioni di giovani per dissentire, lo fanno anche perch\u00e9 sono stati informati sulla situazione attraverso la musica. Quello che accomuna queste persone non \u00e8 solo il ripudio della guerra: c&#8217;\u00e8 tutto un universo di ideali e utopie (alcune delle quali sballate), una visione del mondo e del futuro. Moltissime delle grandi idee di fine secolo scorso sono nate in quel momento, da quel modo di pensare. L&#8217;ecologia per esempio, che esisteva gi\u00e0 ma che \u00e8 diventata centrale e nel tempo ha indotto profondi cambiamenti nel comportamento delle persone. L&#8217;attuale attenzione al cibo e alla sua naturalit\u00e0 pure viene da l\u00ec. Per non dire di Internet: l&#8217;idea che si basasse su una struttura aperta, condivisa e libera (i fattori fondamentali che ne hanno determinato la diffusione) nasce proprio dalla controcultura. Non \u00e8 un caso che molti dei primi visionari della tecnologia digitale siano cresciuti nello spirito degli anni &#8217;60. L&#8217;esempio classico \u00e8 Steve Jobs (perfino consumatore di LSD) ma la lista \u00e8 lunga.<\/p>\n<p>Da sempre la musica Pop \u00e8 stata un luogo accogliente per le minoranze, ne scrivevo il mese scorso a proposito delle comunit\u00e0 LGBTQ+. Ma il discorso \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e complesso, e non riguarda solo l&#8217;orientamento sessuale: emarginati, disadattati di ogni tipo, autistici non diagnosticati, irregolari, donne indomite, gente con un talento grande quanto il proprio disagio &#8211; li conoscete tutti, e molti vi piacciono (Attenzione: omosessualit\u00e0 e disagio mentale non hanno niente in comune, se non essere ambedue storicamente considerate irregolarit\u00e0). Purtroppo negli ultimi anni questo aspetto \u00e8 diventato preminente, e paradossalmente ridicolo. Mentre il disagio di Jan Curtis, assai evidente, era implicito nella sua poetica, oggi la prima cosa che un &#8220;artista&#8221; ci comunica \u00e8 la natura del suo problema: mi bullizzavano, ho l&#8217;ADHD. Per\u00f2 \u00e8 innegabile che generi come il Punk, la Disco, la cultura Rave\/Techno o l&#8217;Industrial siano stati anche zone rifugio per menti e comportamenti assai irregolari. Mentre scrivo cerco di compilare a mente una lista di artisti Pop a vario titolo appartenenti a questa categoria ma mi pare pi\u00f9 semplice fare il contrario: forse gli ABBA non avevano disagi, ma quasi sicuramente mi sbaglio. C&#8217;\u00e8 un ulteriore aspetto che ci riguarda, e cio\u00e8 la &#8220;sperimentazione&#8221;. Mi riferisco a tutte quelle forme di espressione che battono territori inesplorati, che immaginano e ricercano (talvolta senza trovare) nei luoghi pi\u00f9 arditi della creativit\u00e0. Nel teatro, nelle arti digitali ma anche musica, cinema e radio. Esperimenti a volte costosi, spesso finanziati con soldi pubblici (e notoriamente in certi casi oggetto di clientelismi medievali) che per\u00f2 sono spesso stati laboratori di idee, talenti e scenari futuri. L&#8217;esempio insuperabile in Italia \u00e8 Carmelo Bene.<\/p>\n<p>Tutta questa cultura, e la societ\u00e0 cresciuta coi suoi valori, oggi viene messa in discussione, dal pacifismo all&#8217;ecologia (definite &#8220;utopie hippie&#8221;), dalla controcultura (punita, emarginata e ridicolizzata) alla sperimentazione: roba da ricchi radical chic. Perch\u00e9 buttare soldi pubblici per studiare minoranze etniche o orientamenti sessuali, finanziare artisti oscuri, produrre musiche noiosissime o costose opere teatrali innovative che piacciono a quattro gatti quando abbiamo Goldoni e Eduardo, Mogol e Tozzi? Perch\u00e9 investire nel nuovo o nel diverso? Decida il pubblico (cio\u00e8 il mercato) cosa piace. Il problema che intravedo non riguarda noi ma chi verr\u00e0 dopo. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che senza Stockhausen (i cui lavori fondamentali sono stati prodotti dalla WDR, radio pubblica tedesca) non ci sarebbero stati i Kraftwerk, senza di loro non esisteva l&#8217;Electro, poi la Techno e via dicendo, per i nostri figli chi ci sar\u00e0? Il nipote di Fiorello?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scusate, chi frequenta questa pagina sa che qui non si parla di politica, non direttamente. Cercher\u00f2 di non farlo neanche stavolta anche se temo che un pochino ce ne sar\u00e0, non vi arrabbiate. 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