{"id":1955,"date":"2025-04-07T17:22:21","date_gmt":"2025-04-07T15:22:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1955"},"modified":"2026-01-07T17:28:27","modified_gmt":"2026-01-07T15:28:27","slug":"alla-lettera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/alla-lettera\/","title":{"rendered":"Alla lettera"},"content":{"rendered":"<p>Una delle tecniche di persuasione diventate popolari negli ultimi anni consiste nel creare allarme tra la popolazione per ottenere consensi. Non \u00e8 una strategia nuova ma di recente ha raggiunto vette stratosferiche, dall&#8217;invasione di immigrati (con la creazione del nuovo esilarante insulto &#8220;immigrazionista&#8221;) alla sicurezza nelle citt\u00e0 fino alla denatalit\u00e0, che negli anni &#8217;70 sarebbe stata definita progresso, essendo la sovrappopolazione l&#8217;allarme diffuso all&#8217;epoca. Il vero fuoriclasse del genere \u00e8 ovviamente Donald Trump: proclamare che gli immigrati si mangiano gli amati animali domestici \u00e8 quasi imbattibile. Uno degli allarmi preferiti dagli allarmisti, anche questo non nuovo, ci riguarda direttamente: i testi delle canzoni che traviano i giovani, proponendo modelli di comportamento sbagliati e pericolosi. Un allarme propagato con veemenza anche dai media che dibattono, analizzano, denunciano e combattono: difendiamo i nostri poveri figli da Tony Effe. Essendo un antico e attento ascoltatore di canzoni (come molti di voi) ho qualche considerazione sul tema.<\/p>\n<p>Innanzitutto una domanda: qualcuno di voi ha mai preso alla lettera i testi delle canzoni che ascoltava? Ci penso da un po&#8217; e francamente non mi pare. Ho sempre interpretato quei testi come invenzioni poetiche, immagini utili a suggerire uno stato d&#8217;animo piuttosto che un libretto delle istruzioni per vivere. Aggiungerei che questo vale anche per altre due forme d&#8217;arte che ho molto frequentato, cinema e letteratura. Ho letto Conrad ma non sono partito per il Congo, ho visto <em>The Fast &amp; the Furious<\/em> ma ho continuato a guidare come al solito. Ho anche sentito proprio negli anni dello sviluppo (quando si andava definendo la mia identit\u00e0 di persona e di maschio) la frase: &#8220;Dove sei stata, cos&#8217;hai fatto mai? Una donna, donna dimmi: cosa vuol dir sono una donna ormai? Io non conosco quel sorriso sicuro che hai, non so chi sei, non so pi\u00f9 chi sei, mi fai paura oramai purtroppo&#8221; (Mogol, <em>La Canzone del Sole<\/em>, 1971). Ma non mi \u00e8 mai venuto in mente di ripeterla, nemmeno con parole mie. Ho capito che si trattava di una metafora, sicuramente goffa e sbagliata, per descrivere un sentimento (scadente e pernicioso, se lo chiedete a me). Similmente, quando ho sentito <em>Anarchy in UK<\/em> o il Gangsta Rap non li ho interpretati alla lettera. Giustamente: nessuno oggetto artistico che valga qualcosa va interpretato letteralmente. Solo un ignorante immaginerebbe il <em>Don Chisciotte<\/em> o <em>Natural Born Killers<\/em> come manuali d&#8217;uso del mondo. La Cappella Sistina non ha niente a che fare con la realt\u00e0 proprio come <em>Kill &#8217;em all<\/em>, <em>La Dolce Vita<\/em>, <em>I Promessi Sposi<\/em>, le sculture egizie, <em>Short People<\/em> o <em>Pulp Fiction<\/em>. E se non credo che gli antichi egizi vivessero sempre di profilo come nei bassorilievi, cos\u00ec interpreto <em>Il Pasto Nudo<\/em> (o <em>Le 120 giornate di Sodoma<\/em>) come una visione, la rappresentazione di un concetto, un&#8217;idea, un mondo fantastico, e non un catalogo di ignominie da emulare con metodo.<\/p>\n<p>Curiosamente per\u00f2 tra le varie forme ci sono standard diversi. Quando nel &#8217;74 usc\u00ec <em>Il Giustiziere della Notte<\/em> ci furono delle polemiche, magari pure giustificate. Nel film l&#8217;attore Charles Bronson \u00e8 un architetto che a seguito dell&#8217;uccisione della moglie e lo stupro della figlia diventa vigilante, ammazza i malviventi e diventa un eroe popolare, tant&#8217;\u00e8 che alla fine non l&#8217;arrestano ma lo lasciano libero &#8211; anche per poi fare i ben cinque sequel, numerati in sequenza. Si tratta di un film a altissimo rischio di emulazione, specie in un paese come gli USA dove le armi sono facilmente reperibili. Eppure alla fine \u00e8 valsa la regola di cui parlavo sopra: racconta uno stato d&#8217;animo (probabilmente diffuso), non spiega come farsi giustizia da soli. Come mai questa regola non vale anche per la musica? Chi l&#8217;ha detto che un&#8217;opera d&#8217;arte \u00e8 necessariamente autobiografica e aderente alla realt\u00e0? Se questo vale per Tarantino, perch\u00e9 non per gli NWA o Tony Effe? (S\u00ec, fa impressione anche a me metterlo nella stessa frase.)<\/p>\n<p>Dice: ma se poi qualche giovane prende alla lettera le canzoni di Tony? &#8220;Voglio una glock per fare fuori i miei mostri di notte, Stupidi cops fanno domande, ma non ho risposte (&#8230;) Lavandini d&#8217;oro giallo a casa come I narcos, a quindici anni avevo gi\u00e0 la piazza di spaccio&#8221;. Certo, come nel caso della Bibbia (libro chiaramente simbolico, non letterale) ci sar\u00e0 qualche fesso a cui sembreranno istruzioni da prendere letteralmente. Ma, come nel caso della Bibbia, saranno una sparuta minoranza di rozzi ignoranti, forse figli di gente che ha scarsa dimestichezza coi libri, il teatro e l&#8217;arte in generale. L&#8217;ennesima dimostrazione che la cultura serve, tra l&#8217;altro, a capire la cultura (bella e brutta) e collocarla al posto giusto. Certo, se l&#8217;ultimo libro che hai letto (male) \u00e8 il sussidiario delle medie, poi \u00e8 facile che non distingui, non capisci e, per ottenere consensi, fai spaventare altra gente ignorante come te &#8211; che per\u00f2 purtroppo nel 2025 \u00e8 quasi la maggioranza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle tecniche di persuasione diventate popolari negli ultimi anni consiste nel creare allarme tra la popolazione per ottenere consensi. 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