{"id":193,"date":"2008-11-20T19:25:33","date_gmt":"2008-11-20T17:25:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/altsex\/?p=14"},"modified":"2023-11-26T17:04:23","modified_gmt":"2023-11-26T15:04:23","slug":"low-fi-porno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/low-fi-porno\/","title":{"rendered":"Low-Fi Porno"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-8\" src=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/as1108.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/>L&#8217;erotismo \u00e8 da sempre un fatto soggettivo e personale. Tant&#8217;\u00e8 che tra le principali obiezioni da sempre rivolte alla pornografia tradizionale c&#8217;era proprio l&#8217;oggettivizzazione dello sguardo, che non lasciava margine all&#8217;immaginazione &#8211; oggi si direbbe all&#8217;interattivit\u00e0. Il crudo primo piano genitale serviva a certificare l&#8217;avvenuta penetrazione e quindi l&#8217;appartenenza al genere Hardcore. La durata della performance, i vari cambi di posizione, le espressioni facciali e in molti casi il sonoro, venivano delegati al montaggio &#8211; esattamente come nel cinema. Nessuno pensa che la strage de Il Mucchio Selvaggio di Sam Peckinpah sia stata girata in tempo reale: lo stesso vale per il cinema porno degli anni &#8217;70 e &#8217;80. Con l&#8217;avvento del digitale le cose iniziano a cambiare: nascono nuovi generi, come il Point of view o il Gonzo porn, impossibili da realizzare con le cineprese. Ma, com&#8217;\u00e8 noto, negli anni &#8217;90 succedono altre cose fondamentali nella vicenda del porno: arriva Internet, si diffondono i computer, le cineprese, le webcam. A fianco della pornografia industriale ne nascono altre due: una pi\u00f9 agile, assai simile a certe aziende della new economy: 2\/3 persone che fanno tutto, e il cui marchio di fabbrica di solito \u00e8 uno stile. E poi l&#8217;esercito degli Amateur, i dilettanti, che vogliono esserci e finalmente possono.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che queste persone hanno iniziato a produrre materiale assai diverso dal solito, sia per genere di regia (per esempio niente pi\u00f9 dettaglioni splatter ma inquadrature larghe e lunghe, per certificare la realt\u00e0 di quello che si filma) che di set: strade, auto, parchi, feste (come il famoso Mardi Gras di New Orleans), motel o cessi pubblici. In alcuni casi l&#8217;idea di fotografare o filmare viene a gioco gi\u00e0 iniziato, in altri l&#8217;immagine \u00e8 rubata con lo zoom. Comunque sia, sembra prevalere una regola: usare il mezzo pi\u00f9 agile, comodo e tascabile, non il pi\u00f9 evoluto &#8211; e la qualit\u00e0 non importa. In fondo, chi avrebbe mai creduto al video del pestaggio di Rodney King se fosse stato girato in alta definizione, con 4 telecamere e l&#8217;audio in stereo? E&#8217; anche la bassa qualit\u00e0 a certificarne l&#8217;autenticit\u00e0. Come sa benissimo chiunque abbia guardato una puntata di Real Tv su Italia 1: in certi casi non si vede quasi niente, ma \u00e8 proprio quel quasi che funziona: ci tiene sul bordo del divano e ci costringe a integrare quello che vediamo con quello che immaginiamo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/as1108-2.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"198\" \/>Molta pornografia amatoriale funziona proprio con lo stesso principio. La differenza tra un pompino eseguito da un&#8217;attrice porno in favore di camera, ben illuminata e col trucco rifatto e quello filmato in un vicolo buio col cellulare, \u00e8 la stessa che intercorre tra un inseguimento girato da Tony Scott e uno trasmesso da Real Tv. Nel primo caso ci rilassiamo e ci godiamo gli effetti speciali, gi\u00e0 sapendo il finale. Nel secondo invece stiamo bene attenti a cogliere tutto quello che l&#8217;immagine ci manda &#8211; e aggiungere quello che non c&#8217;\u00e8 &#8211; sapendo (o forse sperando) che potrebbe davvero succedere tutto (anche se poi Real Tv delude assai; ma c&#8217;\u00e8 sempre Youtube). Non solo, ma oggi piace molto il linguaggio low-fi, sappiamo distinguere una vera intercettazione telefonica da una ricostruita (anche proprio grazie alla qualit\u00e0) e riconoscere al volo l&#8217;immagine di una telecamera di sorveglianza (un genere di porno assai diffuso: immagini di gente che tromba per le scale dell&#8217;ufficio o nella stanzettina del Bancomat, intercettate dagli addetti alla sicurezza e sparate su Internet). Quindi per molti \u00e8 naturale ricercare lo stesso genere di emozione nel porno. La qualit\u00e0 di queste immagini \u00e8 spesso ai limiti dell&#8217;invisibilit\u00e0, e a volte al di sotto. E&#8217; una sorta di porno di Rorschach, dove ognuno vede quello che la sua mente gli suggerisce. Pornografia molto soggettiva quindi, e per questo forse anche un pochino sovversiva.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;erotismo \u00e8 da sempre un fatto soggettivo e personale. 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