{"id":1920,"date":"2024-09-03T13:54:58","date_gmt":"2024-09-03T11:54:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1920"},"modified":"2025-06-03T13:57:18","modified_gmt":"2025-06-03T11:57:18","slug":"le-parole-e-le-cose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/le-parole-e-le-cose\/","title":{"rendered":"Le parole e le cose*"},"content":{"rendered":"<p>La nostra nascente coscienza ecologica e la presa d&#8217;atto della possibile, forse imminente catastrofe ambientale, ci costringe a ripensare alle nostre abitudini e condiziona i nostri consumi. Mi pare un bel passo avanti: per secoli abbiamo utilizzato le risorse ambientali come se fossero infinite (un caso esemplare sono state le balene portate sull&#8217;orlo dell&#8217;estinzione: il loro grasso veniva perfino usato per l&#8217;illuminazione, un&#8217;idea folle e sconsiderata), mentre oggi alcune cose le abbiamo capite. La strada \u00e8 ancora lunga ma mi pare che la direzione sia quella giusta. Se n&#8217;\u00e8 accorta perfino la pubblicit\u00e0: ormai da diversi anni il claim &#8220;Lava pi\u00f9 bianco&#8221; \u00e8 stato sostituito da &#8220;Non nuoce all&#8217;ambiente&#8221;, segno evidente che noi consumatori siamo sensibili all&#8217;argomento. Sembra un&#8217;ottima notizia. Ovviamente oltre a consumare meglio dovremmo anche consumare meno ma questo \u00e8 un passaggio pi\u00f9 complesso, pi\u00f9 delicato: per secoli l&#8217;idea di progresso \u00e8 stata anche legata alla quantit\u00e0 dei consumi, delle merci disponibili. Il supermercato migliore \u00e8 quello con pi\u00f9 prodotti.<\/p>\n<p>Consumare meno \u00e8 pi\u00f9 difficile perch\u00e9 prevede un cambiamento nei nostri consumi, nelle nostre abitudini. Uno scoglio arduo da superare: \u00e8 pi\u00f9 facile cambiare detersivo che lavare i piatti (i panni o i propri denti) usando meno acqua. Sostituire l&#8217;automobile con una meno inquinante \u00e8 pi\u00f9 semplice che decidere di andare a piedi e usare i mezzi pubblici, o leggere attentamente le etichette dei prodotti per capire da dove arrivano. Riflettendoci \u00e8 chiaro che questa nuova coscienza ambientale \u00e8 un territorio inesplorato: mai in passato l&#8217;umanit\u00e0 si \u00e8 posta il problema delle risorse come oggi. Se lo pone la politica, l&#8217;industria, la societ\u00e0, l&#8217;arte, la cultura e la filosofia. \u00c8 un aspetto centrale della cultura contemporanea (malgrado l&#8217;ottusit\u00e0 di alcuni dinosauri negazionisti), un argomento con implicazioni infinite che potenzialmente riguardano la quasi totalit\u00e0 delle attivit\u00e0 umane &#8211; con alcuni risvolti profondi e una messa a punto lunga e complicata.<\/p>\n<p>L&#8217;animalismo \u00e8 un buon esempio: &#8220;Basta con gli animali usati per divertire: hanno una loro dignit\u00e0 e dei diritti&#8221; pare uno slogan interamente condivisibile. Curiosamente per\u00f2 l&#8217;internet \u00e8 piena di gattini buffi, quando propongo di correre il Palio di Siena in motorino mi insultano: perfino l&#8217;equitazione \u00e8 uno sport olimpico. Come dite? Il cavallo si diverte a saltare gli ostacoli? Anche io se stessi in galera mi divertirei a intrecciare ceste di vimini, ma potendo scegliere preferisco fare tutt&#8217;altro. Quindi circo equestre no, gattino si, motorino no, olimpiadi s\u00ec, morte al Foie gras, orsi liberi. Mi pare che siamo ancora in mezzo al guado.<\/p>\n<p>Non \u00e8 l&#8217;unico. Mi piace leggere e negli anni ho accumulato alcune decine di metri lineari di libri che prendono polvere, si nascondono, si perdono e ogni volta che cambio casa viaggiano in camion. Per\u00f2 sono &#8220;i miei libri&#8221;, una cosa preziosa, parte della mia storia, oggetti sublimi oltre che contenitori di idee. Molti sono saggi, spesso sottolineati. Se voglio ritrovare una frase devo cercare il libro, sfogliarlo velocemente e leggere tutte quelle evidenziate. Da circa 15 anni per il mio lavoro (che consiste anche nel leggere molto) ho iniziato a usare libri digitali, che hanno alcuni vantaggi: nel tablet al momento ne ho circa 3.000 che, essendo privi di peso, mi porto tutti sempre dietro ovunque vada. Posso saltare facilmente da un libro all&#8217;altro e se sottolineo una frase la ritrovo immediatamente: poi posso anche copiarla, salvarla, spedirla a mia nonna, mostrarla ai miei studenti o incollarla in un articolo (tra virgolette, citando l&#8217;autore). Il mio guado culturale insuperabile \u00e8 che se il libro mi piace spesso poi lo compro anche di carta, e magari con l&#8217;occasione lo rileggo. Eppure le parole sono parole, la carta \u00e8 solo il supporto, <em>Il Barone Rampante<\/em> scolpito su lapidi sarebbe scomodissimo da leggere ma pur sempre un capolavoro. Certo, i libri su uno scaffale posso guardarli e scorrerne i titoli ma alla fine diventano arredamento, magari buoni per fare colpo, ottimi per l&#8217;acustica di una stanza ma forse potrei vivere senza.<\/p>\n<p>Anche la musica \u00e8 stata nell&#8217;aria per millenni. Poi negli ultimi 120 anni \u00e8 diventata un oggetto, talvolta sublime pure lui. Mi ricordo quando, dopo aver risparmiato qualche mese, sono tornato a casa col mio primo box set, <em>Concert for Bangladesh<\/em>, (originale inglese, credo), 3 vinili pi\u00f9 booklet in un lussuoso scatolo di cartone pregiato che odorava di coolness. Certo, lo streaming e i file musicali odorano di tutto ma non di coolness, infatti se un disco mi piace tendo a comperare pure lui &#8211; quando esiste. Per\u00f2 inevitabilmente mi interrogo. Sul vinile, sui libri, le moto a benzina, il palio, il rally, il motocross e molto altro: cosa ne penseranno i bisnipoti dei miei nipoti? Far\u00e0 loro lo stesso effetto che fa a me scoprire che nell&#8217;800 l&#8217;olio di balena veniva usato come combustibile per l&#8217;illuminazione domestica?<\/p>\n<p>* Titolo rubato a un libro di Michel Foucault del 1966<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra nascente coscienza ecologica e la presa d&#8217;atto della possibile, forse imminente catastrofe ambientale, ci costringe a ripensare alle nostre abitudini e condiziona i nostri consumi. 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