{"id":19,"date":"2007-04-20T16:33:55","date_gmt":"2007-04-20T14:33:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2007\/04\/20\/15-minuti-di-coolness\/"},"modified":"2007-04-20T16:33:55","modified_gmt":"2007-04-20T14:33:55","slug":"15-minuti-di-coolness","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/15-minuti-di-coolness\/","title":{"rendered":"15 minuti di coolness"},"content":{"rendered":"<p>Come sappiamo molto bene, nella ricetta per un buon prodotto pop, oltre a un certo tipo di musica, di esecutore, ecc, c&#8217;\u00e8 un ingrediente assai elusivo e difficile da definire, che per\u00f2 spesso determina il successo o il fallimento dell&#8217;operazione: il suo grado di coolness (termine intraducibile se non con l&#8217;orribile ma utile &#8220;fico&#8221;, cio\u00e8 cool). E se sappiamo tutti che la coolness di Miles Davis o di Jim Morrison in qualche maniera discende dalla loro bravura, sappiamo anche che sono ormai decenni che le industrie del pop, cinema e musica in testa, si adoperano nel tentativo di serializzare la ficaggine di un certo tipo di cantante o attore &#8211; in qualche caso riuscendoci perfino. L&#8217;esempio pi\u00f9 ovvio sono le boy band, o certi attori biondi e intercambiabili che affollano la sterminata produzione cinematografica americana &#8211; solo parte della quale, grazie a Dio, arriva qui. La questione della coolness non \u00e8 affatto secondaria; ci sono intere decadi di storia della musica in cui questo elemento \u00e8 stato essenziale: Iggy Pop con la panza non sarebbe durato quarant&#8217;anni sulla breccia, e perfino un genio acclarato come Bob Dylan non rinuncia, a sessant&#8217;anni, al suo aspetto cool (secondo lui: quelli vestiti da cow boy non mi sono mai sembrati cool, bens\u00ec dei vaccari; d&#8217;altronde, \u00e8 noto, la coolness \u00e8 un concetto personale).<\/p>\n<p>All&#8217;inizio ci si limitava a puntare su artisti dotati di una naturale attraenza, valorizzandoli ma lasciandoli sostanzialmente inalterati: penso a Elvis, a Hendrix (altro grande genio attentissimo al vestiario) o ai Beatles. Certo che lo stile esisteva gi\u00e0 da prima, ma \u00e8 in questi anni che si precisano i termini della questione: la locandina de &#8220;il Selvaggio&#8221;, una delle pietre miliari della storia della coolness, fin da subito ha portato gente nei negozi di abbigliamento oltre che al cinema. Negli anni &#8217;60 l&#8217;industria discografica fa il primissimo tentativo, l&#8217;unico finora riuscito davvero, di serializzare e sistematizzare l&#8217;appeal dei propri artisti. Lo fa Berry Gordy alla Motown, creando un dipartimento &#8220;Stile e buone maniere&#8221; dove agli artisti (come Diana Ross o Stevie Wonder) veniva insegnato a vestirsi, a ballare, a stare sul palco e a comportarsi bene a tavola. Per tutti gli anni &#8217;60 gli artisti Motown spopolano, aiutati anche dalla rigorosa disciplina stilistica di Gordy: Michael Jackson \u00e8 cresciuto proprio dentro quella label.<\/p>\n<p>Le Major per molti anni hanno inseguito questo genere di status, senza mai arrivarci: negli anni &#8217;70, come scrive Zappa, &#8220;assumevano gente con capelli simili agli artisti, nella convinzione che tra loro si capissero&#8221;. Purtroppo per\u00f2 cos\u00ec non \u00e8 stato, e infatti dalla seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70, con Disco e Punk prima e New wave dopo, il mercato della coolness \u00e8 tornato nelle mani degli indipendenti, che sono stati da allora i veri talent scout della discografia. Poi, una volta stabilita una base di successo (e di credibilit\u00e0), si passa l&#8217;artista a una Major &#8211; meglio in grado di gestire i grandi numeri. Funziona cos\u00ec da trent&#8217;anni, o meglio ha funzionato cos\u00ec. Oggi infatti, grazie alla rete, la situazione \u00e8 profondamente cambiata &#8211; e la svolta \u00e8 interessante. La nuova parola chiave, naturalissima per i giovani ma inafferrabile per i direttori artistici e i pubblicitari, \u00e8 &#8220;virale&#8221;; un contenuto cio\u00e8 che circola sotto forma di link o file. Pu\u00f2 essere una canzone, un video o un blog, ma \u00e8 di fatto la prima forma di hit del terzo millennio: istantanea, planetaria, enormemente capillare e le cui ragioni di successo sono spesso incomprensibili, un po&#8217; com&#8217;\u00e8 stato all&#8217;inizio del rock&#8217;n&#8217;roll, o del punk. L&#8217;industria, per adesso, sta a guardare. Mi pare una buona notizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sappiamo molto bene, nella ricetta per un buon prodotto pop, oltre a un certo tipo di musica, di esecutore, ecc, c&#8217;\u00e8 un ingrediente assai elusivo e difficile da definire, che per\u00f2 spesso determina il successo o il fallimento dell&#8217;operazione: il suo grado di coolness (termine intraducibile se non con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-19","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-inloop"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7LwWR-j","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}