{"id":189,"date":"2008-08-21T18:41:25","date_gmt":"2008-08-21T16:41:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/altsex\/?p=85"},"modified":"2020-02-19T18:30:04","modified_gmt":"2020-02-19T16:30:04","slug":"meglio-il-libro-del-film","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/meglio-il-libro-del-film\/","title":{"rendered":"Meglio il libro del film"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/as808.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"538\" \/>Come sa chiunque abbia qualche curiosit\u00e0 sul tema, oggi \u00e8 possibile trovare porno di due generi. Da un lato c&#8217;\u00e8 quello classico con tettone, dimensioni impossibili e testosterone a vagoni; dall&#8217;altro ci sono gli Amateur, quelli che si fotografano come parte del gioco sessuale; la fotografia digitale naturalmente rende possibile questa seconda modalit\u00e0, pi\u00f9 contemporanea e costantemente in espansione &#8211; anche grazie alle nuove tecnologie, sempre pi\u00f9 piccole e sensibili. Naturalmente esistono moltissime aree di contatto tra i due mondi.<\/p>\n<p>Quindi si potrebbe sostenere che il porno del terzo millennio spinge verso la realt\u00e0, la cronaca, il documentario, mentre quello industriale, passatista, si basa sulla finzione, la recitazione, il montaggio, insomma Hollywood. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice. L&#8217;attenzione verso la realt\u00e0 infatti ha una storia assai pi\u00f9 antica, e esplode con la popolarit\u00e0 della cronaca (nera, ma anche rosa) negli anni &#8217;50. La quale ha sempre avuto come ingredienti il crimine (meglio se efferato), lo stile di vita (fastoso, o anche perverso e degradato) e la relazione tra i sessi (che fosse amore, turbine di passione o ambedue). Uno splendido esempio di questo stile di giornalismo resta il settimanale Cronaca Vera, circa 300.000 copie vendute, il cui nome \u00e8 gi\u00e0 un manifesto programmatico, e il cui richiamo principale \u00e8 proprio legato alla supposta verit\u00e0 della cronaca: &#8220;Sposina ingenua cede alle lusinghe telefoniche di un anonimo innamorato: denudata per strada dal marito che finge di essere l&#8217;amante&#8221;.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 negli anni &#8217;30 sesso, droga e perdizione andavano insieme, e c&#8217;\u00e8 tutta una biblio\/filmografia dedicata a questo genere. Il romanzo Marijuana, weed with roots in hell, 1935, promette di raccontare &#8220;Cosa succede ai Marijuana party: orge bizzarre, feste selvagge, passione senza freni!&#8221;. Ancora negli anni &#8217;70 il mito dell&#8217;autostoppista stonata e disponibile veniva perpetrato da film e fumetti che si proponevano come docu-drama, storie di vita vissuta, memoriali. The Swinger, nel numero di dicembre &#8217;70 titola: &#8220;Hippie trafficanti: mutandine e reggiseni ricolmi di hashish.&#8221;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/as808-2.jpg\" alt=\"\" width=\"253\" height=\"289\" \/>Anche il porno del boom economico, rigorosamente soft (c&#8217;era anche l&#8217;hard, ma sottobanco), aveva un approccio simile a Cronaca Vera, e il suo principale appeal consisteva nel raccontare luoghi esotici e comportamenti sessuali non abituali. Ecco i titoli di Vue, fine anni &#8217;50: &#8220;Esclusivo! Vergini del culto dell&#8217;amore di Bali&#8221;, &#8220;Tutto vero: ho assistito a un omicidio rituale!&#8221;, &#8220;Parla lo psicologo: la nuda verit\u00e0 sulle star pi\u00f9 nude&#8221;. Gli ingredienti ci sono tutti. Innanzitutto l&#8217;esotismo, sia di marca National Geographic che legato ai due luoghi del mito sessuale dell&#8217;epoca, Parigi e la Scandinavia. Kingsize (1975) titola: &#8220;Svezia, la zona erogena del pianeta&#8221;; Photo, qualche anno prima, ha uno speciale &#8220;Inside Capri, gay and daring resort&#8221;. Poi la vita vissuta: &#8220;Ho fatto strip tease a 16 anni&#8221;, &#8220;Confessioni di una donna stupratrice&#8221;. E infine il fasto, l&#8217;irraggiungibile, uno degli ingredienti dello show business ma anche una delle aree di scatenamento della psiche collettiva: Male Life (dei tardi &#8217;50, con Bettie Page in copertina) titola: &#8220;L&#8217;uomo che disse di no a Ava Gardner.&#8221;<\/p>\n<p>Un porno niente affatto soft, mi sembra, anzi. C&#8217;\u00e8 lo stesso scarto tra letteratura e cinema, e l&#8217;immaginazione \u00e8 uno strumento potentissimo. Insomma il porno tradizionale promette sesso esplicito, finzione, effetti speciali e un lieto fine; l&#8217;azione \u00e8 esterna e noi siamo osservatori. Questa pornografia invece, curiosamente simile a quella ipermoderna, suggerisce molto pi\u00f9 di quello che mostra, \u00e8 reale (o dice di esserlo) e si svolge perlopi\u00f9 nella nostra mente, che integra le parti mancanti secondo il nostro gusto. Pi\u00f9 interattiva insomma, o come direbbe McLuhan, pi\u00f9 calda: proprio come dovrebbe essere il porno, no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come sa chiunque abbia qualche curiosit\u00e0 sul tema, oggi \u00e8 possibile trovare porno di due generi. 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