{"id":1880,"date":"2023-06-01T15:45:00","date_gmt":"2023-06-01T13:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1880"},"modified":"2024-05-01T15:46:24","modified_gmt":"2024-05-01T13:46:24","slug":"il-corpo-nella-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/il-corpo-nella-mente\/","title":{"rendered":"Il corpo nella mente"},"content":{"rendered":"<p>Qualsiasi discorso che abbia a che fare con la forma del corpo si porta dietro una certa quantit\u00e0 di scorie, di polemica e perfino di sofferenza. Si parla molto di Body shaming, lo si denuncia, lo si combatte anche con iniziative forti. E se da un lato c&#8217;\u00e8 un totalitarismo sociale residuo ma tenace che registra qualsiasi scostamento dei corpi pubblici dalla &#8220;norma&#8221;, dall&#8217;altro si leggono dichiarazioni generiche dal suono vagamente fesso: la bellezza non esiste, siamo tutti belli e via dicendo. La questione \u00e8 pi\u00f9 complicata e non priva di implicazioni interessanti.<\/p>\n<p>Ovviamente la bellezza esiste. \u00c8 il frutto di un complicato incrocio tra cultura popolare, fattori estetici e geografici, che ci porta a considerare attraenti certe caratteristiche. Fino a pochi anni fa gli unici canoni di bellezza riguardavano il corpo femminile, e naturalmente rispondevano a criteri maschili: negli anni &#8217;70 andava il seno piccolo e il corpo esile, mentre negli &#8217;80 si portava la tetta tripla e il culo a mandolino. Naturalmente c&#8217;\u00e8 anche la bellezza maschile (celebrata nell&#8217;et\u00e0 classica) che per\u00f2 viene accettata culturalmente solo dagli anni &#8217;50 in poi. In uno spirito che \u00e8 allo stesso modo femminista e nazional-popolare si diffondono alcune pratiche &#8220;rovesciate&#8221;, dove cio\u00e8 il corpo maschile viene esibito come quello delle donne: lo stripper nei club l&#8217;8 marzo o certi programmi di Tv trash coi maschi unti in perizoma. Forme di &#8220;parit\u00e0&#8221; tra i generi, certo, ma una parit\u00e0 truffaldina che non contiene nessuna evoluzione della societ\u00e0. Ad affermare i canoni di bellezza del momento ci pensano il cinema, i social media, la pubblicit\u00e0 e la televisione che non hanno lo scopo di sovvertire gli stereotipi bens\u00ec di amplificarli: se in un film c&#8217;\u00e8 un attore\/attrice figo\/a, un certo tipo di pubblico lo\/la seguir\u00e0 pure per questo. Ovviamente per\u00f2 se questa persona poi smettere di essere figa, di solito perch\u00e9 prende peso, quel suo pubblico glielo far\u00e0 notare &#8211; talvolta in forma di Body shaming: gli standard sono inflessibili e nel 2023 riguardano tutti. Oggi anche grazie alla penetrazione di prodotti culturali diversi come le serie Tv stiamo lentamente uscendo da certe gabbie e si pu\u00f2 sperare che negli anni la situazione migliori.<\/p>\n<p>Mi pare che il problema di fondo sia cosa si desidera, una questione complicata che ha degli aspetti personali e altri sociali. In Italia fin da piccoli c&#8217;\u00e8 una forte pressione, si giudica, si commenta, reiterando gli stereotipi e spingendo il pubblico verso certi modelli rafforzati dai media: tutti simili, stesse forme, stessi tatuaggi, stesse poppe. \u00c8 ovvio che imparare a desiderare in proprio \u00e8 un processo lungo e abbandonare certi modelli \u00e8 difficile. Certo, la fantasia potrebbe aiutare molto. Purtroppo invece sembrerebbe che la quasi totalit\u00e0 dei giovani italiani imparino a fare sesso guardando la pornografia, che alla fantasia lascia pochissimo spazio e che in materia di forme ha gli stessi standard degli altri media (escludendo fetish specifici). Imparare il sesso dai porno industriali \u00e8 un po&#8217; come imparare a prendere il treno guardando <em>Mission Impossible<\/em> o immaginare che la realt\u00e0 sia quella dei cartoni animati. Nelle famiglie italiane quello sessuale rimane un tema molto poco frequentato, c&#8217;\u00e8 ancora imbarazzo, si rimanda, si delega. A chi? Ovviamente alla pornografia, dato che pure nelle scuole questo resta un argomento tabu e, considerando il venticello politico italico, temo che lo rester\u00e0 molto a lungo. Attenzione: io non ho assolutamente niente contro i porno, Tom Cruise o i cartoni, anzi &#8211; basta sapere cosa si sta guardando. Se per\u00f2 non lo si spiega, nessuno poi si meravigli se il bambino caccia il gatto come fa il Coyote con Beep beep o un teenager vuole fare il pissing con la sua fidanzatina.<\/p>\n<p>Non solo l&#8217;insegnamento della sessualit\u00e0 nelle scuole \u00e8 urgentissimo, ancora di pi\u00f9 oggi nell&#8217;era del libero accesso a tutto, ma mi pare altrettanto urgente aiutare la gente a desiderare meglio e amare con profitto: materie importantissime per una vita migliore ma inspiegabilmente non insegnate (cos\u00ec come l&#8217;essere genitori: si pensa che venga istintivo, purtroppo la realt\u00e0 ci dice una cosa diversa). Il risultato \u00e8 un desiderio di massa, bidimensionale, oggettivo e estetizzato dove la forma \u00e8 tutto e la sostanza non serve, dove le donne non scureggiano, i maschi nascono senza peli e il desiderio \u00e8 esclusivamente intrattenimento per lo sguardo altrui. Dimenticando la regola numero uno: le zone erogene non stanno tra le gambe ma in mezzo alle orecchie. Una informazione essenziale che non ci fornisce la scuola, la famiglia, i porno o la societ\u00e0. Il risultato \u00e8 desolante e foriero di sventura, dal Body shaming alla violenza di genere diffusissima. Purtroppo invece in parlamento ci si preoccupa della famiglia tradizionale (che ha funzionato talmente poco da essere specie protetta dal WWF) e del Gender &#8211; whatever that is.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualsiasi discorso che abbia a che fare con la forma del corpo si porta dietro una certa quantit\u00e0 di scorie, di polemica e perfino di sofferenza. Si parla molto di Body shaming, lo si denuncia, lo si combatte anche con iniziative forti. 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