{"id":184,"date":"2008-03-21T18:03:28","date_gmt":"2008-03-21T16:03:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/altsex\/?p=73"},"modified":"2023-11-26T17:08:42","modified_gmt":"2023-11-26T15:08:42","slug":"myspace-di-sta-cippa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/myspace-di-sta-cippa\/","title":{"rendered":"Myspace di &#8216;sta cippa"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"http:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/as308.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"300\" \/>All&#8217;inizio della rete, la pi\u00f9 grande fonte di stupore era la grande quantit\u00e0 di informazioni disponibili: si trovava tutto, e quello che non c&#8217;era ancora ci sarebbe stato presto. L&#8217;intera offerta digitale si basava sull&#8217;idea che l&#8217;utente scaricasse e basta. Diversi fattori hanno contribuito a cambiare questa situazione. Innanzitutto gli strumenti di publishing sono diventati pi\u00f9 semplici, le connessioni pi\u00f9 certe e Internet \u00e8 diventata onnipresente. Ma soprattutto si \u00e8 capito che il cittadino digitale apprezza l&#8217;interattivit\u00e0 e che quindi l&#8217;idea di una rete preconfezionata funziona meno dell&#8217;offerta di strumenti per interagire. Su questo concetto si basa l&#8217;idea di web 2.0: le piattaforme di blogging, Myspace o Facebook (e ovviamente Bit torrent e tutte le reti P2P) sarebbero dei gusci vuoti senza gli utenti. Che al geek piacesse smanettare \u00e8 un fatto noto; la vera sorpresa \u00e8 stata la digitalit\u00e0 diffusa, la sindrome della condivisione totale, che va dall&#8217;amorevole conversione del vinile d&#8217;annata fino al fotomontaggio (tecnicamente davvero ben fatto) di Britney che tromba con Rocco. Insomma: la rete \u00e8 assai bella, ma se ce la facciamo da noi lo \u00e8 ancor di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Questo discorso vale doppio quando si parla di porno in rete. All&#8217;inizio, prima della fotografia digitale (che si diffonde intorno al &#8217;97\/&#8217;98), l&#8217;unico porno su Internet erano scan di riviste. Grazie alle digicam, e al coraggio di chi le usa, oggi una percentuale assai rilevante del porno scambiato gratis in rete \u00e8 realizzato dagli utenti. Un cambiamento fondamentale, che ha introdotto nuove forme (tra cui quella che io chiamo Realcore) e stravolto assai beneficamente i canoni di ci\u00f2 che \u00e8 bello da vedere. Cos\u00ec, a fianco dei nerboruti californiani, sono arrivati altri modelli di bellezza meno induriti, pi\u00f9 abbordabili e rilassanti.<\/p>\n<p>Ma lo scambio di foto \u00e8 solo il primo gradino dell&#8217;interattivit\u00e0; i porno maker amatoriali del terzo millennio (che sono anche user) hanno esercitato moltissima creativit\u00e0 nell&#8217;inventarsi modalit\u00e0 di interazione e di smanettamento (gioco di parole voluto), alcuni davvero fantasiosi, come il Tributo. Il Tributo pu\u00f2 essere di vari generi; il pi\u00f9 semplice \u00e8 raccogliere molte immagini di una stessa persona e poi creare un grazioso collage da pubblicare nello stesso posto (per esempio un gruppo di Yahoo). Una forma pi\u00f9 ardita di Tributo consiste nello stampare l&#8217;immagine in questione e fotografarsi mentre si fa qualcosa con quell&#8217;immagine: baciarla (in certi casi leccarla), toccarla e a volte masturbarsi. L&#8217;immagine prodotta conterr\u00e0 ovviamente quella originale in un vortice di foto, stampe, mobili, umori &#8211; e interattivit\u00e0. La persona oggetto di Tributo ovviamente ne sar\u00e0 deliziata e questo la motiver\u00e0 a pubblicare ancora. C&#8217;\u00e8 un tizio che ha 3 siti dedicati al suo pene (che non mi pare ne&#8217; immenso ne&#8217; particolarmente perfetto): evidentemente qualcuno lo apprezza.<\/p>\n<p>Comunque la si pensi sull&#8217;idea di pubblicare proprie immagini sessuali, \u00e8 evidente che queste persone rappresentano una nuova frontiera, e non solo in termini sociologici. Sono i primi veri cittadini digitali, persone che usano le tecnologie per scopi completamente diversi da quelli che aveva in mente il progettista, e che hanno saputo sfruttarne le possibilit\u00e0 per soddisfare i loro desideri prescindendo completamente dall&#8217;interfaccia &#8211; con la stessa naturalezza con cui noi telefoniamo o guardiamo la Tv. Abbiamo sempre immaginato il cybersesso simile a Bladerunner: pare invece che somigli di pi\u00f9 a un impiegato\/a di mezz&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<p>Immagine tratta dal sito <a href=\"http:\/\/www.slave-marion.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Slave-Marion.com<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio della rete, la pi\u00f9 grande fonte di stupore era la grande quantit\u00e0 di informazioni disponibili: si trovava tutto, e quello che non c&#8217;era ancora ci sarebbe stato presto. L&#8217;intera offerta digitale si basava sull&#8217;idea che l&#8217;utente scaricasse e basta. Diversi fattori hanno contribuito a cambiare questa situazione. 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