{"id":1839,"date":"2023-02-26T18:17:58","date_gmt":"2023-02-26T16:17:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1839"},"modified":"2023-12-09T16:06:37","modified_gmt":"2023-12-09T14:06:37","slug":"forse-oggi-il-domani-e-ieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/forse-oggi-il-domani-e-ieri\/","title":{"rendered":"Forse oggi il domani \u00e8 ieri"},"content":{"rendered":"<p>(Nota: Dopo 27 anni e quasi 300 articoli scritti per Rumore, dal mese di Febbraio 2023 [quello che conteneva questo articolo] il formato \u00e8 passato da 4.000 battute, aka 2 cartelle, a 5.000. Un piccolo passo per il giornale ma un grande salto per me che sono un animale abitudinario. Quindi da questo articolo in poi c&#8217;\u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 di testo.)<\/p>\n<p>Se si osserva la vicenda della musica dal Rock&#8217;n&#8217;roll in poi, considerando anche gli stili e le culture relative, c&#8217;\u00e8 un concetto fondamentale che Simon Reynolds ha efficacemente ribattezzato <em>Retromania<\/em>. Nel suo libro* Reynolds sostiene che il Pop abbia avuto da sempre un&#8217;ossessione per il passato, quasi che questa sia insita nel concetto stesso di cultura Pop. Mi permetto di dissentire. Innanzitutto va detta una cosa: nella musica Pop (intendo proprio la musica) il concetto di &#8220;inaudito&#8221; non esiste: tutto deriva sempre da altro, e perfino gli artisti pi\u00f9 innovativi e originali pescano da qualcosa, da qualcuno che li ha ispirati. Questo vale per tutti, nessuno escluso. Il nuovo \u00e8 la combinazione di creativit\u00e0 contemporanea e elementi pre-esistenti. Quindi se parliamo di musica Reynolds ha perfettamente ragione. Quando diciamo musica per\u00f2 di solito intendiamo una cosa complessa, cio\u00e8 la cultura Pop, che comprende stile, luoghi d&#8217;incontro e svago, balli, capelli, idee &#8211; e che ha come collante la musica.<\/p>\n<p>Se la si guarda da questa prospettiva secondo me c&#8217;\u00e8 un prima e un dopo. Per un periodo di circa 25 anni (1954\/1977-&#8217;80) la vicenda Pop si \u00e8 dipanata in una sola ostinata direzione, e cio\u00e8 in avanti. Il passato era utile solo per riconnetterlo al presente, come nel caso dei fan di Bob Dylan che scoprivano Woody Guthrie, o quelli degli Stones i giganti del Blues. Esistono discografie leggendarie che descrivono precisamente questo tragitto in avanti, questa costante evoluzione che conosce bene il passato prossimo (proprio e altrui) e ne elabora temi, contenuti e strutture musicali secondo il gusto di quel momento esatto. Idem col vestiario, i capelli, i consumi leciti e illeciti, le occasioni di aggregazione e, da un certo momento in poi, anche le convinzioni etiche e politiche. Non a caso gli anni &#8217;70, cupi e difficili, vedono la comparsa dei primi fenomeni di retrovisione, che non \u00e8 ancora Retromania ma quasi. Nella musica ci sono alcuni esempi, come un certo madrigalismo branduardo o la rilettura della classica in chiave Rock; ma gli esempi da manuale sono <em>American Graffiti<\/em> di George Lucas (&#8217;72, ambientato nel &#8217;62), la serie <em>Happy Days<\/em> (&#8217;74, ambientata intorno al &#8217;55) e <em>Grease<\/em> (&#8217;78, ambientato nel &#8217;58). Il grande spartiacque mi sembrano le due deflagrazioni contemporanee e a tratti analoghe di Punk e Disco, dopo le quali niente \u00e8 mai pi\u00f9 stato lo stesso. Negli &#8217;80 esplode definitivamente la Retromania. Due esempi musicali tra mille: Kid Creole che rimoderna l&#8217;Exotica ma anche tutta una scena, inglese e non, la cui teenage music \u00e8 quella dei Velvet Underground uscita vent&#8217;anni prima. Anche gli stili reinterpretano elementi del passato, dai New Romantic ai Rockabilly. Inoltre gli anni &#8217;80, con l&#8217;arrivo del CD, vedono l&#8217;esplosione delle ristampe, i best, i cofanetti, le compilation con la conseguente ricircolazione di musica del passato quasi sempre comperata dai 30\/40enni, spesso con un effetto nostalgia inedito fino a quel momento nei consumi Pop di massa. La pratica del del Sampling, nata negli anni &#8217;80 e esplosa nei &#8217;90, suggerisce l&#8217;idea del Digging: cercare, comperare e ascoltare vecchi vinili (allora disprezzati) per cercarci dei campionamenti. Quindi il passato \u00e8 diventato un ingrediente gradito di molte ricette Pop, un passato filtrato, remixato, post-prodotto per la contemporaneit\u00e0. La narrativa (libri, ma soprattutto cinema e serie) \u00e8 pure piena di passato anche immaginario, dal teen idol Harry Potter alle mille variazioni sui draghi: fenomeni impensabili negli anni &#8217;60.<\/p>\n<p>L&#8217;arrivo della rete ovviamente ha cambiato tutto e i modelli di consumo musicali delle ultime generazioni lo dimostrano. Innanzitutto lo streaming, che altera radicalmente due fattori: il concetto di possesso versus fruizione, e quello di musica passata versus presente. Oggi un mio studente ascolta <em>Who are you<\/em> degli Who, uscita 25 anni prima della sua nascita, insieme ai M\u00e5neskin. Li trova ambedue su &#8220;tutte le piattaforme&#8221;, con la stessa visibilit\u00e0. Magari gli Who glieli ha consigliati YouTube o il suo compagno di banco. Per la sua idea di fruizione (quindi non di possesso) nella stessa playlist convivono passato e futuro, che lui non distingue e invece mescola secondo altri parametri (un processo che trovo molto salutare). Quindi oggi la Retromania, che trionfa e prospera, convive con un&#8217;idea nuova: il passato e il presente sono uguali. Naturalmente chi \u00e8 pi\u00f9 giovane tender\u00e0 a ascoltare pi\u00f9 musica del presente (anche per irritare i genitori) ma con ampie eccezioni. E, data l&#8217;atomizzazione dell&#8217;offerta musicale online e la penetrazione culturale del Pop, la prossima hit teenage globale potrebbe essere del 1985, come \u00e8 capitato a <em>Running Up That Hill<\/em> di Kate Bush, rientrata l&#8217;anno scorso nelle classifiche di mezzo mondo dopo essere stata utilizzata nella serie <em>Stranger Things<\/em>.<\/p>\n<p>* <em>Retromania: Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato<\/em>, ISBN Edizioni<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Nota: Dopo 27 anni e quasi 300 articoli scritti per Rumore, dal mese di Febbraio 2023 [quello che conteneva questo articolo] il formato \u00e8 passato da 4.000 battute, aka 2 cartelle, a 5.000. 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