{"id":1723,"date":"2022-11-25T14:16:37","date_gmt":"2022-11-25T12:16:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1723"},"modified":"2023-09-25T14:19:30","modified_gmt":"2023-09-25T12:19:30","slug":"tecnomusicologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/tecnomusicologia\/","title":{"rendered":"Tecnomusicologia"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1724\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/BL-11_22.jpg\" alt=\"\" width=\"299\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/BL-11_22.jpg 400w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/BL-11_22-180x300.jpg 180w\" sizes=\"auto, (max-width: 299px) 100vw, 299px\" \/>Quando si dice Musica e Tecnologia la prima immagine che viene in mente a molti \u00e8 un grosso macchinario dotato di manopole, pomelli e tantissimi tasti da cui spuntano dei cavi. Noi musicofili invece sappiamo che oggi anche i dischi Folk si fanno con la tecnologia e che i pomelli stanno tutti in un PC. Ma se si osserva la questione dall&#8217;alto ci si accorge subito che questa relazione \u00e8 stata assai stretta fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Ogni strumento nasce dall&#8217;incontro tra musica e tecnologia: gi\u00e0 nel 2.500 BC esisteva un artigianato specializzato in grado di realizzarne di sofisticati e bellissimi. \u00c8 ovvio che questa relazione \u00e8 simbiotica: gli strumenti diventano sempre pi\u00f9 precisi grazie alla tecnologia e anche ai musicisti, che non solo suggeriscono migliorie ma poi ne trasformano i risultati in musica. Per molti secoli questa vicenda ha riguardato soltanto la produzione del suono, ma gi\u00e0 intorno all&#8217;anno mille si inizia a pensare a una tecnica che non serve a produrre musica ma a fissarla e preservarla, cio\u00e8 la scrittura. Che all&#8217;inizio \u00e8 vaga e lascia ampio margine all&#8217;esecutore, ma che con l&#8217;adozione del pentagramma diventa rigidissima. La scrittura mette al centro l&#8217;autore, e rende possibile quello strabiliante congegno industrial-sonoro che \u00e8 l&#8217;orchestra. Insieme a un&#8217;altra invenzione contestatissima: il Temperamento, cio\u00e8 l&#8217;adozione di una scala lievemente diversa da quella naturale (che si basa su leggi fisiche), e la convenzione sull&#8217;altezza della nota\u00a0 (440 hertz) che rende possibile l&#8217;accordatura uniforme.<\/p>\n<p>L&#8217;autore diventa centrale nello stesso momento (l&#8217;800) nel quale trionfano gli inventori, che adottano un sistema per tutelare la paternit\u00e0 delle idee: il brevetto, a cui si ispira il diritto d&#8217;autore. In quel secolo la tecnologia fa passi da gigante, si brevettano nuovi strumenti e nuove soluzioni per quelli esistenti. \u00c8 chiaro che ognuna di queste invenzioni pu\u00f2 fallire o trionfare innanzitutto a seconda della reazione dei musicisti: la Chitarra Arpa a 21 corde non ce l&#8217;ha mai veramente fatta mentre il Sax (inventato nello stesso periodo) invece s\u00ec. In questi anni c&#8217;\u00e8 un altro sviluppo cruciale: il Grammofono\/Disco che cambia tutto, dal modo in cui si ascolta alla natura stessa della musica, la quale smette di essere un servizio a diventa un prodotto: nasce la musica Pop, che per\u00f2 mantiene la stessa relazione intricata con la tecnologia. L&#8217;elettrificazione degli strumenti (tra gli anni &#8217;30 e i &#8217;50) rende possibile la nascita del Rock&#8217;n&#8217;roll, che per\u00f2 inizia subito a far fare agli strumenti cose &#8220;sbagliate&#8221;. Da Buddy Holly a Muddy Waters sono molte le leggende sugli amplificatori coi coni sfondati, talvolta apposta, per ottenere una distorsione non pensata dai costruttori. I quali per\u00f2 si adeguano immediatamente, producendo circuiti e effetti per saturare e distorcere il suono. Se si pensa al genio di Hendrix non si pu\u00f2 separare da quelli di Leo Fender e Jim Marshall, e viceversa. Negli anni &#8217;80 arrivano il MIDI e il Campionatore, venduto come simulatore di strumenti. Ma fin dall&#8217;inizio gli utenti ne fanno un uso radicalmente diverso: ci campionano i dischi, creano un suono inedito (l&#8217;Hip hop anni &#8217;90) e spesso ci infrangono la legge appropriandosi di musica altrui. L&#8217;industria prende nota e modifica i sistemi operativi per agevolare questa pratica. Idem col bending delle corde (sempre pi\u00f9 sottili), i giradischi che diventano strumenti musicali o la Drum machine, pensata per simulare un batterista e che invece produce un&#8217;estetica totalmente nuova.<\/p>\n<p>Quindi il macchinario coi pomelli (cio\u00e8 il Moog, simbolo moderno di questa relazione) \u00e8 la naturale evoluzione della Lira e del Liuto. In un contesto dinamico e fluido dove musicisti e artigiani producono attrezzi che, se hanno un senso, poi diventano strumenti: \u00e8 vero per Stradivari, per Bob Moog e per il team (di musicisti e ingegneri) che produce Max MSP, il software per governare il suono pi\u00f9 esoterico, duttile e sofisticato che c&#8217;\u00e8.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si dice Musica e Tecnologia la prima immagine che viene in mente a molti \u00e8 un grosso macchinario dotato di manopole, pomelli e tantissimi tasti da cui spuntano dei cavi. 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