{"id":1717,"date":"2022-09-19T14:46:48","date_gmt":"2022-09-19T12:46:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1717"},"modified":"2023-07-19T14:48:18","modified_gmt":"2023-07-19T12:48:18","slug":"fotoromanzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/fotoromanzo\/","title":{"rendered":"Fotoromanzo"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Se non c&#8217;\u00e8 la foto allora non \u00e8 successo&#8221;. Questa frase descrive perfettamente la nostra attuale relazione con le immagini, sempre pi\u00f9 densa e ricca di implicazioni culturali significative. L&#8217;idea che qualsiasi evento (di ogni genere, dal privato al cosmico) debba avere una documentazione visiva inizia a affermarsi negli anni &#8217;80 con la diffusione di telecamere sempre pi\u00f9 piccole, portatili, immediate. La digitalizzazione ha reso questi strumenti onnipresenti, noi ci siamo adattati benissimo e oggi la foto\/videocamera (parte del nostro smartphone) \u00e8 letteralmente un&#8217;estensione di noi stessi: estensione di un momento, estensione della nostra memoria di quel momento e spesso condivisione istantanea del medesimo.<\/p>\n<p>Il settore forse pi\u00f9 radicalmente alterato da questa tecnologia \u00e8 stato quello delle notizie, dai giornali alla Tv e oggi i media online. Se una volta il primato dei media elettrici era legato alla velocit\u00e0, oggi la rete (e la Tv digitale) ci propone l&#8217;istantaneit\u00e0, la diretta 24\/7, la presenza dentro i fatti mentre accadono, spesso da molti punti di vista diversi. Gli esempi sono moltissimi, forse il pi\u00f9 eclatante fu l&#8217;attentato a New York l&#8217;11 settembre 2001, oggetto di molti milioni di ore di dirette e differite sui media di tutto il mondo. Nei giorni successivi al fatto qualcuno sollev\u00f2 un&#8217;obiezione: facciamo bene a mostrare decine di volte al giorno i video dell&#8217;attacco, filmati in HD e montati come un film, ripetendo da molte inquadrature diverse il momento dell&#8217;impatto? In questo modo non rischiamo di rendere irreale un evento terribile, e abituare il pubblico a delle immagini sconvolgenti come i suicidi dalle Torri Gemelle o i morti per strada? Due obiezioni che mi sembrano sensibili, e forse perfino sensate.<\/p>\n<p>Si \u00e8 detto che le immagini dell&#8217;omicidio di George Floyd sono &#8220;un pugno nello stomaco&#8221;. Lo stesso si potrebbe dire di quelle del pestaggio atroce di Niccol\u00f2 Ciatti o delle foto di Stefano Cucchi martoriato: cose che rivoltano l&#8217;anima, e che mi pare importantissimo che esistano, che siano viste, che restino a perenne monito dell&#8217;efferatezza umana. Aggiungerei che spesso questi video sono essenziali per provare la dinamica dei fatti, come nel caso di Floyd o di Rodney King, il primo di questi casi (1991). E mi pare anche molto utile che la popolazione venga messa al corrente, che a queste immagini venga dato il massimo risalto nei media &#8211; con tutta la durezza di un pugno nello stomaco. Chiunque ne abbia mai preso uno per\u00f2, sa che il primo fa molto male, il secondo gi\u00e0 meno, e che sviluppando i muscoli giusti il ventesimo non lo senti quasi pi\u00f9. Lo stesso vale per l&#8217;11 settembre, George Floyd e Niccol\u00f2 Ciatti: invece oggi ho guardato due telegiornali, e in ambedue l&#8217;intervista al padre (indignato per la sentenza mite all&#8217;assassino) era intervallata dalle brutali, terrificanti immagini del pestaggio &#8211; in loop. L&#8217;agonia infinita di George Floyd ha subito la stessa sorte, e perfino la Shoah: grazie al montaggio sono diventati film, video di sottofondo mentre si parla d&#8217;altro, e non la documentazione sconvolgente di un evento ingiustificabile.<\/p>\n<p>Il confine \u00e8 sottile ma molto chiaro. \u00c8 grazie a queste immagini che possiamo essere testimoni di un momento eccezionale, addirittura osservarlo mentre avviene, e mi pare importante che vengano rese di dominio pubblico. Credo per\u00f2 che per onorare adeguatamente gli eventi grandi e piccoli che raccontano, queste immagini vadano utilizzate con grande cautela, sempre in primo piano e con la consapevolezza che chi insiste inutilmente fa due danni: abitua la gente a guardare cose inguardabili, depotenziandole a ogni passaggio, e si fa interprete di un genere di Pornografia, quella dell&#8217;orrore vero (cio\u00e8 non cinematografico) insistito e ripetuto, che mi pare una cosa brutta, spiacevole e portatrice di sciagura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Se non c&#8217;\u00e8 la foto allora non \u00e8 successo&#8221;. Questa frase descrive perfettamente la nostra attuale relazione con le immagini, sempre pi\u00f9 densa e ricca di implicazioni culturali significative. 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