{"id":17,"date":"2007-02-20T16:32:29","date_gmt":"2007-02-20T14:32:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/inloop\/2007\/02\/20\/bladerunner-blues\/"},"modified":"2007-02-20T16:32:29","modified_gmt":"2007-02-20T14:32:29","slug":"bladerunner-blues","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/bladerunner-blues\/","title":{"rendered":"Bladerunner Blues"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio era il paesaggio, e basta. Il soundscape primordiale possiamo immaginarcelo come immenso e complesso, come spesso capita coi suoni naturali: animali, vento, acqua &#8211; suoni perfetti, e tuttora fondamentali nel nostro bagaglio uditivo. Le prime forme di espressione musicale umana dovevano possedere la stessa caratteristica: richiami, micro-melodie, ulteriori elementi di quel paesaggio sonoro perfettamente sincronizzati col resto. Per millenni anche la musica ha convissuto con l&#8217;ambiente, spesso giovandosene e comunque non potendone prescindere: i canti di lavoro, per esempio, o i cantanti nelle fiere e nei mercati. La chitarra acustica con corde di metallo \u00e8 stata adottata dai folksinger proprio per il suo maggiore volume, che consentiva loro di essere sentiti in luoghi rumorosi.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivata la musica, col ruolo che le attribuiamo oggi: un suono nobile, di primo piano, che richiede un paesaggio neutro, il pi\u00f9 neutro possibile: la sala da concerto classica \u00e8 l&#8217;apoteosi di questa idea dell&#8217;ascolto concentrato. La musica si separa dall&#8217;ambiente, dai suoni quotidiani e ne diventa l&#8217;opposto: l&#8217;ordine invece del caos, l&#8217;armonia invece della cacofonia, etc. C&#8217;\u00e8 da dire che il paesaggio sonoro odierno \u00e8 talmente brutto che bisogna essere grati alla musica di esistere, e di cercare di annullarlo. Ma questo modo di concepire l&#8217;ascolto \u00e8 relativamente recente, e ci si \u00e8 arrivati per gradi. Bach ha composto molta musica d&#8217;uso, tra cui le sue famose messe: un genere che non solo deve rapportarsi con l&#8217;ambiente nel quale viene eseguito, una chiesa (luogo acusticamente non neutro, e anzi spesso disegnato anche per ottenere un reverbero &#8220;divino&#8221;), ma che propone un&#8217;idea di ascolto assai diversa da, per esempio, Wagner o Debussy. Ancora nell&#8217;800, nei teatri si entrava per le arie e si usciva nelle parti strumentali, e Rossini &#8211; sublime anche in questo &#8211; prendeva una percentuale suo gioco d&#8217;azzardo che si svolgeva nel foyer durante la rappresentazione. E&#8217; col romanticismo che si afferma definitivamente l&#8217;idea che la musica sia separata dall&#8217;ambiente e che la sua fruizione perfetta sia nel silenzio assoluto.<\/p>\n<p>Il Pop riporta la musica nel mondo &#8211; in un paesaggio acusticamente degradato come il nostro. Nell&#8217;epoca della musica portatile, questa \u00e8 spesso utilizzata come antidoto all&#8217;ambiente, dallo stereo della macchina all&#8217;Mp3 player in metropolitana. La folle compressione delle radio commerciali, che esasperano il volume di emissione schiacciando tutti i suoni verso i massimo, nasce anche da questa idea: annullare i rumori d&#8217;ambiente. La contrapposizione tra ambiente e musica \u00e8 talmente netta che quando un musicista inserice degli elementi naturalistici nelle sue composizioni (come il tuono o la macchina del vento), questo diventa subito l&#8217;elemento caratteristico di quell&#8217;opera.<\/p>\n<p>Curiosamente, come ci siamo detti qualche numero di questa rubrica f\u00e0, la tecnologia digitale (che rende possibile l&#8217;integrazione assoluta tra suoni musicali e naturali) sta riportando la situazione indietro: la musica \u00e8 sempre pi\u00f9 &#8220;ambient&#8221;, in grado di mescolarsi col paesaggio; ha spesso una funzione d&#8217;uso, come il ballo. Ha una sua dignit\u00e0 come opera a se stante ma si presta benissimo a mille riutilizzazioni (come la sincronizzazione con immagini) e, cosa sconcertante per molti, va perdendo il concetto di autore: gi\u00e0 i remix sono spesso creazioni collettive la cui paternit\u00e0 non \u00e8 chiara. Insomma: un altro indizio, stavolta positivo, che l&#8217;idea del futuro come ritorno al passato non \u00e8 solo una trovata della fantascienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio era il paesaggio, e basta. Il soundscape primordiale possiamo immaginarcelo come immenso e complesso, come spesso capita coi suoni naturali: animali, vento, acqua &#8211; suoni perfetti, e tuttora fondamentali nel nostro bagaglio uditivo. 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