{"id":169,"date":"2006-10-16T18:34:10","date_gmt":"2006-10-16T16:34:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2006\/10\/16\/elettrocomunismo\/"},"modified":"2006-10-16T18:34:10","modified_gmt":"2006-10-16T16:34:10","slug":"elettrocomunismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/elettrocomunismo\/","title":{"rendered":"Elettrocomunismo"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli elementi entrati in crisi col digitale \u00e8 quello della propriet\u00e0 intellettuale; non tanto per lo scambio di file in rete, quanto proprio per la natura della tecnologia. Le immagini in rete sono quasi tutte protette, tranne dove espressamente scritto. Posso scaricarle e guardarle, ma non ridistribuirle o manipolarle. Per\u00f2 invece spesso si prende un&#8217;immagine, si estrapola un dettaglio, si modifica &#8211; insomma si parte da qualcosa per arrivare a qualcos&#8217;altro. La domanda sorge spontanea: di chi &#8220;\u00e8&#8221; quest&#8217;immagine? Dipende dal grado di manipolazione, ma anche dalla notoriet\u00e0 del proprietario: \u00e8 difficile che un ragazzo thailandese venga a sapere che un grafico cileno ha usato parte di una sua immagine per lo sfondo di una brochure. Partire da un&#8217;immagine esistente per\u00f2 non \u00e8 solo comodo o disonesto, ma favorisce la creativit\u00e0: posso isolare un dettaglio, cambiargli forma e colore, inserirlo in un contesto diverso e arrivare a un risultato molto distante dall&#8217;originale &#8211; e assai pi\u00f9 simile al mio stile, qualunque esso sia. Se per\u00f2 l&#8217;elemento manipolato resta identificabile il copyright \u00e8 dubbio e, nel caso di uso pubblico, il rischio di una causa c&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p>Idem con la musica, dove per\u00f2 le cause ci sono state, e milionarie. La regola \u00e8 sempre la stessa: non si pu\u00f2 mai, quindi se si sente sei fregato. E&#8217; per\u00f2 pure vero che spesso si parte da un frammento altrui per poi arrivare a qualcosa di radicalmente diverso. Facendo per\u00f2 bene attenzione: Bittersweet Symphony dei Verve, costruita su un campionamento dei Rolling Stones (per\u00f2 riconoscibilissimo, e presente costantemente), gli \u00e8 costata il 100% dei diritti, bench\u00e9 in effetti la melodia sia diversa. Nel campo del software design il problema \u00e8 addirittura spinoso: \u00e8 possibile semplicemente copiare e incollare tre righe di codice, per esempio una soluzione elegante a un problema, in una propria applicazione. Peccato che magari quelle tre righe sono brevettate, e che per usarle si dovrebbe sborsare una cifra fissa, magari enorme.<\/p>\n<p>Questo paradossale reticolo di divieti deriva da una mentalit\u00e0 arcaica, che fa riferimento a modelli antichi, nel caso della musica oltre un secolo. La natura del digitale suggerirebbe nuove regole e nuovi comportamenti, che gi\u00e0 oggi esistono. Come il web design: grazie all&#8217;architettura libera della rete, \u00e8 possibile prelevare qualsiasi elemento grafico (il cosiddetto codice html), personalizzarlo e riciclarlo a piacimento senza pagare. Mi piace qualcosa della grafica del sito della Nasa? Posso incollarla nel mio sito e sostituire le scritte. Poi, se divento bravo, qualcun altro si approprier\u00e0 di una mia soluzione. Il mondo \u00e8 pieno di web designer scadenti e disoccupati (con molte eccezioni), ma quelli bravi lavorano molto. E non si sognano nemmeno di mettere il copyright: si fanno pagare dal cliente, e basta. Il caso del Software Libero poi \u00e8 esemplare: ognuno pu\u00f2 scaricarlo, personalizzarlo e rivenderlo. Pare facile, ma al quinto passaggio si capisce che in realt\u00e0 questi programmi sono creazioni collettive la cui potenza (e raffinatezza) si deve proprio alla libera circolazione. Quello che si paga \u00e8 la personalizzazione, l&#8217;adattamento di un sistema standard alle proprie esigenze: verissimo oggi per le aziende, ma domani anche per noi utenti. In fondo Windows XP costa 500 euro; se le date a un guaglione che ne sa, quello vi installa Linux, ve lo personalizza di lusso, e all&#8217;occorrenza lo potete chiamare anche di sera tardi. Sta inoltre gi\u00e0 nascendo una scuola di personalizzatori (per ora abusivi) dei software delle auto, una nicchia underground ma dalle potenzialit\u00e0 infinite.<\/p>\n<p>Insomma il digitale suggerisce un nuovo e controverso modello di creativit\u00e0 applicata, in cui degli elementi pre-esistenti (con tanto di autore) possono diventare building blocks per delle nuove creazioni originali. Contemporaneamente, ma per una sua via autonoma, il Free Software suggerisce un sistema analogo, che prevede una creativit\u00e0 diffusa e una distribuzione dei ricavi coerentemente ripartita. Rendendo giustizia a un&#8217;idea ormai palese: tranne in rari casi non esiste un originatore unico e supremo. L&#8217;autore \u00e8 solo un anello di una catena, spesso ben pi\u00f9 lunga e interessante di lui.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli elementi entrati in crisi col digitale \u00e8 quello della propriet\u00e0 intellettuale; non tanto per lo scambio di file in rete, quanto proprio per la natura della tecnologia. Le immagini in rete sono quasi tutte protette, tranne dove espressamente scritto. Posso scaricarle e guardarle, ma non ridistribuirle o manipolarle. 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