{"id":165,"date":"2006-06-03T17:21:19","date_gmt":"2006-06-03T15:21:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2006\/07\/03\/digiquette-dimmi-come-squilli\/"},"modified":"2006-06-03T17:21:19","modified_gmt":"2006-06-03T15:21:19","slug":"digiquette-dimmi-come-squilli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/digiquette-dimmi-come-squilli\/","title":{"rendered":"Digiquette: dimmi come squilli"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ognuno usa le tecnologia secondo la sua sensibilit\u00e0. Ma invece di andare verso comportamenti comuni, si passa da un estremo all&#8217;altro, come se oggi fosse ieri, o gi\u00e0 domani.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;espressione <em>Rivoluzione Tecnologica<\/em>, bench\u00e9 forte, mi pare adeguata al cambiamento che ha portato nelle nostre vite. Un cambiamento quasi sempre benigno, che per\u00f2 ha scombussolato molte abitudini consolidate. Noi umani, lenti e abitudinari, facciamo fatica a adeguarci, a uniformare i nostri comportamenti e reazioni alla tecnologia. Un esempio da manuale \u00e8 il cellulare: se si esce a cena si possono osservare approcci diversissimi all&#8217;uso del telefono. C&#8217;\u00e8 chi a tavola lo spegne, chi mette il vibracall e chi lascia la suoneria al massimo. Quando squilla poi, ognuno reagisce a modo suo: c&#8217;\u00e8 chi si alza e esce, chi avvisa che \u00e8 a cena e riattacca, e chi invece intavola lunghe conversazioni anche superflue, apparentemente ignaro della presenza di altre orecchie. Ma non \u00e8 solo questione di educazione: le chiamate perse sono in grado di gettare certe persone nel panico, mentre altri le ignorano. O se richiamare sia obbligatorio o meno: alcuni se l&#8217;aspettano e si arrabbiano se non lo fai, mentre per altri invece \u00e8 come il telefono fisso, vuol dire che non ci sei o non puoi rispondere. Come dicevano certe segreterie negli anni &#8217;80 &#8211; quando si poteva ancora non esserci. Tempo fa un giornale femminile poneva alle lettrici la domanda: &#8220;Ci si pu\u00f2 lasciare via SMS?&#8221; Una domanda lecita nel 2006, cos\u00ec come lo era negli anni &#8217;70 a proposito del telefono fisso, che per\u00f2 era generalmente considerato troppo freddo e distante per una comunicazione cos\u00ec importante; indubbiamente qualcosa \u00e8 cambiato. C&#8217;\u00e8 poi un altro elemento dell&#8217;etichetta SMS non ancora definito: \u00e8 obbligatorio rispondere? Fortunatamente, essendo una tecnologia non completamente affidabile, si pu\u00f2 sempre sostenere di non averlo ricevuto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 difficile farlo con l&#8217;Email, altro mezzo di comunicazione potentissimo con cui, da un punto di vista del comportamento, faremo i conti ancora per un po&#8217;. Check mail: c&#8217;\u00e8 chi si regola come con la posta normale, la controlla una volta al giorno e mai di domenica (che tanto il postino non viene), e chi lo fa in automatico ogni cinque minuti, fino ai fanatici dell&#8217;IMAP, che inoltra la posta in tempo reale dal mittente al destinatario. Anche nel modo in cui ci si esprime nei messaggi le differenze sono grandi: alcuni mettono l&#8217;intestazione e i cordiali saluti in perfetto stile postale, mentre altri ignorano le maiuscole e qualsiasi genere di forma. Certi estremisti poi usano la K invece del CH, come se avessero solo 160 caratteri. L&#8217;etichetta di una volta prevedeva che a una lettera personale si rispondesse sempre. E per l&#8217;Email? Dipende: c&#8217;\u00e8 chi risponde ossessivamente a tutti messaggi e chi invia dei monosillabi solo se proprio necessario. E in quanto tempo si deve rispondere? 24 ore sono troppe? Per alcuni certamente s\u00ec, come uno che tempo fa mi ha scritto: &#8220;Ti ho mandato un&#8217;Email un&#8217;ora fa: non l&#8217;hai letta?&#8221; Trovo poi insopportabile la funzione Avviso di ricevimento (una sorta di ricevuta di ritorno elettronica), che certe persone inspiegabilmente richiedono. E quando non gliela invio (perch\u00e9 l&#8217;avviso di ricevimento mi sembra da atto giudiziario), quelli insistono: vogliono una prova certa, bench\u00e9 intangibile, dell&#8217;avvenuta ricezione, pur non dovendo loro dei soldi. Ci si pu\u00f2 lasciare per Email? A me pare infinitamente meglio dell&#8217;SMS, e anche di una telefonata (almeno sul cellulare), ma i pareri sono alquanto discordi.<\/p>\n<p>Ogni nuova tecnologia, oltre a facilitarci la vita, ci mette di fronte a scelte che rivelano un po&#8217; di come siamo. Succede da sempre; ce ne accorgiamo di pi\u00f9 adesso perch\u00e9 siamo in una fase di accelerazione, ma \u00e8 una costante delle invenzioni: l&#8217;automobile, il telefono (che all&#8217;inizio i ricchi mettevano nella stanza della servit\u00f9, considerandolo troppo intrusivo), la radiolina portatile (causa di litigi da spiaggia senza fine negli anni &#8217;60), la televisione (tuttora utilizzata in modi diversissimi e distanti), il walkman e ora la rivoluzione digitale. Siamo quello che squilliamo; il problema \u00e8 che si sente, e l&#8217;orecchio non ha palpebra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ognuno usa le tecnologia secondo la sua sensibilit\u00e0. Ma invece di andare verso comportamenti comuni, si passa da un estremo all&#8217;altro, come se oggi fosse ieri, o gi\u00e0 domani. L&#8217;espressione Rivoluzione Tecnologica, bench\u00e9 forte, mi pare adeguata al cambiamento che ha portato nelle nostre vite. 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