{"id":162,"date":"2006-03-28T05:15:39","date_gmt":"2006-03-28T13:15:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2006\/03\/28\/e-finalmente-ci-capiremo\/"},"modified":"2006-03-28T05:15:39","modified_gmt":"2006-03-28T13:15:39","slug":"e-finalmente-ci-capiremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/e-finalmente-ci-capiremo\/","title":{"rendered":"E finalmente ci capiremo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oggi ci tocca parlare in www per farci capire dalla rete; ma la tecnologia di domani, integrata col web, potrebbe cambiare tutto. Non ancora per comprenderci davvero, ma per semplificarci la vita, e forse far evolvere la conoscenza.<\/strong><\/p>\n<p>Oggi, grazie alle tecnologie, \u00e8 possibile presumere di reperire dati su qualsiasi settore dello scibile umano. Il meccanismo di accesso a queste informazioni \u00e8 per\u00f2 profondamente primitivo. Si basa su un&#8217;idea antica, perpetrata dalla fantascienza ma purtroppo sbagliata: che le macchine possano comprendere il linguaggio degli umani. In fondo anche Google funziona cos\u00ec: legge tutto il web e, in base a sofisticati parametri di lettura (e non solo), fornisce dei risultati. Infatti fare delle ricerche complesse \u00e8 difficile, a volte impossibile. Metti che ti scoppia un tubo di domenica mattina: che fai? Chiami il primo idraulico domenicale che trovi sull&#8217;elenco. Idem se lo cerchi in rete: idraulico+la tua citt\u00e0+domenica. E&#8217; invece allo studio una nuova tecnologia che potrebbe ampliare enormemente le prospettive, rendendo possibili ricerche oggi impensabili &#8211; dall&#8217;idraulico all&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima. Ha un nome ostico, Web Semantico, e sembra essere la prossima grande svolta (il condizionale \u00e8 sempre obbligatorio). In questo caso il procedimento \u00e8 semplice: si chiede a un software di cercare i cinque idraulici pi\u00f9 vicini a casa vostra, che possono apparire in ordine di prezzo, di vicinanza o di affidabilit\u00e0; lo stesso programma pu\u00f2 contattarli (silenziosamente, in un dialogo tra macchine) per verificarne la disponibilit\u00e0 e prendere appuntamento. Ma le applicazioni di questa intuizione sono infinite, con prospettive spettacolari; tant&#8217;\u00e8 che qualche tempo fa Tim Berners-Lee (considerato il padre di internet), in un articolo su Scientific American, ha parlato di Evoluzione della Conoscenza.<\/p>\n<p>Le tecnologie legate a questa nuova gestione delle informazioni sono varie e complesse; per una spiegazione tecnicamente solida dovreste fare riferimento all&#8217;articolo di Berners-Lee consultabile sul sito scientificamerican.com. Semplificando, l&#8217;idea \u00e8 di creare un sistema univoco e universale di targhette (formate da tre termini) simili agli indirizzi web. Ognuno pu\u00f2 creare le proprie targhette, che si aggiungono a questo immenso database vivente (come \u00e8 gi\u00e0 la rete) in grado di essere letto dai PC: ogni targhetta identifica un&#8217;informazione e la sua relazione con le altre.<\/p>\n<p>Un&#8217;idea dai risvolti profondi; comprensibile, avendo l&#8217;obiettivo di ordinare la conoscenza. Ontologia \u00e8 un termine preso a prestito dalla filosofia (dove descrive lo studio dell&#8217;esistenza e delle sue categorie fondamentali); nell&#8217;informatica invece \u00e8 un informazione che identifica la relazione tra due termini: 20125 \u00e8 un CAP di Milano; ma anche che CAP significa Codice di Avviamento Postale, che Milano \u00e8 il capoluogo della Lombardia, ecc. Il computer non dovrebbe comprendere queste informazioni, ma sarebbe in grado di manipolarle in modi utilissimi: spostare la prenotazione di un volo in caso di sciopero; tenerci informati su un risvolto particolare di un problema specifico, ordinando i risultati a nostra misura; accertarsi del curriculum di un professionista, grazie alla targhetta laureato a Harvard opportunamente criptata e certificata.<\/p>\n<p>Quando, e se, sar\u00e0 effettivamente realizzato (gi\u00e0 ci sono degli usi come l&#8217;XML, ma ci vorranno anni), questo modello semantico univoco (pensato per convivere con la rete esistente e potenziarla) sar\u00e0 la lingua franca tra tutte le tecnologie che usiamo, finalmente centralizzate, e noi utenti; come registrare tutte le puntate di Star Trek reperibili ovunque, ma solo delle prime tre serie e saltando la pubblicit\u00e0. O, quando sono in ferie, attivare la segreteria, rispondere alle email dicendo che sono altrove, accendere il riscaldamento quando sto per rientrare e avvisarmi se mi cercano da Rolling Stone &#8211; in automatico. E se voglio un certo modello di sedia, sapere qual \u00e8 il negozio pi\u00f9 vicino che ce l&#8217;ha del colore giusto, a un prezzo accettabile e con ampio parcheggio. E magari perfino se \u00e8 stata realizzata rispettando i diritti dei lavoratori. Insomma, per conversare coi computer c&#8217;\u00e8 ancora da attendere, ma questa mi pare gi\u00e0 una mediazione accettabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi ci tocca parlare in www per farci capire dalla rete; ma la tecnologia di domani, integrata col web, potrebbe cambiare tutto. Non ancora per comprenderci davvero, ma per semplificarci la vita, e forse far evolvere la conoscenza. 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