{"id":160,"date":"2006-01-28T05:13:31","date_gmt":"2006-01-28T13:13:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2006\/01\/28\/the-dark-side-of-the-nerd\/"},"modified":"2006-01-28T05:13:31","modified_gmt":"2006-01-28T13:13:31","slug":"the-dark-side-of-the-nerd","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/the-dark-side-of-the-nerd\/","title":{"rendered":"The dark side of the Nerd"},"content":{"rendered":"<p><strong>Dalla ruota al software, la storia delle grandi intuizioni \u00e8 sempre avvolta da un&#8217;aura di follia. Che se da un lato \u00e8 certamente giustificata, dall&#8217;altro per\u00f2 ci garantisce un lusso mica male: il progresso.<\/strong><\/p>\n<p>Duole dirlo ma una delle buone, vecchie, sagge, odiose frasi fatte si sta dimostrando assolutamente vera e attuale. Infatti non \u00e8 mai passata di moda, e chiunque abbia una certa dimestichezza con le tecnologie (dallo sciaquone al PC) se l&#8217;\u00e8 sentita dire. Viene in diversi flavor, ma il senso \u00e8 sempre quello: &#8220;Per capire le tecnologie bisogna essere matti; figurarsi per inventarle.&#8221; E&#8217; sempre cos\u00ec: all&#8217;ammirazione per l&#8217;ingegno si associa sempre un&#8217;idea di diversit\u00e0, di una testa che procede per vie irrazionali; e un po&#8217; \u00e8 vero. La sublime semplicit\u00e0 di alcune idee, come il tappo a corona o la penna a scatto, suggeriscono un pensare diverso dal comune. Anche l&#8217;idea di gestire una grande e complessa rete informatica viene percepita dalla gente come vagamente folle; e sapendo un po&#8217; come funziona posso confermarlo: lo \u00e8.<\/p>\n<p>Lo scienziato \u00e8 svagato e ha la testa altrove; \u00e8 una cosa che si sa da sempre. Quello che invece abbiamo scoperto solo da qualche anno \u00e8 che anche il ragazzo portato per l&#8217;informatica a volte ha dei tratti caratteriali curiosi, talvolta bizzarri e ogni tanto proprio patologici. E spesso pi\u00f9 \u00e8 bravo e pi\u00f9 appare problematico. Questo suggerisce l&#8217;idea che ci sia una correlazione; pi\u00f9 difficile \u00e8 capire cosa viene prima. se sia il disagio a spingerci verso le tecnologie o viceversa siano le tecnologie a creare problemi (come sostengono molti genitori, secondo me sbagliando). Fattost\u00e0 che la relazione sembra esistere eccome. Sulla proverbiale e quasi epica distrazione di Niels Bohr (Nobel per la fisica nel 1922 per i suoi studi sulla struttura dell&#8217;atomo) si \u00e8 scritto molto, e anche Einstein ha giocato con la sua immagine di matto geniale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 curiosa \u00e8 la vicenda di Bram Cohen (bitconjurer.org), l&#8217;inventore di BitTorrent, una tecnologia per scambiarsi dei file basata su un sistema assolutamente rivoluzionario: frammentarli in pezzettini, e consentire agli utenti di scaricare parti diverse da pi\u00f9 fonti, contemporaneamente. Cos\u00ec il downloading di un film che da normalmente richiederebbe diverse ore, con BitTorrent avviene in pochi minuti. Un&#8217;analisi inglese del 2004 sostiene che circa un terzo del traffico globale della rete sia legato a questa tecnologia: ad oggi gli utenti di BitTorrent sono circa 40 milioni.<br \/>\nBram Cohen (vincitore dell&#8217;amb\u00ecto Wired Rave Award nel 2004) ha la Sindrome di Asperger, una forma di autismo che crea problemi nell&#8217;area sociale e della comunicazione. In una bella intervista a Wired reperibile online, Cohen (la cui moglie lo chiama &#8220;My sweet little autistic nerd boy&#8221;) descrive le sue giornate, alternativamente trascorse a scrivere codice (cosa che sa fare in diversi linguaggi) o a risolvere puzzle logici tipo Cubo di Rubik. Il suo blog \u00e8 una girandola di nuove idee su ogni argomento, dalle sedie alle regole degli scacchi. Essendo BitTorrent distribuito gratis, Cohen e la sua famiglia vivono delle molte donazioni di utenti entusiasti e grati.<\/p>\n<p>Ma se quella di Cohen \u00e8 una vicenda (e un&#8217;intelligenza) eccezionale, sicuramente c&#8217;\u00e8 un piccolo autismo in tutti coloro che hanno dimestichezza con le tecnologie, che le guardano con affetto e ci dialogano con soddisfazione. Queste lievi disfunzioni comportamentali, spesso proprio nell&#8217;area sociale e della comunicazione, a volte sono pi\u00f9 marcate in quei soggetti che poi spiccano nell&#8217;uso evoluto e creativo delle tecnologie (informatiche o meno). Statistiche alla mano forse si potrebbe addirittura sostenere che la storia della scienza e della tecnica \u00e8 una storia di disturbati mentali di genio, che preferivano isolarsi in un mondo esatto piuttosto che avere a che fare con quello reale, impreciso e imprevedibile. Ma se \u00e8 cos\u00ec allora attenzione a chiamarli matti, e a considerarli disagiati. Dovremmo invece ringraziarli, che se decidessero di curarsi magari avrebbero una vita sociale pi\u00f9 ricca e gratificante, ma l&#8217;evoluzione della scienza di sicuro rallenterebbe un po&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla ruota al software, la storia delle grandi intuizioni \u00e8 sempre avvolta da un&#8217;aura di follia. Che se da un lato \u00e8 certamente giustificata, dall&#8217;altro per\u00f2 ci garantisce un lusso mica male: il progresso. 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