{"id":1598,"date":"2020-12-09T14:57:58","date_gmt":"2020-12-09T12:57:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1598"},"modified":"2021-09-09T15:02:40","modified_gmt":"2021-09-09T13:02:40","slug":"piccolo-mondo-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/piccolo-mondo-antico\/","title":{"rendered":"Piccolo Mondo Antico"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;evoluzione della musica Pop in Italia ha una particolarit\u00e0: non esistono transizioni fluide da una fase all&#8217;altra, bens\u00ec scontri generazionali che si concludono solo quando il futuro inevitabilmente prende il posto del passato. Succede ovunque, ma qui il fenomeno \u00e8 particolarmente accentuato. Probabilmente dipende dal feticismo che circonda la tradizione, da cui deriva una scarsa propensione al nuovo, visto come estraneo e ostile. Da bambino ho avuto modo di osservare uno scontro epocale e terribile. Da un lato i Cantanti della Tradizione Italiana come Claudio Villa (Il <em>Reuccio<\/em>, vincitore di Sanremo &#8217;55 e &#8217;57), Nilla Pizzi (1\u00ba, 2\u00ba e 3\u00ba posto nel &#8217;52) e molti altri. Non solo interpreti (talvolta magistrali) della Melodia italiana, ma artisti la cui cultura affondava le radici nella musica popolare, nella canzone d&#8217;autore napoletana e addirittura nel repertorio lirico ottocentesco. Fino agli anni &#8217;40 questo stile aveva dominato la scena, con poche eccezioni. Nel dopoguerra la situazione inizia a evolversi, arriva il Jazz e la scena si svecchia: Carosone, Buscaglione, Betty Curtis sono interpreti diversissimi, di chiara derivazione aliena. Ma si tratta ancora di fenomeni relativamente indolori. In Italia il cambiamento drammatico arriva, insieme al resto del mondo, con il Rock&#8217;n&#8217;roll. Che non solo \u00e8 attraente per i giovani e irritante per i vecchi, ma ha una potenza comunicativa che terrorizza chi ne \u00e8 fuori. Peggio: il R&#8217;n&#8217;r \u00e8 uno stile contagioso, i maschi si fanno crescere i capelli (all&#8217;inizio timidamente), le ragazze li accorciano. Non si balla pi\u00f9 in coppia, il corpo inizia a cedere a ritmi pi\u00f9 spinti, i costumi sessuali si fanno (molto timidamente) pi\u00f9 disinvolti.<\/p>\n<p>Quindi lo scontro titanico tra i Cantanti Italiani e gli <em>Urlatori<\/em> moderni (un termine giornalistico che piaceva molto, perch\u00e9 evidenziava la contrapposizione insanabile tra il Bel Canto e Adriano Celentano) non \u00e8 solo musicale, diventa una battaglia per il cambiamento dei costumi. Naturalmente nessuno dei giovani urlatori (Morandi, Caselli, Pavone, ecc.) incita alla rivolta, ma non serve. Quando nel &#8217;59 Mina esplode con <em>Tintarella di Luna<\/em>, non deve aggiungere altro: il testo nonsense, lo stile, la vocalit\u00e0, il modo di stare in scena, niente somiglia alla pur brava Nilla Pizzi, che nello stesso anno a Sanremo arriva solo sesta. Qualcosa sta cambiando. L&#8217;aspetto epocale della vicenda \u00e8 che non si tratta solo di un passaggio di mode musicali: quando Villa si scaglia contro i cantanti pi\u00f9 giovani, sa benissimo che in gioco non c&#8217;\u00e8 solo il suo regno ma anche uno stile, un repertorio storico (poi ripescato dai vari Bocelli), un intero mondo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1599\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/BL-12_20.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/BL-12_20.jpg 1112w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/BL-12_20-278x300.jpg 278w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/BL-12_20-949x1024.jpg 949w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/BL-12_20-768x829.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>Qualche anno dopo l&#8217;Italia ha vissuto un&#8217;ondata di musica Prog. Ricordo palasport pieni per il Banco e gli Area tanto quanto per i Genesis e gli Yes. Me li ricordo perch\u00e9 c&#8217;ero, e quella musica mi piaceva &#8211; ma forse non abbastanza: quando qualcuno mi ha passato una copia di <em>Horses<\/em> di Patti Smith mi si \u00e8 accesa una lampadona rossa lampeggiante, e ho subito recuperato alcuni ascolti del passato, trascurati per ascoltare il maledetto triplo album degli Yes. Io ho avuto culo, ma un sacco di miei coetanei sono caduti nella &#8220;Sindrome della Bella Canzone di Una Volta&#8221; che nel loro caso era <em>Firth of Fifth<\/em> dei Genesis: I Punk non sanno suonare, urlano, ballano male, si vestono da schifo, vuoi mettere, ecc.<\/p>\n<p>Un tono che poi ho sentito utilizzare ciclicamente (e forse qualche volta ho pure usato) per disprezzare la Disco (musica plebea), il Rap (ma di che parlano?), la New Wave (manichini e drum machine), Il Metal (parrucconi demoniaci), la House (monnezza tamarra), la Techno (sempre uguale) e adesso la Trap (aggiungete qui una delle frasi imbarazzanti che abbiamo dovuto sentire sul tema). Scontri forse meno epocali di Urlatori vs Melodici, ma non tanto. Perch\u00e9 certo, nel 2020 le distanze culturali sono minori che nel &#8217;60, ma l&#8217;Italia \u00e8 ancora un paese culturalmente molto provinciale. Talmente tanto che basta uno Sfera per tirare su un putiferio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;evoluzione della musica Pop in Italia ha una particolarit\u00e0: non esistono transizioni fluide da una fase all&#8217;altra, bens\u00ec scontri generazionali che si concludono solo quando il futuro inevitabilmente prende il posto del passato. Succede ovunque, ma qui il fenomeno \u00e8 particolarmente accentuato. 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