{"id":157,"date":"2005-10-28T05:05:44","date_gmt":"2005-10-28T13:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2005\/10\/28\/guardare-ma-non-toccare\/"},"modified":"2005-10-28T05:05:44","modified_gmt":"2005-10-28T13:05:44","slug":"guardare-ma-non-toccare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/guardare-ma-non-toccare\/","title":{"rendered":"Guardare ma non toccare"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una volta la tecnologia era utile e basta. Poi \u00e8 diventata anche gradevole, pi\u00f9 semplice da usare e infine bella. Molto bella. Talmente tanto da non sembrare quasi pi\u00f9 fatta per noi, rozzi umani.<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei fattori essenziali delle nuove tecnologie \u00e8 quello dell&#8217;interfaccia utente, i vari controlli tattili, visivi e sonori che ci consentono di interagirci. La macchina ha pulsanti, men\u00f9 e diplay e noi abbiamo dita, orecchie e occhi. Ovviamente nella progettazione di un oggetto si presta grandissima attenzione all&#8217;interfaccia utente, e a ragione: una tecnologia pu\u00f2 essere davvero eccellente, ma se \u00e8 scomoda, macchinosa e di uso non immediato \u00e8 difficile che si affermi. Naturalmente pi\u00f9 una tecnologia diventa di massa pi\u00f9 la sua interfaccia deve essere semplice e immediata, e la sua ergonomia deve coprire una vastissima gamma umana: i cellulari col display grande sono chiaramente pi\u00f9 popolari tra i miopi. E&#8217; un incastro affascinante quello tra noi e le macchine, pensate per convivere armoniosamente coi nostri corpi, i nostri sensi e difetti; per essere utili e comprensibili, insomma per interagire con noi.<\/p>\n<p>La storia delle interfacce utente \u00e8 davvero avvincente, con le sue vittorie epocali (come l&#8217;invenzione del mouse gi\u00e0 negli anni &#8217;60) e i suoi fallimenti (come la programmazione dei videoregistratori, rimasta farraginosa fino all&#8217;avvento, ancora in corso, della tv digitale). Una storia che s&#8217;interseca con quella del nostro progressivo abituarci alle tecnologie; una vicenda intensa e a tratti pasoliniana. Infatti anche noi abbiamo delle interfacce, occhi, orecchie e mani; strumenti non modificabili (o quasi) intorno ai quali si costruisce il futuro. Per anni ho pensato che l&#8217;uso dei cellulari fosse precluso ai contadini per via delle loro dita enormi. E all&#8217;inizio \u00e8 stato cos\u00ec, ma poi hanno imparato a usare l&#8217;unghia per digitare e adesso, tra i frutteti di tutta Europa, fioccano gli sms. Questo passaggio \u00e8 stato fondamentale: trovato l&#8217;equilibrio tra la piccolezza del tasto e l&#8217;inclinazione del pollice (nessuno digita col polpastrello dritto) tutto \u00e8 possibile. Ma non \u00e8 stato facile: come molti di noi sanno, un cellulare troppo piccolo non \u00e8 comodissimo, e c&#8217;\u00e8 una misura (diversa per ognuno) che sta bene in tasca ma non si perde, e quando parli non ti pare che non ti sentano (una scena comune fino a pochi anni fa: gente che avvicinava il telefono alla bocca per parlare e poi lo riportava all&#8217;orecchio per sentire). Anche un telefono con troppe funzioni non incontra il gusto della massa, come sa benissimo Nokia, che da diversi anni investe a perdere in una serie quasi pioneristica (la 9000).<\/p>\n<p>L&#8217;ultima problematica delle interfacce utente per\u00f2 non riguarda le dimensioni dei tasti o quella del display ma i materiali sempre meno umani con cui si racchiudono le tecnologie. Le macchine fotografiche Nikon Coolpix S1, per esempio, sono rivestite da una stupefacente vernice nera lucida che le fa sembrare l&#8217;agendina di Darth Vader. Peccato che questo effetto si possa ammirare solo dopo averle lucidate ma non toccate: perfino la mano pi\u00f9 asciutta ci lascia sopra immonde tracce organiche. Lo stesso accade al display del Motorola V3 (peraltro bello, e finalmente meno farraginoso): se lo lucidi (ma non col fazzoletto: ci vuole un panno assorbente) \u00e8 astronautico e nitidissimo. Ma appena lo appoggi all&#8217;orecchio, utile dovendoci telefonare, si ingrassa orribilmente, tanto da farti dubitare del tuo equilibrio sebaceo. Insomma gli ultimi oggetti tecnologici sono bellissimi (come il Nokia 8800, per\u00f2 ingiustificato a 943 euro perfino con le gassose suonerie di Sakamoto), ma non sembrano fatti per essere toccati da mano umana bens\u00ec per stare in una teca, sospesi a mezz&#8217;aria e ben protetti da ogni contaminazione animale. La strada insomma \u00e8 ancora lunga.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una volta la tecnologia era utile e basta. Poi \u00e8 diventata anche gradevole, pi\u00f9 semplice da usare e infine bella. Molto bella. Talmente tanto da non sembrare quasi pi\u00f9 fatta per noi, rozzi umani. 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