{"id":153,"date":"2005-06-28T05:02:28","date_gmt":"2005-06-28T13:02:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2005\/06\/28\/antenati-vs-pronipoti\/"},"modified":"2005-06-28T05:02:28","modified_gmt":"2005-06-28T13:02:28","slug":"antenati-vs-pronipoti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/antenati-vs-pronipoti\/","title":{"rendered":"Antenati vs Pronipoti"},"content":{"rendered":"<p><strong>La generazione post internet diventa adolescente: \u00e8 sveglia, veloce e a proprio agio con la tecnologia che per lei non significa niente. E torna, dopo anni di genitori-fratelli, una figura che sembrava scomparsa: il Matusa.<\/strong><\/p>\n<p>La tecnologia ha sempre imposto dei momenti boa, che o sei dentro o sei fuori. E&#8217; successo dall&#8217;inizio, e ormai \u00e8 abbastanza chiaro che malgrado le tecnologie accadano sempre pi\u00f9 rapidamente, ci vuole una generazione perch\u00e9 diventino una vera estensione di noi stessi. Il film Tot\u00f2 e le donne (1952) documenta uno di questi passaggi: la donna di servizio \u00e8 cos\u00ec eccitata dall&#8217;aver risposto al telefono che non ricorda pi\u00f9 chi ha chiamato. E&#8217; solo dalla generazione successiva, quella fisicamente nata dopo, che il rapporto cambia, in certi casi in modo spettacolare: chi di noi non ha mai pianto al telefono? Questo \u00e8 un passaggio epocale: la tecnologia diventa davvero personale e scompare. Ecco perch\u00e9 la telefonia mobile ha avuto tanto successo: telefonare \u00e8 un&#8217;esperienza gi\u00e0 familiare. Come la macchina da scrivere, icona di una generazione di scrittori che per\u00f2 era gi\u00e0 la seconda: la precedente aveva opposto fortissime resistenze, e sono stati scritti saggi per sostenere che la macchina avrebbe ucciso la poesia. Ma \u00e8 solo un esempio: molti sostengono che il cambio automatico annulli il piacere della guida.<\/p>\n<p>In fondo \u00e8 piuttosto naturale: solo chi sa cosa significava darsi un appuntamento in strada prima dell&#8217;avvento dei cellulari pu\u00f2 sentirsi sollevato ogni volta che \u00e8 in ritardo; per chi ci \u00e8 nato non significa niente. Questo \u00e8 vero di tutte le tecnologie, dalle tubature alla lavatrice, fino al volo intercontinentale e a Google. La differenza \u00e8 che una volta le tecnologie arrivavano lentamente e per ognuna c&#8217;era un certo tempo di assorbimento, mentre oggi da una singola invenzione, per esempio il chip, nascono innovazioni a catena che modificano permanentemente il nostro paesaggio. La vera rivoluzione tecnologica l&#8217;hanno vissuta i ragazzi del &#8217;99 (1899), che nella loro vita hanno visto diffondersi tecnologie incomprensibili e semidivine come il telefono, l&#8217;automobile, la tv, la bomba atomica, &#8211; e quasi qualsiasi altra vi venga in mente. Questa invece \u00e8 la rivoluzione digitale, generata da una singola tecnologia (la conversione delle informazioni in numeri), e soltanto adesso sta avvenendo la sua metabolizzazione. Potremmo dire che i 35\/40enni di oggi sono i nuovi ragazzi del &#8217;99, e i loro figli nati dopo il &#8217;90 sono la generazione post-sorpresa, che usa il digitale come ci si fa&#8217; la doccia, immemori dei viaggi al pozzo dei nostri avi.<\/p>\n<p>Il primo sintomo ovviamente \u00e8 la deglamourizzazione: nessun ragazzo si meraviglia di quante informazioni ci siano in rete o della vastit\u00e0 di certi videogiochi. Il copia e incolla \u00e8 come la Coccoina, l&#8217;sms \u00e8 l&#8217;equivalente del bigliettino delle medie e Google serve a tutto, dai temi ai porno. I libretti delle istruzioni \u00e8 come se non esistessero, e questo a volte sorprende gli adulti. La risposta &#8220;Sono tutti uguali&#8221; che m&#8217;ha dato un tredicenne, in realt\u00e0 nasconde un ulteriore indizio: la logica che presiede al funzionamento di qualsiasi oggetto computeristico-digitale \u00e8 la stessa, per esempio prima dai un comando e poi premi enter, e &#8211; salvo interfacce utente mal progettate &#8211; conoscendone la logica si riesce a far funzionare pressoch\u00e9 tutto. Un fatto sorprendente per gli over 35 non tecnofili, una cosa normale per questa generazione che non \u00e8 affatto tech-feticista: sono i quarantenni sorpresi che subiscono l&#8217;erotismo tecnologico. Per loro il cellulare \u00e8 come il rubinetto: utile, magari anche bello, ma non sexy.<\/p>\n<p>Le implicazioni di questo passaggio non mi sembrano prevedibili, se non rapportate a quello che \u00e8 successo nel corso del XX\u00b0 secolo. Che non \u00e8 incoraggiante: genitori nostalgici di un mondo dove si giocava per strada, ci si trovava al muretto e non in chat e il sesso &#8220;era quello bello di una volta&#8221;, come ho sentito dire da un padre che poi ha aggiunto: &#8220;Il mondo era reale, mica virtuale come oggi&#8221;. Con figli digitali, iperveloci e multitask, in grado di distinguere reale e virtuale e completamente a loro agio in ambedue i mondi, e a cui mamma e pap\u00e0 sembrano poco pi\u00f9 della donna di servizio di Tot\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La generazione post internet diventa adolescente: \u00e8 sveglia, veloce e a proprio agio con la tecnologia che per lei non significa niente. 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