{"id":150,"date":"2005-03-28T04:57:59","date_gmt":"2005-03-28T12:57:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2005\/03\/28\/handicap-i-super-abili\/"},"modified":"2005-03-28T04:57:59","modified_gmt":"2005-03-28T12:57:59","slug":"handicap-i-super-abili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/handicap-i-super-abili\/","title":{"rendered":"Handicap: i Super-Abili"},"content":{"rendered":"<p><strong>I superpoteri sono una realt\u00e0, frutto della ricerca tecnologica, ma non ancora per tutti. Ecco a voi l&#8217;ultracorpo meccanico, oggi privilegio di pochi: i primi, le star dello sport, ma soprattutto gli ultimi: i disabili.<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto la tecnologia sia diventata un ingrediente ormai familiare nel paesaggio delle nostre vite, esiste ancora un versante pionieristico e di frontiera. Una zona grigia, a volte ai limiti e oltre la legalit\u00e0, in cui si sperimentano soluzioni ardite che poi un giorno forse adotteremo tutti. I due settori davvero all&#8217;avanguardia in questo campo sono, curiosamente, lo sport e la disabilit\u00e0. Il primo \u00e8 facilmente spiegabile: non solo ci sono immensi interessi commerciali nella creazione di super-atleti, ma lo sport \u00e8 tradizionalmente il campo in cui l&#8217;uomo supera se stesso, e se \u00e8 vero che le tecnologie sono estensioni del corpo, \u00e8 naturale che lo sport le utilizzi. Ma \u00e8 nelle disabilit\u00e0 che la tecnologia sta portando una vera rivoluzione; abbiamo notato tutti come negli ultimi anni siano cambiati i materiali e le forme di stampelle, carrozzine, ecc: nuovi materiali e studi ergonomici hanno molto potenziato questi oggetti. Sappiamo anche che molti strumenti per la riabilitazione si basano su tecnologie sofisticate ma questa \u00e8 solo la punta dell&#8217;iceberg: la ricerca pi\u00f9 avanzata infatti punta al recupero delle normali funzioni, ma guardando in realt\u00e0 al potenziamento di queste abilit\u00e0.<\/p>\n<p>La ragione principale \u00e8 quasi ovvia, a pensarci bene: chi di noi &#8220;normodotati&#8221; si farebbe impiantare un occhio bionico o due super-gambe? Un cieco invece, o un paraplegico, non hanno letteralmente niente da perdere, e anzi molto da guadagnare, oggi pi\u00f9 che mai. Prendiamo la vista: chi vede bene ha 10\/10, legge un libro senza difficolt\u00e0 e vede il numero dell&#8217;autobus a 100 metri di distanza. Dovendo impiantare un occhio artificiale ad un non vedente (ci sono studi avanzatissimi, e sono gi\u00e0 stati compiuti i primi esperimenti sull&#8217;uomo), non c&#8217;\u00e8 nessuna ragione per limitare il suo funzionamento ai normali 10\/10. Potrebbe tranquillamente averne 190, di decimi, vedere di notte e attraverso i muri. Idem per gli handicap motori: nell&#8217;ideazione di arti meccanici i limiti non sono quelli di tutti noi, bens\u00ec quelli della fisica. Molto presto la soluzione al problema della sordit\u00e0 non sar\u00e0 il recupero dell&#8217;udito, ma l&#8217;acquisizione di un superpotere: l&#8217;ultraudito, forse integrato da altre funzioni come il riconoscimento vocale o l&#8217;ecolocazione; nell&#8217;era delle nanotecnologie il limite \u00e8 dettato solo dalla fantasia. Ma fino qui siamo (quasi) nei normali limiti della ricerca medica. La tecnologia per\u00f2 si muove anche in altre direzioni, che sono proprio quelle della fantascienza: chip neuronali, scanner retinici, impianti di memoria e simili. E sono ancora una volta i cosiddetti portatori di handicap i soggetti che pi\u00f9 naturalmente si prestano alla sperimentazione. In fondo perfino il telecomando \u00e8 infinitamente pi\u00f9 utile a un disabile che agli altri; figurarsi un chip impiantato nel braccio che consente di controllare tutte le funzioni della casa, oltre a monitorare lo stato di salute, a chiamare soccorso in caso si incidenti&#8230;<\/p>\n<p>Arriva l&#8217;uomo bionico: era ora. Nasce da un settore della scienza che, nel tentativo di restituire una vita normale a chi non ce l&#8217;ha, ha finito per dargliene una potenziata. Esattamente come nello sport, siamo destinati tutti a godere dei risultati di queste ricerche &#8211; ma per secondi. I primi, i nuovi superuomini, sono tra quelli tradizionalmente considerati gli ultimi. Insomma \u00e8 finalmente tra noi l&#8217;Uomo da sei milioni di dollari, ma non ha il ghigno accattivante di Lee Majors bens\u00ec la bella espressione, sorpresa e ottimista, di Alex Zanardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I superpoteri sono una realt\u00e0, frutto della ricerca tecnologica, ma non ancora per tutti. Ecco a voi l&#8217;ultracorpo meccanico, oggi privilegio di pochi: i primi, le star dello sport, ma soprattutto gli ultimi: i disabili. 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