{"id":1483,"date":"2019-05-08T16:12:07","date_gmt":"2019-05-08T14:12:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1483"},"modified":"2019-08-08T16:49:54","modified_gmt":"2019-08-08T14:49:54","slug":"bellezza-urbana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/bellezza-urbana\/","title":{"rendered":"Bellezza urbana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/BL-5_19.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1484\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/BL-5_19-261x300.jpg\" alt=\"holzer\" width=\"261\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/BL-5_19-261x300.jpg 261w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/BL-5_19-768x882.jpg 768w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/BL-5_19-892x1024.jpg 892w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/BL-5_19.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 261px) 100vw, 261px\" \/><\/a>Di recente si sta diffondendo l&#8217;abitudine di ingaggiare degli Street Artist per ricoprire le facciate dei palazzi delle citt\u00e0 con la loro Arte. Lo fanno le amministrazioni comunali, le aziende private e talvolta perfino i condom\u00ecni. Basta muri grigi, riempiamoli con dell&#8217;Arte. E se questa Arte \u00e8 pure bella, come si potrebbe mai dissentire?<\/p>\n<p>Da almeno cento anni, l&#8217;Arte si \u00e8 liberata dall&#8217;idea di riprodurre la realt\u00e0 e di produrre bellezza. Si \u00e8 andati oltre, con nuove forme che da un lato esploravano i limiti estremi delle tecniche classiche, come pittura e scultura (Impressionismo, Astrattismo, Cubismo, ecc.), a volte per rappresentare sentimenti nuovi. Dall&#8217;altro portavano l&#8217;Arte in una zona concettuale, proponendo un dialogo nuovo tra artista e pubblico, fatto di affermazioni talvolta bizzarre che costringevano lo spettatore a farsi delle domande, su se stessi e sulla societ\u00e0; per esempio i Dadaisti, i Surrealisti e successivamente tanti artisti contemporanei. Nel corso degli anni, moltissimi di loro si sono misurati con lo spazio pubblico: <a href=\"https:\/\/de.phaidon.com\/agenda\/art\/articles\/2014\/may\/12\/how-joseph-beuys-celebrated-his-63rd-birthday\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Joseph Beuys a Kassell<\/a>, dove ha piantato settemila querce, e <a href=\"https:\/\/projects.jennyholzer.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Jenny Holzer<\/a>, che ha usato le insegne di Times Square a New York per diffondere le sue frasi (nella foto, clicca per ingrandire), sono solo due esempi. Per\u00f2 molto raramente gli artisti contemporanei hanno semplicemente esposto le loro opere per strada: i loro interventi sono sempre stati pensati come occasioni per dire qualcosa al pubblico generale, oltre a quello dell&#8217;Arte. Pensate al dito medio di Maurizio Cattelan davanti alla borsa di Milano (strategicamente girato verso chi guarda).<\/p>\n<p>Quando \u00e8 arrivata la Street Art, che esisteva soltanto per la strada, mi \u00e8 sembrata un&#8217;ottima notizia: Arte che voleva dialogare con tutti, e che poneva delle domande profonde su di noi, le nostre abitudini, la societ\u00e0 nella quale viviamo. Shepard Fairey, Banksy e molti altri hanno saputo miscelare gli elementi giusti per dover essere considerati Artisti con la A maiuscola, per\u00f2 dialogando innanzitutto col pubblico, talvolta esprimendo idee profonde e urgenti. Poi la Street Art \u00e8 diventata popolare, e ha perso un pochino di mordente: non mi meraviglio, succede sempre cos\u00ec. Per\u00f2 oggi mi pare che si sia perso totalmente il senso della questione.<\/p>\n<p>Due esempi: <a href=\"https:\/\/www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/giardino-delle-Culture-t.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Street Art del Giardino delle Culture di Milano<\/a>, realizzata da Millo, e <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=jorit&amp;source=lnms&amp;tbm=isch&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjHxILMwvPjAhUlSxUIHfs0B5cQ_AUIECgB&amp;biw=1712&amp;bih=961\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">quella di Jorit in giro per Napoli<\/a>. Il primo \u00e8 un immenso progetto grafico in due parti, che occupa gli interi lati di due palazzi. Una raffigura un cercatore di cuori rossi e soffici in una citt\u00e0 in bianco e nero. L&#8217;altra mostra una bambina abbracciata al cuoricione rosso. Graficamente l&#8217;opera \u00e8 impeccabile, ha uno stile originale e decora perfettamente quell&#8217;angolo di citt\u00e0. Piace alle mamme, ai figli e ai negozianti della zona. Il messaggio \u00e8 ottimista: cercare dei cuoricioni in questa citt\u00e0 brutta e grigia ancora si pu\u00f2. Invece le grandi facce di Jorit a Napoli hanno un impatto pi\u00f9 deciso: figure della societ\u00e0 civile e della cultura Pop, ritratte in primo piano. Le dimensioni sono gigantesche, le immagini bellissime, tutte unificate da un tratto comune: dei segni &#8220;tribali&#8221; sulle guance. L&#8217;impatto \u00e8 forte, qualcuna fa discutere (ma insomma), altre sfondano porte aperte: il ritratto di Maradona a Napoli non pu\u00f2 che fare furore. Sia le opere di Millo che quelle di Jorit sono anche delle <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?client=firefox-b-d&amp;q=jorit+selfie\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">splendide opportunit\u00e0 di selfie<\/a>: da ogni angolo, con ogni illuminazione, i mi piace sono garantiti.<\/p>\n<p>Io naturalmente sono molto favorevole al miglioramento del paesaggio urbano, dai cestini della spazzatura ai vespasiani, dalle pensiline degli autobus fino alle facciate dei palazzoni. La decorazione cittadina mi trova completamente d&#8217;accordo: soldi ben spesi. L&#8217;abbellimento degli spazi pubblici mi sembra lodevole, che sia piantare degli alberi, decorare gli autobus, coprire le impalcature o commissionare delle pitture decorative. Solo per cortesia, non chiamiamola Arte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di recente si sta diffondendo l&#8217;abitudine di ingaggiare degli Street Artist per ricoprire le facciate dei palazzi delle citt\u00e0 con la loro Arte. Lo fanno le amministrazioni comunali, le aziende private e talvolta perfino i condom\u00ecni. Basta muri grigi, riempiamoli con dell&#8217;Arte. 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