{"id":1477,"date":"2019-04-10T14:41:54","date_gmt":"2019-04-10T12:41:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1477"},"modified":"2019-06-10T14:58:34","modified_gmt":"2019-06-10T12:58:34","slug":"meglio-di-te-e-di-me","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/meglio-di-te-e-di-me\/","title":{"rendered":"Meglio di te (e di me)"},"content":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio Internet era molto diversa da quella odierna, in molti modi. Tra questi ce n&#8217;\u00e8 uno che descrive benissimo la direzione nella quale si \u00e8 evoluta. Prima, bench\u00e9 la creazione di siti personali fosse incoraggiata, il movimento dei dati era sostanzialmente monodirezionale: da Internet si prendeva (contenuti, immagini, informazioni, ecc.) molto pi\u00f9 di quanto si metteva e, per la stragrande maggioranza della gente, la rete era esclusivamente uno strumento di consultazione. Ancora oggi per molti \u00e8 cos\u00ec, ma con una grande differenza. Grazie ai Blog prima, e al boom dei Social network poi, caricare dei dati \u00e8 diventato molto pi\u00f9 diffuso: commentiamo, postiamo, interagiamo con ardore.<\/p>\n<p>Naturalmente la tecnologia \u00e8 neutrale: se io posto l&#8217;Eneide su Twitter, questa vale quanto i post di Mariana78 che commenta <em>Uomini e Donne<\/em> in tempo reale. Anzi, \u00e8 possibile che i suoi doppi sensi scollacciati siano pi\u00f9 popolari, e il suo volume di traffico molto maggiore (giustamente: Enea su Twitter \u00e8 un&#8217;idea orrenda). La statistica \u00e8 inesorabile: mediamente la foto del gatto morto fa molte pi\u00f9 interazioni (commenti, reazioni, repost) di un&#8217;arguta riflessione. Ognuno di noi ha una propria gamma di contenuti ai quali reagisce (una questione prevalentemente emotiva), e le comunit\u00e0 online spesso si coagulano proprio intorno a una sensibilit\u00e0 simile, da 4chan a Xhamster. Il &#8220;valore social&#8221;, cio\u00e8 quella cosa che divide chi prende 2 <em>mi piace<\/em> da chi ne prende 2 milioni, si basa proprio su questo: pubblicare contenuti che sappiano aggregare il consenso emotivo di una grande quantit\u00e0 di persone. La verit\u00e0 \u00e8 che ognuno di noi, nel suo piccolo, mantiene con cura il proprio orticello: dopotutto \u00e8 bello avere molti like, no? Quindi siamo passati da una Internet perlopi\u00f9 verticale, con un &#8220;alto&#8221; che inseriva informazioni e un &#8220;basso&#8221; che ne fruiva, a una rete apparentemente orizzontale, dove tutti prendiamo e mettiamo, e poi ci fruiamo a vicenda. Un luogo digitale nel quale siamo autori, registi, fotografi della nostra vita, rappresentata (questa \u00e8 la parola chiave) allo scopo di essere attraente per la nostra comunit\u00e0, in maniera innanzitutto emotiva e poi razionale: pi\u00f9 lo sar\u00e0, pi\u00f9 aumenter\u00e0 il nostro valore social. Questo apre anche degli scenari inquietanti (Black Mirror, ovviamente), ma qui voglio dire una cosa diversa.<\/p>\n<p>Scorrendo il mio Facebook pieno di semisconosciuti, lettori, colleghi, ex studenti, e i loro amici, vedo di tutto: cani affamati, necrologi non richiesti, foto di feste tristi, umorismo malriuscito, aforismi letali, banalit\u00e0. Diciamocelo: la stragrande maggioranza dei &#8220;contenuti&#8221; \u00e8 pessima. O a qualcuno davvero interesserebbe quale animale mi rappresenta meglio? Foto brutte, di gente che si diverte male (ma sorride sempre), giffette di torte in faccia, analisi insensate su Sanremo, recensioni tristi (perfino col voto, cacchio), autocompiacimento svergognato. E poi indignazione a catinelle, su qualsiasi banalit\u00e0. In mezzo a tutto questo ovviamente ci trovo anche link interessanti, riflessioni sensate, umorismo assassino, foto fantastiche, informazioni preziose, amici cari: tutti ingredienti per me emotivamente attraenti. Ma il 99% \u00e8 brutto.<\/p>\n<p>Mi chiedo: quando \u00e8 successo che la foto della tua famiglia alle prese col barbecue \u00e8 diventato un &#8220;contenuto&#8221; universale, e che tuo figlio neonato che piange addirittura un &#8220;post caldo&#8221; (molte interazioni positive)? Come si \u00e8 concluso che una recensione mediocre e lunghissima sul blog di @mignattamalsana \u00e8 uguale a quella di una rivista (dalla quale oggi si pu\u00f2 dissentire in tempo reale), o che quell&#8217;ovviet\u00e0 sulla pace, che se la dici al bar ti sputano in faccia, invece fa fico? Quand&#8217;\u00e8 stato che qualcuno ha stabilito che tutto \u00e8 uguale a tutto? Com&#8217;\u00e8 morta l&#8217;attrazione per l&#8217;autorevolezza? Mi sembrano domande utili, anche per capire che ci sta succedendo: analfabeti contro la scienza, terrapiattisti in tv, ignoranza esibita, incompetenti al comando. Tanto \u00e8 uguale (e su Twitter rendono meglio).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>All&#8217;inizio Internet era molto diversa da quella odierna, in molti modi. Tra questi ce n&#8217;\u00e8 uno che descrive benissimo la direzione nella quale si \u00e8 evoluta. Prima, bench\u00e9 la creazione di siti personali fosse incoraggiata, il movimento dei dati era sostanzialmente monodirezionale: da Internet si prendeva (contenuti, immagini, informazioni, ecc.) 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