{"id":1417,"date":"2018-04-13T15:04:17","date_gmt":"2018-04-13T13:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1417"},"modified":"2018-08-13T15:07:22","modified_gmt":"2018-08-13T13:07:22","slug":"come-suona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/come-suona\/","title":{"rendered":"Come suona"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1420\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/BL418-300x119.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"119\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/BL418-300x119.png 300w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/BL418-768x305.png 768w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/BL418-1024x406.png 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La notizia nuda e cruda \u00e8 questa: chiude l&#8217;ultima fabbrica di CD negli USA. La distribuzione digitale, e il ritorno dei supporti analogici, pare aver reso obsoleto il Compact Disc. Detta cos\u00ec non pare un fatto significativo. Vorrei metterlo in prospettiva, e fare due riflessioni.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio c&#8217;era il 78 giri, il 45, e poi LP e Cassette. Col progredire della qualit\u00e0 di registrazione e incisione, miglioravano anche gli impianti di riproduzione: giradischi, amplificatori, casse. L&#8217;altro fattore essenziale per un buon ascolto, oltre alla qualit\u00e0 variabile delle stampe, era l&#8217;usura dei dischi: come molti miei coetanei, posseggo diversi album in pi\u00f9 copie, a vari stadi di fruscio. L&#8217;originale, cio\u00e8 il Master, era un nastro magnetico (la bobina, in assoluto il supporto di maggiore qualit\u00e0), del quale veniva fatta una copia dalla quale si produceva la Matrice, la mamma dei vinili. Data la natura della tecnologia analogica, era impossibile duplicare un brano mantenendone esattamente inalterata la qualit\u00e0: a ogni passaggio c&#8217;era una (magari infinitesimale) perdita.<\/p>\n<p>Negli anni &#8217;80 arriva il digitale, e il CD. Abbiamo tutti notato subito che suonava diverso. Nel frattempo per\u00f2, gli artisti Pop avevano iniziato a utilizzare strumenti musicali e registratori digitali. Questo ha notevolmente attenuato la percezione della differenza di qualit\u00e0 tra CD e vinile. C&#8217;\u00e8 un altro aspetto importante: negli anni &#8217;80 si diffondono due nuove tecnologie per l&#8217;ascolto: lo stereo &#8220;compatto&#8221; (anche in versione Radione), senza giradischi ma con CD e Cassette, e il Walkman. Tecnologie low-fi in ambedue i casi, ma dotate di un trucco per supplire alle carenze del CD, e di casse e cuffie mediocri: il <em>Bass Booster<\/em> (Mega Bass, DBB, ecc.), un circuito che amplifica le frequenze basse, tanto care al Pop moderno ma difficili da riprodurre fedelmente. Oggi non esiste pi\u00f9 alcun amplificatore senza extra bassi, salvo a spendere centinaia di euro. Aggiungerei che il CD, con tutti i suoi difetti, qualitativamente rimane il miglior supporto che ci abbiano mai venduto: entro certi limiti, la musica su CD si pu\u00f2 rimasterizzare, cio\u00e8 pulirla e migliorarne i suoni, e talvolta perfino stampare su vinile.<\/p>\n<p>Alla fine dei &#8217;90 si diffonde l&#8217;Mp3 il quale, grazie a un sofisticato algoritmo (e agli indispensabili booster di cui sopra), comprime la musica lasciandola apparentemente inalterata. L&#8217;Mp3 si pu\u00f2 codificare a diversi livelli di qualit\u00e0 per\u00f2, perfino nella migliore delle ipotesi, la differenza si sente &#8211; ma non nell&#8217;iPod: servono amplificatori e casse senza Mega bass, che quasi nessuno possiede pi\u00f9. Fui molto sorpreso quando le persone iniziarono a preferire l&#8217;acquisto di Mp3 a quello dei CD, a prezzi paragonabili (e oggi superiori, specie per gli album vecchi). Un CD lo puoi convertire in Mp3, ma non viceversa (con risultati decorosi). Per l&#8217;industria per\u00f2 era un&#8217;ottima notizia. Poteva chiedere lo stesso prezzo per merce senza costi di stampa e trasporto, di qualit\u00e0 inferiore e che, non richiedendo un player apposta (come il giradischi o il lettore CD), poteva facilmente essere resa obsoleta, cos\u00ec da spingerci a ricomperarla in nuovi formati. Cosa che gi\u00e0 succede coi servizi di streaming, che contengono molta musica che abbiamo gi\u00e0 (spesso in formati pi\u00f9 fedeli).<\/p>\n<p>Mentre oggi potremmo avere di meglio. Dopotutto i Master digitali degli album recenti sono di qualit\u00e0 assai superiore ai CD, e non sarebbe ne&#8217; complicato, ne&#8217; costoso consentire l&#8217;acquisto di file davvero Hi-fi, eterni (sono file, dopotutto) e ascoltabili ovunque. Ma ovviamente nessuna casa discografica (specie quelle grandi) metterebbe fuori i gioielli di famiglia: preferiscono distribuire delle fotocopie. Col risultato che gli unici a proporre file di buona qualit\u00e0, la stessa dei CD, sono i produttori di nuova musica (Techno, House, Hip hop, EDM, ecc.), che vendono perlopi\u00f9 ai DJ. Insomma, per gli ascolti di qualit\u00e0 lo scenario non \u00e8 incoraggiante, e la chiusura di quella fabbrica mi pare un segnale chiaro: il futuro forse sar\u00e0 pi\u00f9 comodo, ma suoner\u00e0 sempre peggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia nuda e cruda \u00e8 questa: chiude l&#8217;ultima fabbrica di CD negli USA. La distribuzione digitale, e il ritorno dei supporti analogici, pare aver reso obsoleto il Compact Disc. Detta cos\u00ec non pare un fatto significativo. Vorrei metterlo in prospettiva, e fare due riflessioni. 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