{"id":1410,"date":"2018-02-01T15:50:20","date_gmt":"2018-02-01T13:50:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/?p=1410"},"modified":"2018-07-01T15:53:47","modified_gmt":"2018-07-01T13:53:47","slug":"bisnipoti-dei-fiori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/bisnipoti-dei-fiori\/","title":{"rendered":"Bisnipoti dei fiori"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1411\" src=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/BL2_18.jpg\" alt=\"muzak\" width=\"400\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/BL2_18.jpg 400w, https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/BL2_18-233x300.jpg 233w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>Personalmente detesto le ricorrenze, e preferisco quasi sempre il futuro al passato. Credo per\u00f2 anche molto nella relazione di causa-effetto tra passato e futuro, e cerco sempre di ringraziare chi \u00e8 venuto prima di me, e mi ha consentito di essere come sono. Quest&#8217;anno sono 50 dal 1968, o come lo si \u00e8 chiamato da allora in poi, il Sessantotto. Come molti sanno nel &#8217;68, in molte citt\u00e0 del mondo, ci fu una sorta di sollevazione di molti giovani, che davano voce alla loro insoddisfazione per una societ\u00e0 che secondo loro non rappresentava un modello giusto di convivenza e sviluppo. Manifestazioni, incidenti con la polizia, prese di posizione durissime da parte degli adulti e dello &#8220;stato&#8221;, che si vedeva per la prima volta messo in discussione cos\u00ec duramente. Dal Sessantotto emerge una nuova figura di giovane, non pi\u00f9 solo futuro adulto, ma soggetto spesso critico verso la societ\u00e0, e pi\u00f9 propenso al cambiamento. Certo, il &#8217;68 \u00e8 stato l&#8217;inizio di molte cose; per\u00f2 in realt\u00e0 \u00e8 stato il culmine, forse prevedibile, di una decade di fuoco, nella quale succedono cose fondamentali sotto molti fronti.<\/p>\n<p>Innanzitutto la musica: negli anni &#8217;60 scoppia tutto. Si diffonde il Rock&#8217;n&#8217;roll, poi i Beatles, Dylan, gli Stones, la stagione dei Festival, e via dicendo. Fenomeni innanzitutto musicali, ma che suggeriscono anche alcune idee molto precise. Non \u00e8 un caso che il Rock&#8217;n&#8217;roll fosse visto cos\u00ec male dagli adulti: il suono, i temi trattati, il ballo, l&#8217;effetto sul corpo &#8211; era una musica rivoluzionaria, in tutti i sensi, che parlava a una generazione escludendo le precedenti. A questi suoni si associano nuovi stili, di vestiario e di vita. In questo modo, per la prima volta i giovani possono esprimere la loro diversit\u00e0, anche solo facendosi crescere i capelli o portando la minigonna. Nascono gli stili urbani, che nel tempo diventeranno culture, come quella Mod o l&#8217;Hip hop. I Jeans, negli anni &#8217;60 un simbolo prima che un capo di abbigliamento, sono il primo caso diffuso di vestiario Unisex &#8211; una bestemmia per molti adulti, un&#8217;affermazione di libert\u00e0 per le ragazze che li portavano. Lo stile \u00e8 importante perch\u00e9 sposta la conversazione su un piano personale, dove l&#8217;abito diventa bandiera: ecco come, qualche anno dopo, nasce il Punk. Anche il cinema coglie il cambiamento, e da <em>Giovent\u00f9 Bruciata<\/em> (in originale <em>Rebel Without a Cause<\/em>) e <em>Il Selvaggio<\/em> (1955\/56) si arriva a <em>Easy Rider<\/em>, <em>Arancia Meccanica<\/em>, <em>Zabriskie Point<\/em> (e qualche anno dopo <em>Tommy<\/em> degli Who, un film davvero premonitore), tra i molti. Grazie a Woodstock, uscito nel &#8217;70, milioni di giovani in tutto il mondo possono &#8220;esserci&#8221; e partecipare.<\/p>\n<p>Ma gli anni &#8217;60, iniziati in un boom economico e terminati in una crisi, mi sono cari soprattutto per una ragione. Nel &#8217;68, per la prima volta, quelle parti della societ\u00e0 tradizionalmente considerate &#8220;inferiori&#8221; si coalizzano e si ribellano. I giovani, ma anche le donne (in quegli anni si forma il pensiero femminista contemporaneo), gli omosessuali (alcuni dei quali per la prima volta timidamente emergono), gli operai (che escono da logiche sindacali e si uniscono agli altri arrabbiati), alcuni intellettuali e tutti gli irregolari.<\/p>\n<p>Qualcuno sostiene che il Sessantotto non sia servito a niente, o perfino che sia stato negativo. Certamente non ha causato alcun cambiamento immediato e tangibile. Per\u00f2 ha messo in moto un meccanismo, aperto delle strade, dei canali, delle possibilit\u00e0. Solo un esempio: in quegli anni, all&#8217;interno del grande mare della Controcultura, nasce la stampa musicale italiana moderna. Case editrici come Stampa Alternativa, riviste seminali degli anni &#8217;70 come Gong, Muzak e poi Musica &#8217;80, hanno le proprie radici nella cultura del &#8217;68. Se non ci fosse stato il Sessantotto, figlio dei &#8217;60, il mondo sarebbe assai diverso. Voi, per esempio, non stareste leggendo una rivista di questo tipo, io non la starei scrivendo, la redazione di Rumore avrebbe altro da fare, e i musicisti nominati in questo numero forse farebbero un altro mestiere. Meglio cos\u00ec, no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Personalmente detesto le ricorrenze, e preferisco quasi sempre il futuro al passato. Credo per\u00f2 anche molto nella relazione di causa-effetto tra passato e futuro, e cerco sempre di ringraziare chi \u00e8 venuto prima di me, e mi ha consentito di essere come sono. 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