{"id":138,"date":"2004-03-28T04:36:37","date_gmt":"2004-03-28T12:36:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2004\/03\/28\/photoshop-la-piccola-bottega-dei-tarocchi\/"},"modified":"2004-03-28T04:36:37","modified_gmt":"2004-03-28T12:36:37","slug":"photoshop-la-piccola-bottega-dei-tarocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/photoshop-la-piccola-bottega-dei-tarocchi\/","title":{"rendered":"Photoshop: la piccola bottega dei tarocchi"},"content":{"rendered":"<p><strong>E\u2019 tra software pi\u00f9 costosi ma anche tra i pi\u00f9 diffusi. Per farci di tutto, dalle riviste ultrapatinate ai finti porno coi vip. Breve viaggio nel mondo di Photoshop: l\u2019unico, il pi\u00f9 amato, il pi\u00f9 piratato. <\/strong><\/p>\n<p>Ci sono applicazioni che sono diventate dei veri strumenti nel senso antico del termine, congegnate in maniera cos\u00ec efficace da consentire agli utenti di evolversi anche dopo anni di uso fino a diventare dei veri e propri artisti. Il re di questi programmi \u00e8 Photoshop, lo standard universale per il fotoritocco digitale. Nell&#8217;editoria contemporanea non esiste immagine che non passi per Photoshop, incluse tutte quelle di questa rivista, tant&#8217;\u00e8 che \u00e8 nato il verbo (infame ma descrittivo) photoshoppare. Ci si pu\u00f2 fare quasi tutto: rimuovere i peli a Britney, rinfoltire la pelata di Silvio, intensificare le poppe dei calendari, drammatizzare i tramonti nelle pubblicit\u00e0, far trombare la Ferilli con Furia. Chi usa Photoshop si evolve come un pittore, apprendendo nuove tecniche e imparando ad usare strumenti diversi, utilizzando procedimenti nuovi per ottenere risultati simili ma migliori; si evolve insomma, imparando una tecnica complessa, un&#8217;arte &#8211; nel senso antico. Spesso con Photoshop si comincia per gioco, e la grande maggioranza degli utenti lo usa cos\u00ec. Brian Eno ha confessato che uno dei suoi passatempo \u00e8 di rimaneggiare foto scaricate dalla rete, e non \u00e8 solo: tutte le vignette fotografiche, gli Osama con Bush, i falsi pompini di Paola Barale che trovate in rete sono fatti con Photoshop: non c&#8217;\u00e8 scampo, essendo praticamente l&#8217;unico software del genere in circolazione &#8211; e certamente il migliore.<\/p>\n<p>Photoshop nasce nell&#8217;87, creato su un Apple dai fratelli Knoll. Acquisito dalla Adobe nel \u201890 \u00e8 subito un grande successo, non solo perch\u00e9 l&#8217;editoria sta gi\u00e0 diventando digitale ma anche perch\u00e9 arriva all\u2019alba di una nuova industria completamente elettronica: Internet. Nel \u201894 esce la versione 3, che consente di lavorare su livelli diversi rendendo possibili cose mai viste. L&#8217;ultimo capitolo rilevante di questa storia \u00e8 del 1999 quando esce Photoshop 5.5 che ottimizza le immagini per la rete, ma in mezzo ci sono state moltre altre versioni: al momento siamo alla 8, che ovviamente Adobe reclamizza come rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Quanto costa? Photoshop 8 viene via a 1270,80 euro, cio\u00e8 quanto un PC. Un prezzo certamente equo per gli addetti ai lavori, ma per gonfiare delle tette nel tempo libero \u00e8 un po&#8217; alto. E infatti una statistica personale ma piuttosto ampia mi dice che pochi utenti di Photoshop sono anche clienti della Adobe. Lo \u00e8 (o dovrebbe esserlo) chi lo usa per lavoro, ma non andrei oltre: Photoshop \u00e8 uno dei programmi pi\u00f9 scambiati in rete, e anche uno dei pi\u00f9 craccati. Adobe ha sempre inserito dei meccanismi di protezione, ma molto facilmente aggirabili da chiunque volesse davvero. Perch\u00e9? Siamo nel campo delle ipotesi, eccovi la mia. Photoshop si impara solo utilizzandolo; non esistono corsi davvero efficaci che possano sostituire l&#8217;esperienza. Quasi tutti i professionisti di Photoshop hanno imparato cos\u00ec, studiando e sperimentando fino a diventare bravi, spesso con una copia pirata, per poi per\u00f2 andare a lavorare in uno studio che usava versioni lecite o magari diventando un free lance di successo che poteva permettersi la costosa licenza. Se fosse cos\u00ec saremmo in presenza di una geniale mossa di marketing (tollerare l\u2019uso privato illegale per consentire a molte persone di imparare e quindi allargare l\u2019utenza pagante) che incidentalmente fa anche bene a tutti, proprio come dovrebbe essere il digitale. Possibile?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 tra software pi\u00f9 costosi ma anche tra i pi\u00f9 diffusi. Per farci di tutto, dalle riviste ultrapatinate ai finti porno coi vip. Breve viaggio nel mondo di Photoshop: l\u2019unico, il pi\u00f9 amato, il pi\u00f9 piratato. 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