{"id":137,"date":"2004-02-28T04:35:57","date_gmt":"2004-02-28T12:35:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiogladio.it\/techtools\/2004\/02\/28\/da-consumarsi-preferibilmente-entro-poco\/"},"modified":"2004-02-28T04:35:57","modified_gmt":"2004-02-28T12:35:57","slug":"da-consumarsi-preferibilmente-entro-poco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sergiomessina.com\/wm\/da-consumarsi-preferibilmente-entro-poco\/","title":{"rendered":"Da consumarsi preferibilmente entro poco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le nostre case diventano musei di tecnologia arcaica, necessaria per utilizzare vecchi supporti come dischi o cassette. Coi computer va meglio? Non sembra: ascoltare un mp3 nel 2020 potrebbe essere un problema.<\/strong><\/p>\n<p>Uno degli effetti pi\u00f9 sgradevoli della tecnologia \u00e8 quello degli standard concorrenti. Il case study classico \u00e8 la battaglia per l&#8217;home video tra Betamax e Vhs. Gli esperti dicono che era meglio il primo ma si sa che vinse il secondo, e quanti s&#8217;erano comperati un Beta si ritrovarono fuori standard, fuori dal circuito commerciale, insomma fuori. Lo stesso era avvenuto qualche anno prima per i registratori audio: lo Stereo 8 (splendido formato tamarro sul quale \u00e8 nato un culto) fu ammazzato dalla Cassetta, che sopravvissuta al disco resta uno dei due standard dell&#8217;industria. Un altro caso esemplare fu la fotografia; con l&#8217;avvento delle automatiche si moltiplicarono i formati, ma stavolta senza vincitori: c&#8217;erano decine di standard diversi la cui reperibilit\u00e0 a volte diventava un&#8217;odissea. Il trucco era proprio quello: legarti a vita ad un formato proprietario brevettato dalla stessa azienda. L&#8217;abilit\u00e0 del consumatore quindi doveva essere di capire se un prodotto avrebbe avuto abbastanza successo da garantirgli una vita decente; insomma il buon vecchio: &#8220;Ma poi si troveranno le ricariche?&#8221; E questa accortezza vale ancora per tutti i prodotti con &#8220;ricarica&#8221;, dagli aspirapolvere (esistono immensi negozi che vendono esclusivamente migliaia di tipi diversi di sacchetti) alle stampanti.<\/p>\n<p>Quando sono arrivati i computer \u00e8 stata subito gazzarra: Commodore, Sinclair, Amiga, Atari, Apple, Ibm&#8230; Sistemi chiusi e non comunicanti tra loro. Peggio, ognuno con sue periferiche: floppy, nastri, cassette, cartucce, etc. Ma dopo questo inizio affollato la situazione s&#8217;\u00e8 subito fatta angusta, e la guerra (economica e anche legale) combattuta tra Windows e Apple continua ancora, anche se di fatto ha vinto Windows (con metodi sui hanno avuto da ridire le commissioni antitrust di mezzo mondo): una recente campagna di Apple si chiamava I switch, e il concept era appunto la facilit\u00e0 di passare da Windows a Mac.<\/p>\n<p>Infatti oggi qualcosa \u00e8 cambiato: il problema non \u00e8 pi\u00f9 la compatibilit\u00e0 ma la retrocompatibilit\u00e0. Qualcuno di voi avr\u00e0 ricevuto per Natale uno di questi lettori Dvd con Vhs: ibridi mostruosi, creati proprio per fare convivere i due standard. Coi computer il problema \u00e8 lo stesso: un nuovo word processor, per esempio, deve avere tra le sue caratteristiche principali quella di poter leggere documenti scritti coi vecchi software. Perfino in rete le cose non vanno molto meglio. Un video pu\u00f2 essere in formato Mpeg (1, 2 o 4), Avi, Windows media, Dv, Realmedia, Divx o Quicktime; per ognuno bisogna avere un software altrimenti non si vede, e per rivederlo tra vent&#8217;anni bisogner\u00e0 avere un programma compatibile, proprio come col Vhs o col 78 giri &#8211; e non \u00e8 detto che sar\u00e0 disponibile per Windows 3000.<\/p>\n<p>Un disastro? Non totale, se si considerano due fattori. Innanzitutto che almeno in certi campi sono nati degli standard comuni non proprietari: il txt e l&#8217;rtf nella scrittura, dv e raw per audio e video, img e jpeg nelle immagini e l&#8217;html nella ipertestualit\u00e0, formati dei quali \u00e8 ragionevole prevedere la compatibilit\u00e0 quasi eterna. Ma soprattutto che l&#8217;alternativa alla Babele degli standard proprietari (esistono sei tipi di memorie per le digicam, e nessuna \u00e8 compatibile con le altre) sarebbe la vittoria di uno sugli altri, che se certamente garantirebbe una compatibilit\u00e0 totale implicherebbe anche una cosa che per fortuna qui da noi \u00e8 ancora (per poco, direi) vietata: il monopolio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nostre case diventano musei di tecnologia arcaica, necessaria per utilizzare vecchi supporti come dischi o cassette. Coi computer va meglio? Non sembra: ascoltare un mp3 nel 2020 potrebbe essere un problema. Uno degli effetti pi\u00f9 sgradevoli della tecnologia \u00e8 quello degli standard concorrenti. 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